Corriere Canadese

TORONTO - John Tory frena sulla possibile candidatura di Toronto per ospitare i Giochi del Commonwealth del 2022. La presa di posizione del sindaco arriva come una doccia fredda per James Pasternak e gli altri consiglieri comunali che negli ultimi giorni si sono fatti promotori dell’idea di avanzare la candidatura di Toronto, 
tanto da arrivare a una mozione ufficiale - che sarà presentata oggi in consiglio comunale - con la quale si chiede il via libera a uno studio sulla fattibilità della candidatura: tempi, costi, garanzie finanziarie e infrastrutture. I Giochi del Commonweath del 2022, in realtà, erano già stati assegnati alla città di Durban (Sudafrica) nel 2015, con un’altra città canadese - Edmonton - che all’ultimo momento si era fatta da parte. Ma Durban si è vista togliere i Giochi dal comitato organizzatore per la mancata presentazione delle garanzie finanziarie richieste. Per ora non sono state avanzate candidature ufficiali alternative, anche se sembra che la stessa Edmonton, insieme alle inglesi Birminghan e Liverpool, ci stia pensando seriamente.
Per il momento Tory ha deciso di frenare i facili entusiasmi. “È un impegno che richiede molto tempo - ha dichiarato ieri - e che è estremamente complesso, con anni di preparazione e spese sconosciute”. Insomma, non una bocciatura, ma poco ci manca. 
Sull’altro fronte, Pasternak non ha mascherato l’entusiasmo per una proposta che - almeno a suo avviso - potrebbe garantire a Toronto un significativo ritorno economico, di immagine e di prestigio. 
“Abbiamo l’esperienza - ha dichiarato il consigliere comunale del ward 10 - abbiamo avuto un grande successo con i Pan Am Games. Toronto può essere pronta, possiamo essere degli ospiti competitivi a costi minimi”.
E a sostegno della sua tesi, Pasternak ha portato sul tavolo l’esperienza di Glasgow, in Scozia, dove è stata ospitata l’edizione del 2014: secondo i dati raccolti dal consigliere comunale, la città ha avuto un grande ritorno in termini economici grazie all’aumento del turismo. Senza dimenticare che il 4 aprile inizierà la Ventunesima edizione dei giochi del Commonwealth a Gold Coast, in Australia. L’evento potrebbe servire un po’ da termometro per valutare che tipo di risposta in termini di pubblico potrà avere una manifestazione che si svolge ogni quattro anni, ma che non gode del fascino né del prestigio di altri eventi di carattere sportivo, a partire dai Giochi olimpici.
Il Canada, in passato, ha già ospitato altre edizioni dei Giochi del Commonwealth: la primissima edizione, a Hamilton (quando ancora si chiamavano Giochi dell’Impero Britannico) nel 1930,  quindi la quinta edizione a Vancouver nel 1954, l’undicesima a Edmonton nel 1978 e la quindicesima, a Victoria nel 1994.
All’ultima edizione dei Commonwealth Games hanno partecipato 53 nazioni. Le uniche squadre ad aver partecipato a tutte le edizioni dei Commonwealth Games sono quelle di Australia, Canada, Inghilterra, Nuova Zelanda, Scozia e Galles. 
Quella per i giochi del Commonwealth è solo l’ultima di una serie di possibile candidatura di Toronto per un grande evento internazionale. Sotto l’amministrazione del sindaco Tory, City Hall ha vagliato a lungo, prima di fare un passo indietro, la sua candidatura all’Esposizione Internazionale del 2025 - anche alla luce dei successi dell’Expo milanese dello scorso anno - e quella per le Olimpiadi del 2024. 
In questo ultimo caso fu lo stesso sindaco a bocciare l’ipotesi a un’ora dalla deadline per presentare la candidatura.
Oggi in consiglio comunale vedremo fino a che punto la proposta di Pasternak sarà in grado di raccogliere consenso. 
 

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Francesco Veronesi

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