Corriere Canadese

TORONTO - Il pugilato nacque come la noble art, la nobile arte. Per la verità sul ring di nobile c'è sempre stato poco, o niente del tutto. Dietro molti incontri famosi spesso ci sono stati sospetti di combine. Si va dai match aggiustati di Primo Carnera ai primi due incontri tra l'allora Cassius Clay contro Sonny Liston. Colui che poi sarebbe diventato il “più grande” vinse a sorpresa, prima per abbandono dopo poche riprese, poi per un colpo che neanche la moviola ha mai potuto vedere.
Nonostante i molti incontri aggiustati, la boxe era pur sempre uno sport serio. Ora siamo alla farsa. Perchè la boxe si accinge a sconfinare nel lucroso terreno della MMA, Mixed Martial Arts. 
Alzi la mano chi credeva che fosse possibile l’incontro di cui si parla da mesi tra la leggenda della boxe, Floyd Mayweather Jr., e la leggenda delle MMA Conor McGregor. Ora questo match si farà sul serio, il prossimo 26 agosto a Las Vegas. Si combatterà con le regole della boxe, su 12 riprese.
 In molti si chiedono cosa potrà fare il campione UFC (che ha ottenuto la licenza di boxe in Nevada, nonostante non abbia incontri ufficiali al suo attivo), contro uno dei migliori pugili della storia, che ha chiuso da la propria carriera con uno score di 49-0. È ovvio che, giustamente, il super favorito sia Mayweather, in un match che, stando ai numeri, non ha molto da raccontare, se non a livello mediatico. Al di là di quello che dirà il ring, l’incontro si farà per milioni di buoni motivi. Secondo il Dailymail a Mayweather sarà garantito un guadagno minimo di 100 milioni di dollari, mentre la quota per McGregor si aggira attorno agli 80 milioni, ma una percentuale di quello che guadagnerà l’irlandese andrà all’UFC. La sfida Mayweather vs McGregor sarà a 154 libbre (light middleweight) come spiegato dal patron UFC Dana White, che ha inoltre confermando: «Srà in un ring, è un evento di pugilato. Conor McGregor è un ragazzo che ha fatto molte cose buone qui per lo sport, lui ha voluto questo match, che anche i fan volevano. È sicuro al 100% di vincere questo incontro e io ho smesso di dubitare di Conor McGregor molto tempo fa». 
Anche Mayweathr parlando del match ha spiegato: «Siamo due professionisti che dominano nei propri sport. I fans da tutto il mondo chiedono di vedere questo match e io voglio dare loro quello che chiedono». L’unico che in Mayweather vs McGregor sembra avere qualcosa da perdere è proprio il campione di Grand Rapids che, se andasse in contro ad una (molto improbabile) sconfitta, intaccherebbe la propria leggenda con una macchia che verrebbe ricordata per sempre.
 La surreale sfida lanciata dall’irlandese è stata appoggiata da subito dai vertici UFC, ovviamente attirati dalla pubblicità e dai soldi che questo match potrà generare. Inoltre, anche se in questo caso si tratterà di un match di pugilato, mettendo di fronte due atleti provenienti da discipline differenti, il match non si discosta dallo spirito che diede vita alle Mixed Martial Arts, disciplina che, nei primi anni di vita, era animata proprio dalla voglia di confrontare i migliori fighters provenienti dalle diverse discipline marziali. 
TORONTO - L'amore per il calcio dal vivo ha un prezzo. Un prezzo stabilito dai club, naturalmente. I quali club decidono il costo dei biglietti  in base ad alcuni criteri che si possono soltanto intuire, senza avere certezza, come per esempio la ricchezza pro capite della città, la diponibilità finanziaria dei tifosi delle curve, il grado di attaccanto ai colori sociali da parte dei tifosi più danarosi.
    Dai prezzi ai botteghini relativi al campionato appena concluso risulta che il Napoli è in testa sia alla classifica dei prezzi minimi, sia in quella dei massimi. Al San Paolo, infatti, il prezzo più basso è stato di 10 euro, 45 il più alto.
