Corriere Canadese

TORONTO - Come tutelare al meglio gli interessi della comunità nel possibile progetto di risviluppo del 136 Beverley Street? 
È questa una delle domande alla quale dovrà dare risposta l’Advisory Committee che sta lavorando in questa fase esplorativa per valutare il possibile sviluppo dell’area dove sorge il Consolato italiano a Toronto. Nei giorni scorsi il Corriere Canadese ha iniziato a documentare una parte del dibattito che si sta sviluppando nella comunità sull’italianità e sul futuro degli italocanadesi. Ovviamente, il possibile risviluppo del terreno - un’idea questa non nuova, già esplorata in passato - fa parte di questo discorso. 
Le scorse settimane il Corriere ha ricevuto una serie di email - nel quale era stato messo in copia - tra l’architetto Gaetano Rao e Sam Ciccolini. 
Rao, che in passato si era già adoperato su questo tema, nella email chiede a Ciccolini - membro dell’Advisory Committee - chiede delucidazioni sui tempi di lavoro della commissione stessa. Ciccolini, dal canto suo, risponde che la “commissione, sotto gli auspici del Consolato Generale e della CIBPA ospiterà meeting pubblici e consultazioni con gli interessati, italiani e canadesi di origine italiana”, lasciando quindi che “il processo messo in moto abbia il suo corso”. Il potenziale risviluppo dell’area vuole, nelle intenzioni dei promotori, è quello di “creare un’icona e preservare il carattere storico dell’edificio”. E farlo diventare un punto di riferimento per le associazioni e le organizzazioni italiane e italocanadesi a Toronto. Nei prossimi mesi quindi, quando avranno luogo le consultazioni, si potrà sviluppare il dibattito all’interno della comunità anche sulla possibile creazione di uno “spazio fisico” che porti con sé una parte del lascito della comunità italocanadese. Resta semmai da capire come o se si potrà andare avanti con l’ipotesi di sviluppo edilizio della zona sulla quale sorge il Consolato.

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