Corriere Canadese

TORONTO - La subway di Scarborough è un dogma di fede per il sindaco John Tory ed i suoi accoliti.
 
 Stando alle cronache degli ultimi giorni sembrerebbe che non ci siano speranze di resipiscenza.
Nel 2007, John Tory era Leader del partito Conservatore dell’Ontario. Accuso’ il Premier Mc Guinty di non sentire i “real people”, anzi organizzò un tour della provincia per incontrare i suoi “real people”.
 
Anche allora si impuntò in un dogma di fede estremamente controverso: estendere il finanziamento pubblico alle scuole religiose. I “real people” lo trombarono alle elezioni, ponendo fine alle sue ambizioni di divenire Premier dell’Ontario. Oggi, il sindaco ha “fede” nella subway di Scarborough, parola dei “real people”. Ma pare che abbia qualche problema con la matematica e potenzialmente  con gli elettori. 
Cominciamo da questi ultimi. Scarbororough è un grande serbatoio di voti e questo è un argomento incontrovertibile e convincente. Senza Scarborough non si vince. Però ci sono tre quarti della città fuori di Scarborough dove gli elettori votano ugualmente.
 Il Corriere Canadese, in un recente editoriale, ha sottolineato che il West End viene di regola ignorato. Non fa parte della conversazione. 
Eppure se, dopo una insonne, travagliata notte, magari a causa di una cena a tarda ora, il Sindaco avesse l’idea  peregrina di recarsi all’alba a vedere cosa succede, tanto per dire, lungo Finch West, da Dufferin fino ai confini della città, si renderebbe conto che tanti cittadini (perché anche essi sono cittadini) aspettano il sospirato Bus per recarsi al lavoro.
E vedrebbe i Bus arrivare stracolmi, prendere qualche passeggero, lasciando molti infelici ad attendere il prossimo Bus...Per ore ed ore. Ma è una visita improbabile anche perché molti non votano, come a Scarborough.
Però, la settimana scorsa, John Tory ha tenuto una conferenza stampa alla stazione di Bloor e Yonge, a un passo da casa, per chiedere soldi alla Provincia. Ha parlato della cosiddetta “relief line”, cioè la subway ritenuta necessaria per collegare la linea di Bloor- Danforth al centro della città.
Ha detto testualmente che la “relief line” è necessaria perché darà trasporto rapido a chi si reca al lavoro, e, nello stesso tempo, allevierà la pressione sul traffico su strada, permettendo a chi è costretto a usare la macchina di tornare presto a casa e passare più tempo con la famiglia.
Un’idea apprezzabile che il sindaco però dovrebbe estendere anche ai cittadini del West End che la mattina passano ore per andare a lavorare cercando di afferrare un posto sul Bus. Sono in maggior parte lavoratori a basso salario, molti a minimum wage, molti immigrati recenti. 
Qualcuno dovrebbe discretamente suggerire al sindaco che anch’essi sono ”real people”- e sono elettori. Ed anch’essi hanno diritto di passare tempo con le loro famiglie.
Passiamo all’aritmetica, la scienza oggi un po’ fuori moda che a scuola ci faceva impazzire, ma che ci insegnava a fare i conti. Lo scorso dicembre, il Comune di Toronto ha richiesto al governo Federale 13,6 miliardi di dollari per finanziare i progetti di infrastrutture ritenuti essenziali.
Nel bilancio Federale di marzo, il governo ha stanziato 20 miliardi di dollari da spendere in dieci anni, però in tutto il Canada. Toronto ha stimato che alla città spettano 5 miliardi per le infrastrutture e per la seconda fase del Public Transit Infrastucture Fund. Però in base a quali criteri non è ancora chiaro.
Il governo federale verificherà la cifra, ma nel frattempo ha comunicato alla città che nei 5 miliardi sono compresi i 660 milioni di dollari già promessi per la subway di Scarborough.
Sottraendo questi 660 milioni, Toronto disporrà di 4 miliardi 360 milioni per costruire: (1) la “relief line”-  che costerà 6.8 miliardi,( 2) Scaborough subway , il cui costo da 2 miliardi è salito a 3.2 e che, secondo gli esperti, salirà a 5 miliardi, (3) La LRT di Eglinton East che dovrebbe collegare la subway fino al campus dell’Università di Toronto di Scarborough,(4) La linea lungo il lago (waterfornt transit) e  (5) la Smart track  che John Tory  lanciò prima delle elezioni scorse, che prevedeva 22 stazioni sulle rotaie del Go Train.
Era l’uovo di Colombo per risolvere il problema del traffico della città. Non per i tecnici che  hanno ridotto la Smart Track a 4 stazioni, ritenendola peraltro discutibile in utilità e fattibilità. Con questi numeri come far quadrare il cerchio? 
 
(3-continua)
 
Odoardo Di Santo è un editorialista del Corriere Canadese. 
In passato è stato deputato provinciale nelle fila dell’Ndp.

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Odoardo Di Santo

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