Corriere Canadese

TORONTO - Non si arretra di un millimetro: il Canada difenderà il meccanismo che regola la risoluzione delle dispute nel Nafta. La conferma arriva ora anche direttamente da Justin Trudeau, che ha ribadito l’importanza di avere a disposizione dei pannelli indipendenti e binazionali per dirimere le controversie di natura doganale con gli Stati Uniti. Un sistema - è questa la tesi del primo ministro canadese - che ha dato dimostrazione in tutti questi anni di una grande affidabilità, di imparzialità e di efficienza. “Come il nostro ambasciatore ha detto agli americani la scorsa settimana - ha dichiarato Trudeau - un sistema giusto per la risoluzione delle dispute è essenziale per ogni accordo commerciale firmato dal Canada e riteniamo che questo continui ad esserlo anche per il nuovo negoziato sul Nafta”. 
Come è noto, l’amministrazione Trump la pensa esattamente al contrario. In un documento presentato la scorsa settimana dal rappresentante al Commercio americano, il presidente Usa ha espressamente richiesto che il Chapter 19 venga abolito. 
Gli Stati Uniti preferirebbero mettere da parte il sistema attualmente in vigore - che dall’approvazione dell’accordo di libero scambio tra Canada, Stati Uniti e Messico è stato utilizzato ben 73 volte - per arrivare a un meccanismo di risoluzione delle contese doganali basato sulle corti statali con la possibilità di coinvolgere direttamente l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO).
In ogni caso, a poche settimane dal primo round di negoziati in programma a Washington dal 16 al 20 agosto, sia il Canada che gli Stati Uniti hanno definito gli obiettivi finali. Ottawa, da un lato, vorrebbe limitare il più possibile i cambiamenti dei provvedimenti che compongono il Nafta, una linea questa condivisa in buona parte anche dal Messico.
L’amministrazione americana punta invece su una revisione profonda di alcuni punti chiave dell’accordo di libero scambio. La parola d’ordine negli States è solo una: tutelare i prodotti “Made in Usa”. Ecco allora che diventa fondamentale creare i presupposti per una maggiore penetrazione delle esportazioni statunitensi nel mercato canadese e in quello messicano. Senza dimenticare che Washington ha anche espressamente richiesto una maggiore flessibilità sulle tariffe che Ottawa impone sulla vendita dei prodotti online e lo stop ai blocchi che limitano la presenza delle banche americane in Canada e Messico.
 
 
 
Some analysts believe Canada may draw a line in the sand over the issue but Trudeau didn’t go that far Tuesday.
The first round of NAFTA renegotiations will take place Aug. 16-20 in Washington, D.C. President Donald Trump campaigned on a promise to improve NAFTA or pull out of it and in May the White House served official notice of its intention to reopen the agreement.
U.S. law requires a list of objectives be made public prior to the start of talks. Canada has no such requirement and has been far less specific about what it wants when it comes to the agreement.
Foreign Affairs Minister Chrystia Freeland has said in the past that sections on the environment and labour would be ripe for discussions without much detail about what Canada is going to demand.
Chapter 19 has resulted in a number of positive trade decisions for Canada including on softwood lumber. Even though softwood lumber is not included in NAFTA, the chapter 19 process can still be used to appeal duties applied to it.
The U.S. Lumber Coalition, which asked for the import duties which were imposed on Canadian softwood lumber products this year, wants chapter 19 eliminated, calling it an constitutional violation because it gives the power to a NAFTA panel rather than the U.S. courts to decide appeals.
"The binational panel review system established by Chapter 19 of the North American Free Trade Agreement deprives U.S. industries and workers of their right to a fair and impartial hearing in trade disputes," the coalition says on its website.

About the Author

Francesco Veronesi

Francesco Veronesi

More articles from this author