Il dato di fatto più sorprendente in questo listino dei prezzi è quello relativo al prezzo massimo del Barbera di Palermo, 225 incredibili euro per veder soprattuto perdere la squadra del mangiallenatiori Zamparini. 
Chi ha pagato più di tutti sono stati i  tifosi benestanti dell'Atalanta, i quali per anadare nella tribuna numerata hanno scucito nientedimeno che 320 euro (18 prezzo minimo) ogni 90 minuti. Al terzo posto assoluto c'è il Toro  con 220 euro (20 prezzo minimo).
Tra le squadre big, l'oscar dei prezzi va al Diavolo rossonero: per vedere il Milan dai posti migliori il presso è stato di 160 euro (25 prezzo minimo). Sempre a San Siro l'Inter ha chiesto ai suoi tifosi di mangiarsi il fegato al prezzo di 138 euro (30 prezzo minimo). Roma e Lazio hanno chisto ai propri tifosi quasi lo stesso prezzo: 25 minimo, 110 massimo per i giallorossi; 20 minimo, 100 massimo per i biancazzurri.
   La Juve, strano ma vero, tra le bigfa pagare meno di tutte le altre: 30 minimo, massimo 90. 
Tre tifosi di Toronto che il mese scorso sono andati a vedere Juve-Genoa hanno pagato 100 euro per i posti a bordo campo: «Potevamo quasi toccare i giocatori» ha poi detto uno dei tre che per poter comprare i biglietti si sono dovuti prima iscrivere al Juve Club di Toronto.
Ecco i prezzi al botteghino pagati nella stagione 2016/2017, appena conclusa, negli stadi sportivi del massimo campionato italiano.
Atalanta
Prezzo minimo: 18 €
Prezzo massimo: 320 €
Bologna
Prezzo minimo: 25 €
Prezzo massimo: 95 €
Cagliari
Prezzo minimo: 15 €
Prezzo massimo: 50 €
Chievo Verona
Prezzo minimo: 24 €
Prezzo massimo: 62 €
Crotone
Prezzo minimo: 17 €
Prezzo massimo: 70 €
Empoli
Prezzo minimo: 20 €
Prezzo massimo: 80 €
Fiorentina
Prezzo minimo: 20 €
Prezzo massimo: 130 €
Genoa
Prezzo minimo: 25 €
Prezzo massimo: 100 €
Inter
Prezzo minimo: 30 €
Prezzo massimo: 138 €
Juventus
Prezzo minimo: 30 €
Prezzo massimo: 90 €
Lazio
Prezzo minimo: 20 €
Prezzo massimo: 100 €
Milan
Prezzo minimo: 25 €
Prezzo massimo: 160 €
Napoli
Prezzo minimo: 10 €
Prezzo massimo: 45 €
Palermo
Prezzo minimo: 10 €
Prezzo massimo: 225 €
Pescara
Prezzo minimo: 17 €
Prezzo massimo: 100 €
Roma
Prezzo minimo: 25 €
Prezzo massimo: 110 €
Sampdoria
Prezzo minimo: 20 €
Prezzo massimo: 80 €
Sassuolo
Prezzo minimo: 15 €
Prezzo massimo: 60 €
Torino
Prezzo minimo: 20 €
Prezzo massimo: 220 €
Udinese
Prezzo minimo: 15 €
Prezzo massimo: 180 €
La fucilata di Casermiro è stata come la puntura di uno spillo. Ha fatto scoppiare il pallone dell'illusione juventina. Non si può essere forti soltanto a parole, bisogna correre almeno tanto quanto gli avversari. Ma il calcio italiano, a nostro modestissime parere, ha una marcia inferiore a quella dei big mondiali. In Serie A si corre di meno, forse per scelta, forse per gli arbitraggi che spezzettano continuamente il gioco. In Italia il ritmo è generalmente lo stesso su tutti i campi, quindi la differenza si nota poco. Ma quando si va all'estero cominciano i guai. 
