Corriere Canadese

TORONTO - Acquistare la Fiat Chrysler, per potersi assicurare la rete di distribuzione presente negli Usa e in Canada e partire alla conquista del mercato nordamericano. È questa l’ipotesi che sta circolando da giorni riguardo l’interessamento di alcuni giganti dell’auto cinesi all’acquisizione della Fca, interesse che secondo Automotive News si sarebbe concretizzato con una prima offerta respinta perché non ritenuta sufficiente. Ma nel complicato scacchiere del settore automobilistico ogni mossa rischia di mettere in pericolo il fragile equilibrio economico, commerciale e politico che regge il sistema. E non è certo un caso che la notizia sia filtrata proprio alla vigilia del primo round di negoziati del Nafta, dove si parlerà anche di auto e componentistica. Secondo Automotive News, la compagnia cinese che avrebbe tentato un primo concreto approccio a Sergio Marchionne sarebbe stata la Great Wall 
otors, la principale produttrice di SUV in Cina, che nel 2016 ha messo sul mercato poco più di un milione di vetture. Ma gli addetti ai lavori rivelano come Fiat Chrysler Automobiles sia appetita anche dalle quattro sorelle cinesi, le maggiori ditte automobilistiche controllate direttamente dallo Stato cinese: la SAIC, Chang’an Motors, FAW Group, e Dongfeng Motor.

TORONTO - Un uomo ha perso la vita  a causa di un incidente avvenuto ieri mattina verso le 5.15 sull’autostrada 401. In prossimità di Avenue Road un camion con rimorchio ha colpito un altro camion e la barriera centrale prima di incendiarsi: un camionista è morto mentre l’altro conducente non ha riportato gravi ferite. 
Lo scontro ha provocato enormi disagi agli automobilisti che ogni mattina si servono dell’autostrada per raggiungere il posto di lavoro: per oltre cinque ore le corsie in direzione est sono rimaste chiuse al traffico all’altezza di Avenue Road mentre quelle in direzione ovest sono state chiuse nel tratto che va da Yonge Street ad Allen. «Il mezzo pesante stava trasportando 189 litri di vernici e diluenti, cosa che ha destato notevole preoccupazione - ha detto il capo dei vigili del fuoco di Toronto David Eckerman - questi materiali hanno contribuito anche a dare maggiore intensità all’incendio. Per pulire l’asfalto abbiamo dovuto richiedere ulteriore materiale assorbente. Qualunque sostanza liquida che non sia acqua è pericolosa».
La telefonata giunta ai vigili del fuoco indicava una “esplosione”  e un incendio in tutte le corsie dell’autostrada poco prima di Yonge Street. 
Al loro arrivo, i pompieri hanno trovato il camion “completamente inghiottito” dalle fiamme ma sono riusciti a domarle in cinque minuti: i paramedici, prontamente accorsi sul luogo, hanno confermato che il camionista è morto a causa dello scontro mentre il conducente dell’altro camion ha riportato solo una ferita alla spalla giudicata non grave. Ma se il rogo alimentato dal materiale infiammabile è stato domato in tempi brevi, la pulizia dell’asfalto ha richiesto più tempo.
La chiusura dell’autostrada, che è di vitale importanza nelle ore di punta per tutti coloro che devono raggiungere il posto di lavoro, ha causato notevoli disagi fino al primo pomeriggio: lunghe code si sono formate anche sulle strade adiacenti.
Il ministero dell’Ambiente ha avuto il compito di monitorare la situazione mentre all’Ontario Provincial Police spetta quello di condurre le indagini per far luce sul grave incidente.
 
