Corriere Canadese

La dieta va bene, grazie. Però ci sono due però. Il primo è che ora mi si cascano i pantaloni e quanto prima debbo ricorrere a mastro Nino per la stringitura.
Il secondo è che, spinto dal successo, ho provato a corricchiare e mi è venuta la pulbagia. La pulbagia sarebbe quella fetenzia che scatena l'inferno nell'addome, ventre o pancia che dir si voglia. Le vittime predilette della pubalgia sono gli atleti professionisti - pedatori in primis - che usano in modo quasi esagerato le zampe, pardon, le gambe inseguendo palle grandi, palle piccole e palle medie. Personalmente le palle le uso solo quando gioco a bigliardino coi fetentelli, ma quella cosa fetusa ha creduto opportuno presentarsi a scassarmi i cabasisi (eufemismo per testicoli) e dintorni. Perchè la malattia interessa la regione addominale e quella inguinale, ossia l'apparato idraulico, fino alla zona interna delle cosce.
A dirla cosi sembra na cosa e niente, na pazziella e criature. Invece, hoi-maronnina-mia-bella, fa un male del diavolo. Come ti muovi, il muscolo incazzato ti fulmina. Zacchete, zacchete e rizzacchete. È come se sotto l'ombelico ci fossero scosse di terremoto.
Però non tutti mali vengono per nuocere. Perchè il dissesto inguinale mi ha salvato la colonna vertebrale nell'operazione pianta pummarole. Nel senso che la schiena ce l'ha messa Marcello Chiappetta nato a Rende, Cosenza, Calabria, Italia. Mister Ciappetta, come pronunciano il suo cognome coloro per i quali la consonante “acca” con conta un tubo, è un vecchio compagno di merende. Sono ormai anni che andiamo in vacanza assieme, con le rispettive signore naturalmente. Marcello è un milanista di prima bacchetta e per lui Berlusconi è quasi un santo. A me il Milan piaceva quando menava botte a tutta l'Europa e quella volte che si fecere fregare la coppa dopo essere stato tre gol a zero, per poco non mi venne un infarto per aver regalato una coppa alla Perfida Albione. 
Con l'ex portiere del Rende qualche volta parliamo del Milan, mai di Berlusconi. 
I nostri discorsi vertono sui ricordi delle ripettive imprese calciopallonistche della nostra giovetù. Mentre metteva in fila le piantine di pomodori – quasi usando il filo a piombo – che poi la sua signora Antonietta legava al palo di sostegno perchè soltanto lei poteva piegarsi rasoterra – Marcellito mi raccontava delle parate che effettuava a difesa della porta del suo Rende.
«Non ero altissimo – ricorda gonfiando il petto - ma scattante e avevo il senso della posizione. Sulle uscite ero un drago, mi chiamavano Ghezzi, il portiere kamikaze di quegli anni. Abbiamo vinto un campionato Allievi, poi l'anno appresso in una partita decisivia abbiamo incontraro un arbitro che era cecato, non so se se non ci vedeva davvero, o perchè gli avevano chiuso gli occhi con quei lenzuoli che erano allora le carte da diecimila lire».
A questo punto, gli ho fatto presente che nel Bel Paese i finti ciechi fanno anche i guardalinee alle partite di calcio. La settiamana scorsa un non vedente era stato pescato mentre guidava la Vespa, ora è la volta di un cinquantino originario di Padova. ma residente a Terni. Il furbetto risultava per l'Inps cieco al cento per cento ed in nove anni ha intascato così la pensione di invalidità civile collettando 130.000euro.
Siccome la pensione fregata non era abbstanza, il patavino arrotondava le entrate facendo il guardalinee nelle gare di calcio dilettantistico. Lo hanno confermato i carabinieri di Terni, spiegando che l'uomo «è stato visto segnalare correttamente la fuoriuscita del pallone dalla linea laterale del campo alzando la bandierina e seguire l'azione dei calciatori muovendosi lungo la linea laterale del campo ed alla fine dei tempi regolamentari, invertiva la sua posizione in campo spostandosi nella parte longitudinale opposta a quella precedentemente tenuta, il tutto senza l'ausilio di accompagnatori o strumenti tecnici».
Inoltre, l'uomo non disdegnava di fare la spesa e di leggere documenti. Tutte attività che i carabinieri hanno ritenuto«palesemente proprie di una persona pienamente vedente e non afflitta, come risultava dalle sue certificazioni, da un deficit visivo del cento per cento». Per questo è stato messo agli arresti domiciliari in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Simona Tordelli su richiesta del pm Marco Stramaglia. Il reato contestato è quello di truffa aggravata continuata in concorso ai danni dello Stato. Secondo quanto accertato nell'operazione denominata “A prima vista”, l'uomo dal febbraio 2008 a oggi, fingendo di essere cieco assoluto, avrebbe ottenuto in totale, e illecitamente, ben 130 mila euro di pensione di invalidità. 
Nessun accenno, natralmente. sui medici che hanno validato l'imbroglio, l'anello principale della catena di corruzione che strangola il Bel Paese.
Noi qui in Canada di finti ciechi non ne abbiamo, o almeno non sono stati pescati. Ma a ben pensarci, sarebbe opportuno controllare la vista di alcuni degli sbandieratori che operano nel soccer.
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Nelle foto, un attrezzo filo a piombo usato dai muratori; pomodori piatati in file ordinate; il  furbetto di Terni, finto cieco, che mentre operava da guardalinee.

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Nicola Sparano

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