Corriere Canadese

La premier della British Columbia Christy Clark
 
TORONTO - Uno stallo, un vicolo cieco, una strada senza uscita. Non si potrebbe descrivere altrimenti la situazione politica venutasi a creare in British Columbia dopo le elezioni provinciali del 9 maggio. A quasi un mese di distanza dall’appuntamento alle urne, la classe politica in Bc non è stata ancora in grado di trovare una soluzione al rompicapo parlamentare. E il rischio, concreto, è che gli elettori debbano essere chiamati di nuovo a votare. Ma per capire meglio la situazione, occorre fare un passo indietro e tornare alla Election Night in provincia. L’assemblea provinciale è composta da 87 seggi, per guidare la provincia con un governo di maggioranza è necessario avere almeno 44 deputati. Il Partito Liberale, guidato dalla premier uscente Christy Clark, nella precedente legislatura godeva del sostegno di 49 parlamentari provinciali, contro i 34 neodemocratici del leader John Horgan e i verdi fermi a un deputato. 
La geografia politica della provincia ha subito un violento scossone proprio lo scorso 9 maggio, con i liberali che sono scesi a quota 43 deputati, gli ndippini sono saliti a 41 e i verdi a 3. Il Partito Liberale, in sostanza, ha perso la maggioranza assoluta nell’assemblea provinciale per un seggio. A questo punto la premier uscente ha confermato la sua volontà di  continuare a guidare l’esecutivo provinciale con un governo di minoranza, una prassi questa che ha numerosi precedenti storici sia nelle province che a livello federale. 
Fatto sta che i due partiti di opposizione, Ndp e Verdi, hanno trovato un accordo non solo per sfiduciare la premier uscente alla prima occasione utile, ma addirittura per governare insieme. La somma dei 41 deputati provinciali neodemocratici e i tre verdi arriva infatti al numero magico 44, la quota minima per avere la maggioranza nell’assemblea. 
La Clark, dal canto suo, ha deciso di accettare l’incarico dal vice governatore - incarico che per prassi spetta al leader del partito che conquista il maggior numero di seggi alle elezioni - e allo stesso tempo si è detta pronta a dimettersi e diventare leader dell’opposizione solamente davanti a un voto di sfiducia parlamentare. E fin qui tutto chiaro. 
Eppure, la matassa è ancora più ingarbugliata. Perché in British Columbia, come nelle altre province, il primo atto parlamentare è quello di eleggere lo Speaker della Camera: senza di questo, l’assemblea legislativa non può funzionare. Bisogna ricordare che per prassi lo Speaker non vota. Di conseguenza la Clark ha imposto il suo diktat: nessun liberale sarà candidato al ruolo di Speaker. 
Anche nella coalizione Ndp-Verdi non vogliono accettare il ruolo di Speaker: per ora infatti contano su 44 deputati, che scenderebbero a 43 nel caso in cui uno dei loro rappresentanti venisse eletto a questa carica.  Si verrebbe infatti a creare una situazione di 43-43. 
Ma il paradosso politico non finisce qui. Perché come abbiamo detto, per prassi lo Speaker non vota, eccetto per una singola occasione: quando si tratta, cioè, di dare la fiducia al governo. Che, per prassi, viene votata dallo stesso Speaker all'esecutivo che la richiede, a prescindere dal colore politico del premier che richiede la fiducia. 
Quindi, nel caso in cui  il nuovo Speaker venisse scelto tra i ranghi della coalizione Ndp-Verdi, questo si troverebbe nella paradossale situazione di dover votare a favore della fiducia del governo Clark, proprio perché la premier uscente farà un passo indietro solo di fronte a un voto di sfiducia. Insomma, nemmeno uno scrittore di fantapolitica avrebbe potuto partorire una trama più ingarbugliata di questa. 
La partita quindi ora si gioca tutta sulla nomina dello Speaker. E se lo stallo dovesse continuare, si tornerà alle urne. E anche su questo c’è un solo precedente, quello del Newfoundland del 1908, quando i due partiti in corsa conquistarono 18 seggi ciascuno e non furono in grado di trovare un accordo sullo speaker dell’assemblea. Centonove anni fa lo stallo si risolse con nuove elezioni. Un’eventualità sempre più probabile anche in British Columbia.

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Francesco Veronesi

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