La Juve ha raggiunto la finale con merito, imponendosi in due partite, quando calcoli e tattiche hanno la loro discreta importanza. In una partita secca, invece, conta solo segnare. E per segnare bisogna correre più degli altri, avere il pallone tra i piedi più degli altri.
La Juve a Cardiff ha retto solo un tempo. La magnifica rete alla Piola di Mandzukic aveva ridato vento alle vele bianconere. Una nuova prodezza poteva essere dietro l'angolo. Non c'è stata.
Invece, ecco il crollo totale, immenso, umiliante nel punteggio. Dall'inizio si era visto che il Real era più forte. I blancos più dei bianconeri avevano piedi buoni, corsa infinita e la freddezza realizzativa di quel diavolo di Ronaldo.
Nella Juve Gonzalo Higuain correva col il freno a mano tirato, il tanto celebrato Dybala sembrava un peso mosca contro pesi massimi, Kedira a centrocampo non si è visto. 
La tanto celebrata difesa, infine, non ha retto. Buffon, Bonucci, Chiellini e Barzagli hanno alzato bandiera bianca quattro volte. 
Ora bisogna solo sperare che il quartetto bianconero-azzurro si riprenda mentalmente e fisicamente per il match Spagna-Italia che significa qualificazione diretta a Russia 2018.
Si giocherà il 2 settembre al Santiano Bernabeu, la casa del Real Madrid.
Per quanto riguarda il futuro del club bianconero, nessun problema. Continuerà ad essere un pesce grande nel mare nostrum della Serie A. Per la Coppa con le orecchie bisognerà restare in lista di attesa.
TORONTO -  Domenica è stata una giornata fantastica trascorsa con i tre sport più amati dagli italiani, calcio, formula 1 e ciclismo. Peccato per Vettel e Nibali, battuti  da Hamilton e Quintana. 
Peccato anche per la Juve, se amate la Signora, ma la festa è presumibilmente soltanto rimandata. 
Sugli scudi la Roma che ha conservato il secondo posto rifilando tre “pere” alla rivale meno amata dopo la Lazio, scesa in campo senza essersi ripresa, mentalmente e fisicamente, dalla sbornia di Champions. 
La sceneggiata Spalletti-Totti ha fatto capolino negli ultimissimi minuti della partita, quando il capitano è entrato per la goduria del popolo giallorosso. Totti è stato in campo tre minuti scarsi e non ha mai toccato palla. Alla fine è uscito senza salutare il tecnico. Chissà come sarebbe stato il pur ottimo campionato della Roma se Spalletti non fosse stato distratto da Totti e dalle polemiche.
Prima della tripletta della Roma il Napoli ne aveva fatti cinque al povero Toro (Hart in versione pollo all’inglese) nella speranza di dover poi ringraziare la Juve. Il che non è avvenuto. Il Napoli  gioca il più bel calcio del campionato ma agli azzurri manca sempre un centesimo per fare un dollaro. Ed il secondo posto, per non dire lo scudetto, lo hanno compromesso perdendo gli scontri diretti.
Peccato per il Crotone, che negli ultimi due mesi ha giocato alla grande, ma che domenica dovrebbe andare a  salvarsi in casa della Juve che non può fare regali, altrimenti lo scudetto potrebbe scivolare via.
Raikkonen ha fatto piangere
In Spagna la Ferrari ha fatto piangere un bambino sugli spalti di Monemelò, e tanti adulti davanti alle tv. Raikkonen è stato “rottamato” subito, non per colpa sua ma perché è sfortunato. Napoleone diceva che preferiva un generale scarso ma fortunato ad uno bravo ma sfortunato. 
Forse alla Rossa dovrebbero cercare un pilota fortunato, altrimenti il mondiale costruttori sarà due contro uno a favore della Mercedes. Vettel è bravissimo, ha bruciato in partenza Hamilton poi ha dato vita ad un duello esaltante con lo stesso pilota inglese e quell’uscita dal pit stop ha fatto esultare il team rosso ed il popolo del Cavallino. Vettel è stato sempre in testa, poi tutto è andato storto per le gomme cambiate troppo presto, o troppo tardi se preferite. 
