Corriere Canadese

TORONTO - L’anno che si chiude non è di quelli che aprono l’animo a grandi speranze. Annus horribilis qualcuno potrebbe dire. La violenza ha dominato intermittentemente le notizie su tutti i news media. L’Isis ci ha di nuovo fatto rabbrividire dallo sgomento per le orribili esecuzioni, gli assassini e i vigliacchi attacchi terroristici a Nizza come a Berlino dove gli innocenti sono sempre vittime della cecità, dell’odio e della malvagità umana. 
La Siria martoriata da una insensata guerra infinita, dove è impossibile assegnare colpe o diritti, è quotidianamente testimone di violenza cieca. La città di Aleppo, antica città di cultura, terminale occidentale della via della seta e crocevia tra l’oriente e l’occidente è stata brutalmente bombardata dai russi e dal governo di Assad, brutale dittatore ed ora un improbabile interlocutore con cui trattare. 
I “ribelli”, una coalizione di svariate fazioni che erano state incoraggiate dall’America e dalle potenze occidentali a ribellarsi a Assad sono trattati come terroristi e sono stati scacciati da Aleppo. Nel frattempo la furia cieca della guerra si è incentrata sulla popolazione civile con quotidiani bombardamenti di ospedali, uccidendo civili innocenti e specialmente bambini. Stessa storia, stessa brutalità dovunque giriamo lo sguardo che sia Boko Haram o il Pakistan, il Kashemir, il Mali.
La violenza bieca e senza ragione sembra essere il leit motiv che regola i destini umani.
Dove mai è finito il buonsenso per non dire il senso di decenza, di appartenenza alla razza umana e delle relazioni civili tra i popoli, il senso di comprensione e di solidarietà per creare un mondo migliore per i giovani, dove tutti si sentano parte e tutti contribuiscono al benessere comune.
I leaders del mondo sembrano assatanati dalla voracità del potere, potere a tutti i costi, potere senza se e senza ma.
Putin nel suo improbabile sogno di ricreare una grande Russia, la settimana scorsa ha dichiarato che la Russia ha bisogno di potenziare l’arsenale nucleare. 
Il neoeletto presidente americano Donald Trump, per non smentirsi ha subito risposto che l’America, a sua volta, potenzierà il suo arsenale.
Secondo Global Zero che cita un rapporto della Federation of American Scientists, gli USA hanno 7.700 testate atomiche e probabilmente altrettante ne ha la Russia.Obama aveva promesso di ridurre di un terzo le bombe nucleari degli Usa. 
Ma ora è cambiata la musica. La parola d’ordine è “aumentare”. Ma quante volte si può distruggere il mondo? Con 7. 700 bombe nucleari si possono incenerire la terra e chissà quanti pianeti. È follia totale.
Noi comuni cittadini ci sentiamo disarmati ed impotenti, ma possiamo accettare in silenzio? Siamo scoraggiati ed e’ comprensibile. 
Ma almeno conforta la voce di Papa Francesco che instancabilmente ci richiama ai doveri di umanità. La scorsa settimana ricevendo i nuovi ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, ancora una volta ha proclamato la necessità di metter fine alle scandalose spese per gli armamenti.
“Lo stile di vita - ha detto il Pontefice - deve essere la non violenza, dall’educazione familiare all’impegno sociale e civile fino alla politica e alle relazioni internazionali” ed ha aggiunto che “in un mondo come quello attuale, purtroppo segnato da guerre e da numerosi conflitti, come pure da una violenza diffusa che si manifesta in diverse forme nella convivenza umana, la scelta della non violenza come stile di vita diventa sempre più un’esigenza di responsabilità a tutti i livelli”.
Papa Francesco interpreta i sentimenti più sani, più nobili dell’umanità, ma si scontra con i poteri forti di chi crede solo nella forza del profitto e che non vanno tanto per il sottile quanto alla fonte dei guadagni.
Eppure è auspicabile che la sua non sia la voce di colui che grida nel deserto, come Giovanni Battista. La misura è colma e la voce dell’umanità e della ragione, prima o poi si farà sentire.
 

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Odoardo Di Santo

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