Corriere Canadese

TORONTO - Una linea ferroviaria ad alta velocità che colleghi Toronto a Windsor: il tutto per un  costo complessivo di 6 miliardi di dollari. 
È questo uno degli elementi centrali di un rapporto preparato dalla direzione del Pearson International Airport di Toronto a gennaio e ancora non reso pubblico, i cui dettagli però sono stati forniti dal Globe and Mail. Nel documento di 39 pagine si analizzano i possibili percorsi e le strategie di azione per trasformare lo scalo di Toronto in un mega hub internazionale attraverso la partecipazione in sinergia di pubblico e privato. 
Il progetto di collegamento tra Toronto e Windsor prevede inoltre tre fermate intermedie: London, Kitchener e Waterloo. A livello politico l’idea di un treno ad alta velocità che collegasse Toronto a Windsor è stata esplorata a più riprese. Il governo provinciale è in attesa di ricevere un rapporto su fattibilità e impatto ambientale, mentre a livello federale si continua a discutere di una futura linea ad alta velocità che non attraversi solamente l’Ontario, ma che raggiunga anche lo snodo Ottawa-Gatineu, per poi toccare Montreal e Quebec City.
Ma perché la prospettiva di un treno ad alta velocità viene promossa dallo scalo torontino? La tesi sostenuta è abbastanza semplice. Con la presenza di un collegamento ferroviario veloce e affidabile, l’aeroporto di Toronto avrebbe molta meno pressione sul fronte dei voli interni e a breve percorrenza. 
Si arriverebbe a una decongestione del traffico aereo locale: di conseguenza l’aeroporto di Toronto potrebbe dare più spazio ai voli a lunga percorrenza nel continente americano e a quelli intercontinentali. Il tutto nella prospettiva di trasformare l’aeroporto in un mega hub internazionale. Oltre al treno ad alta velocità Toronto-Windsor, nel rapporto viene proposto un generale ripensamento delle infrastrutture dei trasporti attorno allo scalo, a partire dal tratto autostradale per arrivare al potenziamento dei collegamenti con Union Station a downtown e alle possibili sinergie con Metrolinx, Go Train e Via Rail. Insomma, siamo di fronte a un progetto ambizioso che per essere realizzato in futuro avrà bisogno della partecipazione congiunta di investitori privati e del sostegno - non solo in termini di investimenti - dei vari livelli di governo. Senza dimenticare come il governo federale in futuro potrebbe giocare la carta della privatizzazione degli scali canadesi. Un’ipotesi questa che per alcuni poteva addirittura essere già presente nell’ultimo budget, ma che invece è stata rimandata sine die.

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Francesco Veronesi

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