Corriere Canadese

TORONTO - La stagione 2017 si apre con due sorprese per Toronto Fc. La prima è che Giovinco affronta finalmente una conferenza stampa in inglese. La seconda è che potrebbe essere stata la sua ultima a Toronto. Proprio nei minuti in cui la Formica Atomica stava rilasciando la sua prima intervista della stagione al Kia Training Ground infatti, a Milano il suo agente Andrea D’Amico annunciava l’esistenza di una sostanziosa offerta cinese per il numero 10 di Toronto Fc. E ammetteva che ne avrebbe parlato con la società torontina e il giocatore.
«Era un po’ che mi chiamavano al telefono e sono voluto venire a parlare di persona con degli emissari cinesi - racconta D’Amico in esclusiva al Corriere Canadese - Li ho ascoltati e naturalmente gli ho detto: “Adesso parlo con Sebastian” e poi parleremo anche col club».
Le voci che arrivano dall’Italia parlano di un interessamento del club allenato da Fabio Cannavaro, il Tianjin Quanjian, che dopo aver incassato il rifiuto del centravanti della Fiorentina Nikola Kalinic avrebbe deciso di puntare su Giovinco, compagno di squadra del tecnico napoletano nella Juve nella stagione 2009/2010.
«Io non ho fatto nomi di società - aggiunge  D’Amico - Hai visto che cifre hanno, lì si muove lo Stato non le società». Di certo già nelle scorse settimane si era parlato di un’offerta dalla Cina per Giovinco da 14 milioni, che ieri alcuni siti italiani alzavano a 18. In realtà in questo caso «si parla di più di 20», si lascia scappare l’agente della Formica Atomica, aggiungendo che «per ora abbiamo ascoltato, ovviamente».
«Ho parlato con Seba che aveva finito l’allenamento - racconta D’Amico - vediamo come sono gli sviluppi, tanto lì il calciomercato finisce a fine febbraio». 
La notizia ovviamente cambia il senso della giornata, che era cominciata come il primo giorno di allenamento della nuova stagione per Toronto Fc e aveva avuto nella prima conferenza stampa in inglese di Giovinco, rigorosamente a telecamere spente, il momento più interessante.
Ovviamente molte domande erano incentrate sulla finale persa contro Seattle, con Giovinco che aveva ammesso di non aver riguardato la gara ma di aver ripensato più volte durante le vacanze in Italia a quella brutta sconfitta. Anche il mister Greg Vanney e il difensore Drew Moor avevano confessato di non aver dimenticato la sera del 10 dicembre, quando Seattle ha distrutto i sogni di gloria dei Reds e dei loro tifosi.
«Il ricordo della finale lo dobbiamo portare con noi, almeno in parte - il pensiero di Moor - Deve servire come motivazione per questa stagione». Anche perché,  spiegava il numero 3, «quest’anno avremo un bersaglio ancora più grosso sulla schiena e tutti ci affronteranno dando il massimo».
D’accordo anche Vanney, che chiedeva ai tifosi di «starci vicino in questa stagione come durante la scorsa, perché quest’anno sarà lungo e avremo bisogno di loro». Sulla finale, il tecnico di Tfc non aveva nascosto una delusione ancora forte ma aveva anche spiegato che bisogna guardare avanti. 
«Non posso chiedere di più ai miei giocatori - aveva detto - in finale hanno dato tutto e ci è mancato solo il gol, che non è poco. È importante mettersi la finale alle spalle, ma sempre tenendola come spunto per migliorare. Quest’anno è un capitolo nuovo e non dobbiamo pensare che se non vinciamo il titolo sarà un fallimento».
Tutte considerazioni bruciate in un attimo dalla bomba di mercato scoppiata a Milano, con la società che presa alla sprovvista ha potuto solo dire di non aver ricevuto alcuna offerta dalla Cina. Finora si parlava del probabile ritorno di Cheyrou e del difensore finlandese Brunel, in prova in questi giorni con la squadra. Lo stesso Vanney aveva ammesso che il club cercava «uno o due giocatori» per poi valutare il livello della rosa. 
Tutte considerazioni inutili in caso di un eventuale addio di Giovinco. Addio sul quale il condizionale resta d’obbligo, perché l’offerta cinese potrebbe anche servire a D’Amico per contrattare un rinnovo più ricco per il suo assistito, che comunque a Toronto sta benissimo. «Vediamo - conclude il manager italiano - Non è che scappa. Se poi dovesse essere, sarebbe un’offerta importante anche per la società».

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Leonardo N. Molinelli

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