Tirando le somme,  in fatto di tattica stavolta Arrivabene ha fatto cilecca. Resta comunque la costatazione che la Ferrari ha veramente chiuso il gap che la separava dalla Mercedes, e che le Frecce d’Argento quest’anno avranno finalmente pane per i loro denti.
Il grillo Quintana salta sul  Blockhouse
Domenica il Giro si è arrampicato sulla,  Maiella, la seconda montagna dell’Abruzzo, che è stata scalata dal versante di Roccamorice. Il traguardo era in località Blockhaus,  un fortino costruito nel 1866, testimonio di un periodo storico assai delicato che vide contrapposti l’esercito piemontese a bande di briganti come allora erano definiti coloro che combattevano contro il dominio dei Savoia.
Lassù è arrivato solo quel grillo di Quintana che è scattato quattro volte prima di staccare Nibali. Il Giro è ancora lungo, ma il grillo colombiano sta per diventarne padrone.
La moto al posto sbagliato
Sulla Maiella il team Sky è stato decimato da una caduta provocata da un poliziotto della stradale che si era fermato sul bordo della carreggiata senza notare che parte della moto era sulla strada. Quando è sopraggiunto un gruppo compatto, alcuni hanno evitato la moto, ma uno della Sky vi è sbattuto contro e in molti sono andati giù come birilli, tra i quali Landa che era tra i favoriti alla vittoria finale.
Fossacesia ignorata dalla tv
La tappa del Giro era partita da Fossacesia, il paese di Sandrino Fantini, vincitore di tappe al Giro e al Tour, morto per una caduta in corsa nel 1961.
In tv non abbiamo visto la partenza perché prima c’era il calcio. Ma Raitalia avrebbe potuto rimediare con una clip registrata se soltanto avesse considerato che in giro per il mondo - Canada, Usa, Australia e magari in Nuova Zelanda - ci sono migliaia di fossacesiani.
 
TORONTO – Il calcio italiano di Toronto ha il suo Muro dei Famosi. Per ora si tratta di un muro virtuale, quello vero in muratura sarà inaugurato in seguito nella sede del Villaggio Liuna Azzurri.
La cerimonia di induzione si è tenuta sabato nella elegante sala della Primavera.
Gli organizzatori avevano invitato alla serata Sebastian Giovinco. Ma la risposta del club, della quale il Corriere Canadese è venuto a conoscenza, è stato uno scioccante no con poche incredibili righe a firma dell’unico dirigente italocanadese della società, Tom Pistore.
Una risposta che in sintonia con l’arrogante superbia che il mondo sportivo locale sembra puntualmente riservare al calcio italiano.
Prima di sapere del no di Giovinco, chi scrive si era tolto qualche sassolino dalla scarpa con un discorso letto in sala, che troverete in questa pagina, integralmente in italiano e in inglese.
Precedentemente avevano parlato ai presenti Lenny Lombardi a nome del padre Johnny, Gus Mandarino, Bob Iarusci, il maestro di cerimonia San Ciccolini ed il presentatore Alf DeBlasis.
Iarusci ha spiegato che il cosiddetto Wall of Fame intende onorare coloro che hanno fatto grande il calcio italocanadese. E che ogni anno sarà la volta di altri 12 personaggi.
Franco Ventresca, nipote del mitico Gino e Rosa Pricipe, figlia dell’altrettanto mitico Aldo, oltre a Lenny Lombardi, hanno fatto le veci dei grandi scomparsi.
Presenti, in carne ed ossa, gli altri nove del muro: Tino Baxa, Paolo Canciani, Sam Ciccolini, Carlo Del Monte, Bob Iarusci, Tony Lecce, Gus Mandarino, Pasquale Pietrantonio e Nicola Sparano.