Corriere Canadese

Toronto - Siamo ormai alle porte del vertice del G7 che vedrà i maggiori leader mondiali riunirsi nella suggestiva città siciliana di Taormina.
I preparativi per questo evento di rilevanza internazionale sono ultimati, così come, ormai consuetudine in questo periodo storico, sono state rinforzate le misure di sicurezza in seguito agli ultimi avvenimenti di Manchester di lunedì scorso.
Per le strette stradine che percorrono tortuose la città, militari e polizia senza sosta setacciano ogni angolo. Una vera e propria fortezza, con pattuglie nei punti nevralgici di entrata per bloccare l’accesso ai non residenti. Perfino lo spazio aereo sovrastante è stato temporaneamente chiuso.
La peculiare topografia di Taormina è di certo problematica nel quadro logistico di accoglienza per il summit. Le viuzze di stampo medioevale che si inerpicano su per il Monte Tauro che la ospita, tra scalinate e ripide salite, renderanno di certo complicato il raggiungimento delle sedi adibite ad accogliere il vertice, come il Palazzo dei Congressi.
Ma al di là di ogni possibile problema logistico o tecnico, grazie a questo evento la Sicilia ha la sua chance di risplendere e mostrarsi in tutto il suo splendore nell’oscurità che si addensa in questo periodo in cui tragici eventi sembrano essere presenti all’ordine del giorno.
Il governo italiano, collocando il G7 a Taormina, ha simbolicamente portato il mondo in Sicilia. 
I siciliani, che per natura sono sempre stati mossi dal desiderio incessante di andare e “seminare per il mondo” senza mai perdere l’amore profondo e il legame che li lega alle proprie origini, hanno visto “ritornare il mondo nella loro Sicilia bedda”.
Di certo la calda atmosfera che accoglierà i leader dei sette paesi che presiederanno il summit, aiuterà ad alleggerire i contenuti trattati tutt’altro che leggeri. Se a questo magari si aggiungerà una bella granita con tanto di brioche per accompagnare, di certo agevolerà gustosamente i vari processi decisionali.