Corriere Canadese

Sandra Banner
 
TORONTO - È molto raro per parecchi canadesi essere curati con tempestività.
Secondo un rapporto recente del Canadian Institute of Health Information, meno della metà riesce ad ottenere un appuntamento dal dottore in giornata o per il giorno dopo.
Il 56 per cento dei canadesi deve attendere più di un mese per un consulto specialistico.
Queste statistiche sono un deciso avvertimento: nella nazione cresce la mancanza di medici, soprattutto quelli di base. 
Più di quattro milioni e mezzo di canadesi e cioè quasi il quindici per cento della popolazione al disopra dei dodici anni, non ha un medico curante.
I leader del Canada devono darsi da fare per rimediare a questa carenza. 
Per far ciò occorre un impegno aggressivo da parte delle scuole sanitarie e dei governi nell’incoraggiare più giovani a considerare una carriera nella medicina di base, professione che avrebbe un impatto oltre misura nella salute dei canadesi.
La ragione per la quale il Canada scarseggia di medici generici sta da attribuirsi in parte al fatto che i laureati nelle scuole mediche canadesi sono sempre più restii a intraprendere una carriera nella medicina di base, solo un terzo dei laureati infatti si dedica a questa.
A pagarne le conseguenze è la salute dei canadesi. I pazienti senza un dottore fisso sono tra quelli che non fanno esami annui regolari, o altre cure preventive.
È evidente d’altro canto che c’è una forte correlazione tra una parte di popolazione con l’ausilio effettivo di assistenti di prima necessità e i risultati di benessere fisico. 
La scarsezza di assistenza primaria colpisce più gravemente le comunità canadesi extra urbane. Un ospedale a Preeceville, nelle campagne del Saskatchewan, che serve sessantamila abitanti locali, ha recentemente iniziato a sospendere regolarmente i servizi del Pronto Soccorso.
Nella Prince Edward Island, quattromila pazienti sono senza medico di base. Secondo le autorità sanitarie della Nova Scotia sono più di 25mila i residenti che stanno aspettando di vedere un dottore, dai seimila dello scorso autunno. 
Più di 200mila residenti della British Columbia non hanno un medico di famiglia.
L’estate scorsa, l’Associazione Canadese dei Medici di Pronto Soccorso, il Royal College of Physicians e Surgeons e il College of Family Physicians of Canada hanno raccomandato un aumento drammatico di posti di pronto soccorso per residenza. 
Secondo loro, l’attuale mancanza di circa cinquecento medici di pronto intervento potrebbe triplicare nel 2025. 
Dal 2004 le scuole mediche hanno aperto città universitarie su tutta la nazione, per incoraggiare gli studenti delle cittadine periferiche ad iscriversi e conseguentemente ritornare ad esercitare nelle piccole comunità.
Nonostante tutti questi cambiamenti, ancora milioni di canadesi non possono trovare un medico di famiglia. 
Forse è ora di cercare al di fuori dei confini.
Istituzioni fuori dal Canada potrebbero fare la differenza, così come hanno fatto negli Stati Uniti. 
Un quarto dei dottori dei nostri confinanti a Sud, sono laureati nelle scuole mediche internazionali e tra i dottori che operano negli Stati Uniti, una metà di quelli laureati nelle scuole mediche nei Caraibi, lavora nell’assistenza di base.
St. George University, ateneo nell’isola caraibica di Grenada, dove offro la mia opera da consulente, ha formato più di 1200 dottori canadesi, dei quali due terzi si occupano dell’assistenza primaria, il doppio dei laureati nelle scuole mediche canadesi.
Oltre seicento dei nostri studenti attuali provengono dal Canada, molti dei quali desiderano di formarsi e praticare nelle loro comunità. 
Per questo St. George University sta collaborando con la Univeristy of Sasckatchewan Hospital e il Vancouver General Hospital, per realizzare una rotazione tra le cliniche per il tirocinio di questi dottori.
È ora di porre fine alla penuria dei dottori canadesi. I governi provinciali potrebbero finanziare più posti di formazione per la medicina di base. Le scuole mediche in Canada e al di fuori  hanno anche un ruolo importante, quello di laureare e preparare più medici curanti, e orientarli verso le comunità poco servite che hanno più bisogno di loro.
 
Sandra Banner è la consulente della St. George University per le relazioni in Canada.

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