Corriere Canadese

TORONTO - Finite le feste e passata l’euforia, i residenti dell’Ontario si trovano da domenica a fare i conti con la triste realtà. In Ontario infatti, come previsto, sono arrivati nuovi rincari a rendere più difficile la vita della gente.
Mentre sul fronte dell’energia elettrica verrà eliminata, come promesso dalla premier Wynne, l’Hst dell’8 per cento al fine di dare un po’ di sollievo ai contribuenti, dall’altro lato aumenteranno di circa 5 dollari al mese le bollette del gas naturale: gli aumenti potrebbero arrivare anche a 6 o 7 dollari al mese, 80 all’anno, per il consumatore medio che utilizza 2.400 metri cubi di gas naturale nel corso di 12 mesi. La tassa per i combustibili a base di carbonio rientra nello sforzo della Wynne atto a combattere i cambiamenti climatici. Riscaldare le proprie case costerà quindi di più ma anche usare l’automobile significa sborsare del denaro in più:  dal 1 gennaio infatti il governo provinciale ha iniziato ad applicare una nuova imposta sulla benzina pari a 4.3 centesimi al litro: questa si andrà a sommare alle già esistenti accise federale di 10 centesimi e provinciale di 14.7 oltre alla Hst pari al 13 per cento. Una misura, questa, che ha lo scopo di aiutare i programmi volti a ridurre le emissioni dei gas ad effetto serra che provocano i cambiamenti climatici ma che in realtà alleggerisce ancora di più le tasche dei contribuenti. Le intenzioni della premier Wynne erano quelle di far pagare alle grandi aziende inquinatrici il cosiddetto sistema cap-and-trade ma ancora una volta la tegola è caduta sulla testa dei residenti della provincia in quanto le compagnie in questione scaricano i rincari su di loro.
E nonostante la Wynne abbia riconosciuto che ad esempio il rapido aumento del costo dell’elettricità sia stato un errore, i sondaggi di opinione vedono i liberali in difficoltà in vista della prossima elezione in programma tra 18 mesi.  «Sono anni che i residenti dell’Ontario, le famiglie e i datori di lavoro sono alle prese con aumenti della luce che sembrano non dover finire più - ha detto l’mpp dei conservatori Monte McNaughton - è una vergogna che il governo Wynne si rifiuti di dare peso a queste preoccupazioni e oltretutto non abbia alcun piano credibile per assicurare un po’ di sollievo ai residenti della provincia che sono in grande difficoltà».
Quel che  è certo, comunque, è anche l’aumento del 2 per cento delle tasse di proprietà per coloro che possiedono una abitazione in città: nonostante questo il comune si troverà ad affrontare un deficit di ben 91 milioni di dollari.
Sempre in tema di aumenti ricordiamo che sono già in vigore con l’arrivo dell’anno nuovo gli aumenti del costo del Metropass e della carta Presto: viaggiare sui mezzi della Ttc significherà sborsare $146.25 anzichè $141.50 per il Metropass mentre la scheda Presto o i gettoni saliranno da $2.90 a $3.00. Aumenti, questi, approvati lo scorso autunno dal board della Ttc, che si ritrova a dover far fronte al deficit di bilancio che anche nel 2017 rimarrà a circa 61 milioni di dollari. 
Le lamentele non si sono fatte attendere dai tantissimi pendolari che ogni giorno debbono contare sui mezzi di trasporto pubblici per spostarsi in città: gli aumenti, dicono, non faranno altro che aumentare il livello di povertà.

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