Corriere Canadese

TORONTO - Un vino toscano, un’automobile di lusso tedesca, un orologio francese, un servizio di piatti in ceramica della costa amalfitana. Sono tutti prodotti che possiamo già acquistare qui in Canada, pagando un sovrapprezzo provocato dalla tariffa doganale che grava su ogni singolo bene che viene importato in Canada dall’Europa. A partire dal 1 luglio assisteremo a un cambiamento epocale, perché da quella data entreranno in vigore a tutti gli effetti - anche se in via provvisoria, in attesa del definitivo via libera di tutti i parlamenti dei Paesi Us - le provvisioni del trattato di libero scambio tra il Canada e l’Unione europea. In Canada il Bill 30 - la legge quadro di attivazione del Ceta - ha ricevuto il Royal Assent lo scorso 16 maggio ed è una legge dello Stato a tutti gli effetti. Con l’accordo di free trade tra il nostro Paese e il Vecchio continente, vengono eliminati progressivamente i balzelli doganali per il 98 per cento dei prodotti importati ed esportati tra le due sponde dell’Atlantico
Il taglio delle tariffe doganali non sarà uguale per tutti i prodotti: in alcuni casi saranno abbassate progressivamente, con un calo graduale che potrà durare fino a otto anni. Oltre a questo rimane sempre l’incognita della vendita al dettaglio. Se un determinato prodotto proveniente dall’Ue subiva un rincaro del 15 per cento a causa delle tasse doganali, in teoria da luglio dovrebbe costare il 15 per cento in meno: ma l’ultima parola spetterà, come sempre, a chi rivende il prodotto in terra canadese dopo averlo importato direttamente o dopo essersi affidato a una ditta di import-export.
Ma andiamo a fare qualche esempio concreto. Le scarpe italiane, ad esempio, fino ad ora sono state soggette a diverse tariffe doganali - a seconda della categoria - fino a un massimo del 20 per cento del loro costo. Da luglio il sovrapprezzo sparirà completamente. Stesso discorso per i vini europei, da quelli italiani a quelli francesi, passando per gli spagnoli, i tedeschi e i greci. In questo caso le tariffe doganali possono arrivare anche all’11 per cento del costo, con possibili sovrapprezzi a seconda della provincia canadese in cui il vino viene rivenduto. Anche in questo caso da luglio non vi sarà più alcun tipo di costo aggiuntivo.
Discorso diverso per le automobili made in Ue. In questo caso assisteremo all’eliminazione della tariffa doganale del 6,1 per cento, ma il taglio sarà graduale e spalmato in sette anni.  
Saranno tolte immediatamente, invece, le tariffe su numerosi prodotti che arrivano direttamente dall’Italia. La ceramica, ad esempio, fino a questo momento subiva un sovrapprezzo dell’8 per cento, mentre i prodotti in vetro del 6,5 per cento. Costi extra che spariranno a partire da luglio. 
Scompaiono poi le tariffe su un’infinità di prodotti alimentari in arrivo dall’Unione europea. È il caso del caffè - prevalentemente italiano - e il tè, che alla frontiera subivano un rincaro del 3 per cento, della frutta - che ha tariffe doganali fino al 14,5 per cento - e della verdura, dove invece il rincaro automatico alla dogana poteva arrivare fino 10,31 dollari al chilo a seconda del prodotto specifico.
Stesso discorso per il pesce pescato nel Mediterraneo, sul quale gravava una tariffa doganale fino al 5 per cento, mentre meritano un discorso a parte la carne, i latticini e i formaggi, per i quali sono state stabilite determinate quote di entrata che ne limiteranno l’import-export almeno in parte. 
In ogni caso, per quei prodotti che potranno circolare liberamente, vi sarà un abbattimento dei costi colossale: la carne europea, infatti, poteva subire tariffe doganali fino al 249 per cento del suo costo reale mentre i latticini, il miele e le uova arrivavano al 313 per cento. 
Saranno tagliati immediatamente i balzelli che pesano sui prodotti in plastica (ora fino al 6,5 per cento), quelli in gomma (fino a 15,5 per cento) e quelli in legno (fino al 9,5 per cento). 
Via anche le tariffe sugli articoli in pelle come borse e vestiti in arrivo dall’Ue (ora fino al 15,5 per cento), così come i prodotti in cotone (fino all’8 per cento). Dovrebbero quindi scendere anche i prezzi relativi ai capi d’abbigliamento, sui quali pesa oggi una tariffa fino al 18 per cento, e quelli dei tappetti (fino al 14 per cento).
A partire da luglio, quindi, diremo addio alle tariffe doganali imposte sugli orologi in arrivo dall’Ue (ora al 14 per cento), sulle camere da letto e i mobili (ora al 15,5 per cento), sui giocattoli (fino all’8 per cento) e sugli oggetti artistici e da collezione (fino al 7 per cento). 

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Francesco Veronesi

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