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TORONTO -  Il 28 febbraio è dietro l’angolo e per i genitori e gli studenti della Our Lady of Peace (OLP)  potrebbe significare che la scuola possa essere destinata a chiudere i battenti. 
Sarà durante il meeting che i fiduciari scolastici dello York Regional Catholic School Board con il loro voto decideranno il destino della scuola. 
Alla manifestazione di protesta di giovedì scorso hanno partecipato oltre cento persone tra genitori e ragazzi decisi a scongiurare la chiusura della scuola alla fine di giugno.  I presenti hanno marciato lungo il marciapiede della scuola per due ore: sui loro cartelli si poteva leggere “Save OLP”, “Why us?”, “Keep OLP open”.
Secondo lo York Regional Catholic School Board entro la fine dell’anno scolastico occorre decidere la chiusura di una delle tre scuole presenti nella zona e la Our Lady of Peace è la scelta preferita pur essendo una scuola frequentata al 97% della sua capienza. Quel che è stato proposto è stato di unire gli studenti di lingua inglese della Our Lady of Peace con quelli della Father John Kelly, di trasferire quelli in French Immersion della Our Lady of Peace nella Blessed Trinity e infine di chiudere a giugno la Our Lady of Peace. 
Secondo Sonia Gallo, communication manager del YRCSB, le iscrizione per il programma inglese sono in calo e di conseguenza il Board è propenso alla chiusura di questa scuola in particolare. «Quando passiamo in rassegna una zona particolare prendiamo in esame come sarà la popolazione in termini di dati demografici nei prossimi anni e ci concentriamo su aree dove vi è il 60 per cento del calo nelle iscrizione e  questo è il caso», ha detto la Gallo.
Non la pensano così i genitori che giudicano una eventuale chiusura una ingiustizia nei confronti dei loro figli e della loro comunità. Per alcune famiglie la chiusura della scuola con insegnamento a doppio binario si tramuterebbe in difficoltà di ordine pratico. «Alcune famiglie hanno dei figli in entrambi i programmi, quello in inglese e quello in French immersion, di conseguenza sarebbe molto problematico per loro», ha detto Tammy Pascucci. 
Altri, poi, come Shaju Matthew si sono trasferiti nella zona proprio per far frequentare ai propri figli questa scuola in particolare. «Ho traslocato con la mia famiglia proprio in questa zona proprio perchè la scuola ha un buon programma di French immersion e desidero che i miei figli lo frequentino anche in futuro», ha detto Matthew.
Oltre alla protesta, gli agguerriti genitori hanno postato una petizione online nella speranza di raccogliere consensi e riuscire a mantenere la Our Lady of Peace in funzione: le firme raccolte sono finora 800. “Abbiamo bisogno di unirci come comunità per esprimere la nostra preoccupazione per l’attuale proposta di chiudere la scuola cattolica Our Lady of Peace -  si legge - Questa decisione non solo avrà delle ripercussioni per la popolazione studentesca attuale, ma anche per la crescente popolazione di famiglie giovani nella nostra comunità”. La decisione finale spetta ora ai trustee.

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