Corriere Canadese

TORONTO - Ha segnato il primo gol di Toronto Fc in Mls, entrando così nel cuore dei tifosi e nella storia del club. Adesso allena il Toronto Fc III, che sarà la prima formazione giovanile della Mls a partecipare al Torneo di Viareggio. Danny Dichio sembra essere destinato a scrivere la storia del club torontino e per questo alla vigilia della partenza per la Toscana racconta al Corriere Canadese l’emozione di partecipare a uno dei più importanti tornei giovanili al mondo. Un’emozione speciale per il figlio di un pugliese di Cerignola emigrato prima a Milano e poi, per amore, in Inghilterra che a fine anni ’90 ha giocato in Serie A con Sampdoria e Lecce. 
Domani partite per il torneo di Viareggio, è emozionato? 
«Siamo davvero fortunati ad essere stati invitati a questo torneo. Sarà un’esperienza fantastica per tutti: il club, i giocatori e lo staff. È un torneo antico e importante e non credo che i giocatori ne abbiano capito la grandezza. Arriveremo là qualche giorno prima così avranno modo di capire l’importanza di un torneo seguito dalle tv, con squadre di tutto il mondo e dirigenti e talent scout della Serie A».
Qual è il vostro obiettivo?
«Per noi è comunque una vittoria esserci. Possiamo andare avanti nel torneo, sorprendendo gli altri e noi stessi vedendo che possiamo competere con grandi team europei e sudamericani, oppure possiamo renderci conto che siamo ancora lontani da dove vogliamo arrivare. In ogni caso per noi è una vittoria».
Siete in un gruppo molto duro, con Dukla Praga, Maceratese e soprattutto i campioni in carica della Juventus.
«Per me è una cosa fantastica e credo che anche i giocatori non vedano l’ora di scendere in campo. Quando fai tutti i km che faremo noi vuoi giocare contro i migliori, metterti alla prova contro il meglio. Sappiamo che sarà difficile ma c’è un senso di euforia per la possibilità di competere con i migliori e capire se siamo all’altezza. Nel calcio non si sa mai e magari possiamo sorprendere qualcuno».
Chi sono i giocatori su cui puntate maggiormente?
«Ci saranno quattro o cinque giocatori di Toronto Fc II che verranno aggregati alla squadra, come il capitano della nazionale giovanile Liam Fraser, un centrocampista molto bravo, e la coppia di attaccanti che sono appena tornati dalla Under 20: Shaan Undal e Malik Johnson. Abbiamo diversi buoni giocatori che si aggregheranno ai giovani che fanno già parte della squadra».
Che valore ha per lei partecipare a un torneo come questo? 
«Voglio dirlo con chiarezza, come ho già detto ci sentiamo molto fortunati a essere invitati a questo torneo e per me come allenatore sarà un momento bellissimo. Mio padre verrà dall’Inghilterra e starà con noi mentre siamo a Viareggio. Avremo grande seguito mediatico mentre siamo là perché c’è ancora il Carnevale ed è un’occasione speciale. Andare lì come team è fantastico e per me come allenatore è un modo per testarmi e sfidarmi con grandi allenatori. La Juventus Primavera è allenata da Fabio Grosso, che era un grande giocatore».
Quindi si sta allenando per diventare il prossimo allenatore di Toronto Fc.
«Non direi proprio così, mi sto ancora formando. In questo momento mi sto divertendo tantissimo con l’Academy e le giovanili godendomi ogni giorno. Ma sono anche interessato a vedere come i club italiani sviluppano i loro giocatori, perché puoi imparare ogni giorno come allenatore».
Crede che potrete trovare anche giocatori che magari possano in futuro servire a Tfc?
«Chissà, magari sì. Ci sono tanti giocatori nelle Primavera italiane che aspettano l’occasione giusta che però non arriva. Così se vediamo qualcuno che ci interessa possiamo segnalarlo al nostro sistema di scouting, che è molto valido, e chissà».
Giovinco ha vinto due volte il torneo, vi ha svelato il segreto per vincere il Viareggio?
«No, nessun segreto. Però abbiamo avuto una bella chiacchierata a riguardo. Mi ha detto che è un torneo bellissimo e che ogni giocatore della Primavera sogna di giocare nel Viareggio. Lui lo ha giocato e vinto due volte e ha detto che non ci sono pressioni su di noi ma che spera facciamo una bella figura».
A proposito di Tfc, che pensa della squadra per  quest’anno?
«Credo che dopo lo scorso anno abbiamo stabilito a quale livello vogliamo competere come club. Lo staff e i giocatori lo sanno e vogliono nuovi successi. Non dobbiamo dimenticare quello che è successo l’anno scorso, ma ripartire da lì. Abbiamo aggiunto buoni giocatori a una squadra che era già competitiva».
Parlando invece di lei come giocatore, che ricordi ha delle sue esperienze in Italia a Sampdoria e Lecce?
«Sono andato alla Samp da giovane e il tecnico che mi aveva acquistato, Sven Goran Ericksson, era appena andato alla Lazio. Trovai il tecnico argentino Menotti, che ha vinto anche la Coppa del mondo, e per me è stato piuttosto difficile trovare spazio. Così sono andato in prestito al Lecce, dove mi sono trovato molto bene lavorando con un giovane Cesare Prandelli. Ero giovane e giocare in una nazione diversa dalla mia, quella in cui è nato mio padre, è stata un’esperienza bellissima, che non dimenticherò mai. È un calcio molto più tattico di quello inglese ma credo mi abbia arricchito a livello mentale e di gioco perché c’è un modo diverso di preparare e giocare le partite. Avrei voluto rimanere un po’ di più ma dopo un paio di anni sono tornato in Inghilterra».
Segue sempre la Serie A?
«Sì, sono milanista e al momento è piuttosto dura. Ma stiamo migliorando».
A Toronto Fc è circondato da molti juventini, non deve essere facile?
«Potrebbe essere peggio, potrei esser circondato da interisti... (ride, ndr). A parte gli scherzi, a proposito del Milan Montella era alla Sampdoria insieme a me quindi lo conosco bene ed è una gran persona. Non credevo sarebbe diventato un allenatore ma sta facendo bene e se il Milan riuscirà a comprare qualche giocatore e a spendere un po’ durante il mercato credo che lui sia la persona giusta per riportarlo dove merita».

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Leonardo N. Molinelli

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