Corriere Canadese

TORONTO - Qualche ritocco di facciata, una robusta e profonda revisione, la demolizione delle fondamenta preludio del de profundis. Sono queste le tre ipotesi fatte dagli analisti alla vigilia della presentazione del documento che detterà le linee guida e gli obiettivi dei negoziatori americani nelle future trattative sul Nafta con la controparte canadese e quella messicana. Oggi infatti, rappresentante al Commercio Usa Robert Lighthizer renderà pubblica quella che sarà la strategia dell’amministrazione Trump sulla revisione del trattato di libero scambio che lega i tre Paesi, una revisione voluta dall’inquilino della Casa Bianca. Tanti i settori che potrebbero essere toccati dai negoziati, che prenderanno il via ufficialmente tra trenta giorni. Si va da settore automobilistico - con un focus sulla percentuale di contenuto prodotto localmente - a quello dei latticini, passando per  il pollame, il grano, i servizi finanziari e i meccanismi delle gare di appalto pubbliche.
Al momento appare molto remota la prima ipotesi, quella che vede semplici ritocchi di facciata all’accordo. Così come sembra molto difficile ipotizzare una strategia americana che porti alla demolizione dell’intera impalcatura che tiene in piedi il Nafta. È più probabile, invece, che l’amministrazione americana punti a modifiche significative e profonde, senza però andare ad intaccare i cardini del trattato.
Nei giorni scorsi il vice presidente americano Mike Pence aveva parlato di una riforma che dovrebbe portare benefici a tutti e tre i partner coinvolti. “Modernizzeremo il Nafta per il 21° secolo, così che sarà una vittoria per tutti quanti”.
Il ministro degli Esteri Chrystia Freeland ha confermato come, dal suo punto di vista, appaia chiaro che i tre Paesi si avvicinano al negoziato con l’obiettivo di migliorare l’accordo. “Credo - ha detto - che vi sia una buona attitudine da parte degli Stati Uniti, secondo quanto è emerso dagli incontri bilaterali tenutesi in queste settimane che precedono il negoziato vero e proprio”.

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Francesco Veronesi

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