Corriere Canadese

Schmarotzen in tedesco significa mangiare a sbafo.
Arrangiarsi per mettere qualcosa sotto i denti è una usanza vecchia come il cucco nata nei tempi in cui c’era ben poco da scialare. Noi italici abbiamo inventato l’abbuffata aggratis, ma i tedeschi l’hanno trasformata in arte. Achtung, attenzione, però. 
Precisiamo, per non fare inkazzare Frau Merkel, che non tutti i teutonici praticano il mangia e scappa. Ma uno che lo fa c’è, eccome se c’è. Si chiama Ronald. Ha 37 anni ed ha scelto di “operare” a Firenze, forse perchè amante della fiorentina (la bistecca di ottocento grammi, alta due dita, cotta al sangue), della Ribollita (zuppa di pane raffermo con verdure) e del Chianti Doc.
Herr Ronald è diventato uno scroccone seriale. Va dove lo porta la fame. Normalmente nei ristoranti intorno a Ponte Vecchio, dove si mangia bene e si paga poco. Solo che lui non paga neanche quel poco. Non paga e neanche scappa. Quando gli portanto il conto fa un bel sorriso e in italiano quasi perfetto annuncia: “Pagano gli italiani, io sono tedesco”. 
«Oh, che sei bischero» gli urlano i camerieri mentre chiamano i carabineri che lo denunciano senza portarlo dentro.
E lui, lo scroccone ringrazia tutti e auf wiedersehen, arrivederci. Ma non appena ritorna la fame ci riprova. Stavolta è andato nel blasonato Caffè Giacosa in Piazza della Signoria dove si è sbafato sette tramezzini e scolato sette birre. Quando è arrivato il conto di 62 euro il mangiaufo ha tirato fuori il solito ritornello: «Pagano gli italiani, io sono tedesco».
Appurato che Ronald con questa storia ci marcia, e ci mangia, da un paio di mesi, i ristoratori di Firenze si stanno organizzato per mandare il conto a Frau Angela. Forse verranno pagati, o forse no. Intanto il compianto principe della risata, Totò, dall’aldilà si starà mordendo i gomiti per non aver aver avuto la lungimiranza di mangiare a sbafo di non aver inventato la battuta: «Pagano gli italiani, io sono napoletano».
 
“Capa e pezza” con le ruote
Quando un sacco e mezzo di anni fa andavo all’asilo le suore le chiamavamo “capa e pezza” perchè avevano la testa coperta. Quelle suore erano all’antico, tenevano in fila i bambicci e forza di schiaffoni, pizzicotti e tirate di capelli. Ora le cape e pezza si sono modernizzate al  punto che per spostarsi usano finanche gli hoverboard, marchingegni con due ruote sui quali si deve stare in equilibrio. Questi cosi, inventati per la gioventù, hanno fatto presa su suor Fabien della Figlie di Maria. Suor Fabien ha 77 anni e si è presentata alla scorse elezioni francesi sul marchingeno che va a betterie e che si giuda piegano le ginocchia a destra o a sinistra. L’arzilla capa e pezza. sulle due ruote sembrava Valentino Rossi. «All’inizio sono anche caduta, ma ora guido come un campione. Provate anche voi e vi sentirete giovani», ha detto dopo aver votato per quel giovanotto che ha la moglie che potrebbe essere sue madre.
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In alto, Ronald il mangia a sbafo si Firenze; in basso la suora a due ruopte mentre va a votare

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Nicola Sparano

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