Corriere Canadese

 Arroganza istituzionale e le ironie della vita
 
A volte ci si interroga sul valore attribuito ad alcuni di questi Board, amministrazioni o “mini-governi”  eletti localmente. Dovrebbero essere responsabili e accessibili localmente per scopi specifici, quindi democratici e trasparenti.
Se la riunione del Toronto Catholic District School Board (TCDSB) tenutosi il 15 giugno ne è un indicatore, è sufficiente per spiegare perchè governi provinciali successivi hanno discusso (se non minacciato) la desiderabilità di UN singolo Board of Education. O, quanto meno, combinare scuole pubbliche e separate sotto lo stesso tetto.
Ma prima di continuare, lasciatemi riconoscere che ci sono molti rispettabili, dedicati e giusti individui che considerano il servizio alla comunità e carriere nel campo dell’istruzione come vocazione, e non solo come lavoro. Il TCDSB ha giustamente riconosciuto alcuni di questi quella sera. Come si occupa di fatti urgenti e pressanti che pesano sul suo mandato è meno chiaro… per modo di dire.
Una delegazione si è fatta avanti con quello che lei riteneva evidenza documentata di una discriminazione raziale in una specifica scuola commessa da parte di un membro dello staff. Una situazione simile all’inizio dell’anno allo York Region School Board (YRSB) ha scatenato gli ispettori ministeriali, proteste pubbliche, dimissioni e cause legali o minacce di tale.
Il presidente, a questo merito, ha chiesto ai delegati di non fare nomi di individui o di no specificare nessun dettaglio che possa rivelarne l’identità. Il Board ha proceduto a “ricevere e riferire” [allo staff per ulteriori studi e conseguenti resoconti]. Quando? Non prima di settembre. Forse non ha lo stesso peso dell’incidente al YRSB. Chissà.
Un’altra delegazione è rimasta perplessa dal modo in cui le decisioni erano state prese nel rispetto ad un gruppo di scuole quando lo staff non aveva mai suggerita quella opzione. Anzi, la scelta fatta era stata presa dopo il voto ufficiale a favore di una contraria.
La delegazione, turbata e delusa, si chiedeva giustamente quando la ricusazione era stata esercitata dall’amministratore fiduciario locale i cui interessi economici potrebbero essere aumentati grazie a questa decisione. Il presidente ha ammonito i delegati di non identificare il soggetto di quelle velate accuse. L’amministratore fiduciario era presente.
La questione è stata votata “ricevuta e riferita”. Il TCDSB è sembrato rimanere imperturbato dal fatto che lo scorso anno il loro colleghi nel Board co-terminous, il TDSB, avesse vissuto capovolgimenti e disordini interni in seguito a simili problemi a loro carico. Il TCDSB non sarà estraneo a questo scenario, essendo stato sottoposto a commissariato, non molto tempo fa, per prassi che includono convenzioni similarmente opinabili.
Ma la vita è un lungo processo di apprendimento… per modo di dire.
Una terza delegazione, apparsa per offrire consiglio al Board sui pareri della comunità italiana [e altre] posizioni riguardo il grande progetto di costruzione proposto per l’angolo sud-ovest di Dufferin e Lawrence Avenue, questo perchè la costruzione dipende da un edificio ad uso condiviso tra il TCDSB e Villa Charities.- La delegazione è stato accoltoa con aggressività assillante e prepotenza da parte dell’amministratore fiduciario.
Il primo speaker, un professore universitario in pensione e contemporaneamente uno dei fondatori di Villa Charities - organizzazione comunitaria ormai diventata organizzazione di sviluppo edile - rimane calmo e composto. Ha proposto la sua opinione alla considerazione del Board, in quanto suo diritto e dovere di cittadino, anche se l’amministratore fiduciario ha avuto difficoltà a capire il concetto.
I due colleghi del professore - un avvocato e un ex MPP - hanno proseguito con audaci presentazioni implorando il TCDSB di rivalutare il progetto per questioni tecniche o per impatti socio-culturali. Invano Maria Rizzo, amministratice fiduciaria locale, ha cercato di ristituire il decoro meritato per le buone intenzioni da parte delle delegazioni cittadine.
Ironicamente, il giorno dopo, come riportato dal Corriere Canadese, il ministro dell’Istruzione ha inviato una lettera al presidente del Board delineando la posizione governativa. In breve, i suoi contenuti segnalano il ritiro da parte del governo dell’Ontario del permesso di procedere all’uso congiunto dell’edificio. È stato inoltre ricordato alla TCDSB che non può procedere con progetti capitali sprovisti di questo sine qua non consenso per iscritto dal Ministro.
E questo non avverrà in tempi brevi… per modo di dire.
 

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Joseph Volpe

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