Corriere Canadese

TORONTO - Sono infuriati i genitori degli studenti che frequentano la scuola elementare Our Lady of Peace dopo che martedì sera il Board ha deciso la sua chiusura.
 A nulla sono valse le manifestazioni di protesta, la petizione che ha raccolto oltre 800 firme, il fatto che la scuola opera con una capienza del 97%, che il rendimento scolastico dei ragazzi, come provano i punteggi EQAO,  è elevato. Ed a nulla è valso neppure il sostegno dei politici dalla leader dell’Ndp Andrea Horwath a quello dei Conservatori Patrick Brown, dal ministro dei trasporti Steven Del Duca al consigliere di Vaughan Marilyn Iafrate. 
I trustee con il voto di 5 favorevoli alla chiusura della scuola e 4 contrari hanno messo la parola fine alla questione lasciando l’amaro in bocca ai genitori e agli studenti che dal prossimo settembre dovranno frequentare un’altra scuola. I voti per mantenere la scuola aperta sono stati quelli dei trustee Maria Marchese, Dino Giuliani, Dominic Mazzotta e Theresa McNicol mentre a favore della chiusura è stato il voto dato dalla chair Carol Cotton, da Elizabeth Crowe, Ann Stong, Marlene Mogado e Cathy Ferlisi. «Subito dopo aver annunciato il risultato della votazione i trustee hanno lasciato la stanza - dice amareggiato Joe De Matteis che assieme a circa altri 70 genitori è stato presente al meeting - eravamo e continuiamo ad essere convinti che l’intero processo è stato di parte fin dall’inizio, costellato di pregiudizi e conflitti di interesse».
Era già tutto deciso, insomma. «Abbiamo fatto tante domande ma tutte sono rimaste senza risposta - continua De Matteis - perché, ad esempio, chiude questa scuola che è frequentata al 97% della sua capienza mentre rimangono aperte la Father John Kelly che è al 48% e la Blessed Trinity che opera al 75%? Nessuno ci ha dato una risposta credibile. Tutto questo è semplicemente ridicolo». Per molti genitori, la chiusura della Our Lady of Peace dove è in funzione l’insegnamento a doppio binario, in inglese e in French immersion, significa trovarsi a far i conti con problemi pratici. «Molte famiglie hanno un figlio in French immersion e l’altro nell’insegnamento in inglese per cui si trovano in difficoltà - dice De Matteis - oggettivamente occorre rivedere anche le scelte fatte in questo senso perché è impossibile riuscire ad accompagnare i ragazzi in due scuole diverse». «Siamo molto arrabbiati - dice Linda Grossi - riteniamo che la decisione sia stata presa fin dall’inizio e questo feeling non è cambiato. Hanno ignorato la voce della comunità e hanno scelto di ignorare anche le proprie direttive».
I genitori che si sono uniti con il nome di Our Lady of Peace Council, hanno provato anche a sottoporre all’attenzione del Board una seconda opzione che però è stata ignorata. «I trustee non hanno neppure preso in considerazione il rapporto presentato da noi che dimostrava, nero su bianco, come sarebbe stato possibile risparmiare ben 5 milioni di dollari in costi - dice De Matteis - nel rapporto Par invece i numeri sono stati manipolati per spingere i trustee a preferire questa opzione, come è di fatto successo».
Quel che continua a far pensare ad un processo Par farsa perché in realtà i giochi erano già stati fatti, è una lettera datata 2 settembre inviata dal communication officer  nella quale si affermava che gli studenti del programma di studio in lingua inglese sarebbero stati trasferiti presso la Father John Kelly, quelli in French immersion nella Blessed Trinity e che la Our Lady of Peace sarebbe stata chiusa. Dopo una investigazione interna è stato comunicato dal director of education Patricia  Preston che si era trattato di un errore, nulla di più. «Difficile crederci visto anche come sono poi andate le cose» dice De Matteis.
La decisione è stata presa ma i genitori non vogliono ancora arrendersi e presto si incontreranno per esplorare la possibilità di ribaltare il verdetto dei trustee: «Ancor prima della decisione dei trustee abbiamo contattato un avvocato, Daniel Camenzuli, che ha chiesto allo York Catholic District School Board di “cessare e desistere” immediatamente, ovvero di fermare il processo in corso a causa dei pregiudizi e delle irregolarità o avremmo portato il Board in tribunale - continua De Matteis - questo non è stato fatto e adesso dobbiamo incontrare di nuovo il legale che ci rappresenta per decidere i passi successivi». 
Abbiamo contattato la chair Carol Cotton chiedendo un commento sulla decisione di chiudere la Our Lady of Peace ma al momento di andare in stampa non abbiamo ancora ricevuto una risposta.

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Mariella Policheni

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