 
TORONTO - Dal porto di Zara a quello di Montreal. Le rotte di un “muletto” dalmato e della nave scuola più bella del mondo sono incrociate per la seconda volta dopo la bellezza di quasi 80 anni.  
La prima volta fu nel lontanissimo 1941, la seconda appena qualche giorno fa a Montreal. 
Nel 1941 Mario Angelucci, nato a Zara ma invecchiato a Toronto, era un “muletto” di 11 anni cui  venne il torcicollo per ammirare i pennoni più alti di un fantastico vascello che sembrava uscito dalla pagine di Emlio Sagari.  Il vascello era la nave scuola Amerigo Vespucci.  
Il ragazzino e la nave scuola si incontrarono la prima volta nel porto di Zara un anno dopo l’entrata  in guerra dell’Italia. Mussolini utilizzava la Regia Nave Vespucci e la sua gemella Regia Nave Colombo per scopi propagandistici, per illudere la gente che la guerra andava bene. Alla fine del conflitto, la Colombo fu data alla Russia come parziale risarcimento dei danni di guerra. Il magnifico vascello fu prima cannibalizzato, pi usato come nave trasporto ed infine affondato. 
La nave gemella sopravvissuta, ora battezzata Nave Scuola Americo Vespucci, fortunatamente, ha continuato ad addestrare il fior fiore dei marinai italiani, facendosi ammirare in tutti gli oceani della terra e diventando, a giudizio unanime, la nave più bella del mondo. La stupenda imbarcazione a vela costruita a Castellammare di Stabia, Napoli, nei cantieri che una volta avevano fatto della flotta di Borboni la seconda forza marinara del mondo, fu varata nel 1931. Negli ultimi tre anni, pur conservando l’immutato fascino, l’Unità è stata potenziata tecnologicamente. 
Nonostante le trasformazioni e adeguamenti in linea con il progresso tecnologico, la Vespucci non è mai venuta meno alla primitiva elegante sobrietà delle sue linee strutturali che si trasformano in una sontuosa, regale maestosita’ quando spiega le sue vele al vento.
«Quando l’ho vista, mi sono venute la lacrime agli occhi», racconta il “muletto” Mario ormai diventato “mulo” di vecchio corso.
«Dalla banchisa, mentre ero in fila con moltissima altra gente, ho cercato con gli occhi il pennone più alto sul quale garriva il Tricolore. Alla mia età mi emozioni facilmente. Davanti alla nave che avevo visitato, insieme alla buonanima di mio padre Riccardo, quando avevo in pantaloni corti, mi sono messo a piangere come un bambino, meno male. Meno male nel senso che la mia emozione ha attirato l’attenzione di uno dei tre sommozzatori che regolarmente ispezionano la ciglia della nave scuola, ogni volte che attracca in porto».
“Il marinaio mi chiede perchè sto piangendo. Io gli rispondo che l’emozione mi ha sopraffatto pensando a quella volta quando da ragazzo, nel 1941, misi piedi sulla tolda della Vespucci».
Quella vecchissima visita trasforma Mario da visitatore comune ad ospite di riguardo, praticamente un VIP. I marinai, e gli ufficiali, si rendono conto che Mario , in un certo senso, rappresenta un pezzo di storia del loro incredibile vascello.
L’87enne dalmata, esule due volte, ex portiere di calcio della vecchissima Italia di Toronto, ciclista da giovane e ciclista ancora oggi (col tempo buono pedala 40 km ogni secondo giorno), viene scortato in ogni angolo della nave, gli fanno vedere e gli spiegano tutto del veliero.
Lui Mario, quando non piange, riesce a ringraziare i marinari dicendo che loro sono la parte bella e sana dell’Italia, che la loro professionalità, la loro cortesia, la loro italianità ci rende tutti orgogliosi di avere radici tricolori.
L’ex “muletto” incontra, mariani e ufficiali. Gli stringe la mano anche il vice comandante che gli offre un espresso. Gli regalano libri e poster dell’Amerigo Vespucci e posano per le foto di rito.
«Ero mezzo imbranato  per l’emozione - ricorda Mario – e non ricordo i nomi dei ragazzi che mi hanno fatto sentire uno di loro. So soltanto che il sommozzatore era un siciliano, che ad offrirmi l’espresso è stata una bella signorina in divisa, la quale con una faccia seria seria mi ha detto: La prossima volta non aspetti 76 anni per rivenire a bordo». 
 
TORONTO - La comunità continua a interrogarsi sul futuro della Casa d’Italia. Il consolato generale e la Canadian Italian Business and Professional Association (CIBPA) hanno organizzato un incontro previsto per l’11 luglio per discutere sul terreno sito al 136 di Beverly Street a Toronto. 
L’incontro con la comunità è in programma alle 7 pm al Western Point Social Club, che si trova al 1748 Creditstone Road, Vaughan.   
Tra le ipotesi in ballo, anche quella di restaurare l’edificio nel quale si trova il consolato generale a Toronto
 
TORONTO - Tra il Canada e l’Italia esiste un rapporto d’amicizia straordinario. Lo hanno ribadito ieri a Ottawa Sergio Mattarella e Justin Trudeau durante il loro breve intervento prima del meeting a porte chiuse tra il capo di Stato italiano in visita ufficiale in Canada e il primo ministro. “È con grande piacere - ha dichiarato il leader liberale - che accolgo il presidente della Repubblica qui a Ottawa. Questi sono stati mesi che hanno confermato la grande amicizia tra il Canada e l’Italia”. Trudeau ha poi ricordato la visita fatta lo scorso aprile a Ottawa dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e i suoi incontri italiani al G7 di Taormina a fine maggio e i seguenti meeting organizzati a Roma dopo la conclusione del summit. “Ora il presidente della Repubblica - ha aggiunto - è qui per una settimana piena di visita, per celebrare i 150 anni del Canada e per testimoniare lo straordinario rapporto che lega l’Italia al Canada”.
Anche Mattarella ha ribadito l’importanza del legame che unisce i due Paesi. “Ho il piacere di rivederla - ha dichiarato rivolto a Trudeau - dopo Taormina e dopo l’incontro al Quirinale. Questa è un’ulteriore occasione per ribadire la grande amicizia tra i nostri due Paesi”.
Il presidente della Repubblica si è poi intrattenuto con lo speaker della Camera Geoff Regan e con quello del Senato George Furey, facendo anche una breve visita privata alla House of Commons.
Mattarella nel primo pomeriggio è partito per il Quebec, dove ha avuto dei meeting con il premier provinciale Philippe Couillard e con il sindaco di Montreal Denis Coderre. Quindi, nella Casa d’Italia della cittadina francofona, ha avuto modo di incontrare la comunità italiana, come peraltro aveva già fatto il giorno prima a Ottawa, durante il primo giorno di visita ufficiale. Il capo dello Stato italiano è anche salito a bordo della nave Amerigo Vespucci, attraccata nel porto di Montreal per i 375 anni della città.
Oggi Mattarella arriverà a Toronto per una fitta scaletta di impegni. Alle 12.25 primo appuntamento al Corvetti Education Centre-Costi su College Street, dove il capo dello Stato parteciperà all’inaugurazione di una placca commemorativa. 
Nel pomeriggio il presidente della Repubblica si incontrerà poi con la premier dell’Ontario Kathleen Wynne.
Alle 5.50 la scaletta prevede la partecipazione di Mattarella alla cerimonia di ripristino del “Cristo lava i piedi agli apostoli”, capolavoro del Tintoretto, all’Art Gallery of Ontario.
Alle 7 di sera, infine, l’incontro con la comunità al Ritz-Carlton Ballroom. Venerdì, infine, Mattarella raggiungerà Vancouver.