Corriere Canadese

Il ministro della Pubblica Istruzione Mitzie Hunter TORONTO - Nel rapporto presentato al ministro della Pubblica Istruzione Mitzie Hunter da Patrick Case e Sue Herbert ce n’è per tutti.
 Nessuno sconto per i trustee e per il director of education J.Philip Parappally che sono “lontani anni luce dall’osservare un comportamento etico”.
I due ispettori hanno passato al setaccio tutte le problematiche emerse durante i mesi scorsi che hanno di fatto messo in ginocchio lo York Region District School Board: dagli episodi di razzismo all’islamofobia ai numerosi viaggi dei trustee a spese dei contribuenti. 
Un ambiente pieno di veleni e dominato dalla cultura della paura. Un vero inferno.
La situazione già denunciata dai genitori e dagli studenti, con il rapporto, è precipitata: non solo il Board e lo staff dovranno risolvere i problemi molto gravi “allontanando la cultura della paura tra il personale e la diffidenza dei genitori e della comunità tutta, dovranno agire anche in un breve lasso di tempo, prima che il ministro Hunter adotti misure più drastiche”. Misure che potrebbero quasi certamente all’allontanamento di Parappally e al commissariamento dello YRDSB.
Da più parti, inoltre, sono state poste domande ai due ispettori riguardo il contratto di 10 anni e un posto di lavoro in seno al Board una volta che questo è scaduto, assegnato a Parappally dai trustee nel 2014. Nessuno prima di lui ha goduto di privilegi di questo genere.
I fiduciari scolastici, si legge nel rapporto, sono logorati da lotte intestine mentre alcuni membri del personale che hanno parlato con gli ispettori senza riuscire a frenare il pianto, hanno detto di aver paura di rappresaglie aggiungendo che il director of education chiedeva agli impiegati di sua fiducia di spiare gli altri membri del personale, al punto che un meeting è stato videoregistrato segretamente.
Case ed Herbert si sono anche detti preoccupati dalle battute omofobiche dirette anche contro i gruppi per i diritti dei gay, atteggiamento che viola le direttive provinciali: l’equità, inoltre, non è mai stata una priorità.
È un momento critico quello che  sta vivendo il Board  ora che gli ispettori hanno portato ufficialmente alla luce tutto il marcio che da tempo è presente nello YRDSB. I genitori sono stati finalmente ascoltati, la loro voce è giunta al ministro Hunter e nessuno potrà più nascondere, come si suol dire, la polvere sotto il tappeto.  
Ai fiduciari scolastici del Board e allo staff, compreso il director of education Parappally, dovrebbero essere vietati i viaggi internazionali. I due ispettori inviati dal ministro per raccogliere i reclami dei genitori hanno constatato che i trustee non sono affatto preoccupati riguardo l’uso fatto da loro dei fondi pubblici. Una cosa, hanno scritto Case ed Herbert, “sbalorditiva”.
La moratoria completa è solo una delle tante raccomandazioni del rapporto: nessun viaggio può essere approvato fino a quando quest’argomento non sarà discusso pubblicamente durante i meeting del Board, corredato dei motivi per i quali i viaggi sono necessari: i viaggi, in sostanza, debbono legati alle priorità del Provveditorato ed è necessario mettere in atto un processo di approvazione trasparente.
Attualmente, i viaggi non hanno bisogno di essere approvati in una riunione - infatti un viaggio fatto da Parappally e dalla ex chair De Bartolo è stato tenuto segreto - né è necessario condividere pubblicamente i dettagli sulle informazioni raccolte durante i viaggi: tuttavia nelle ultime settimane il Board lo ha fatto per un paio di viaggi, a causa della pressione dell’opinione pubblica.
Ma i problemi con i viaggi dei trustee non sono una novità per lo York Region District School Board. Nel 2012, quando la carica di chair era ricoperta da Anna De Bartolo, il Board è stato aspramente criticato in seguito alla scoperta che oltre 130mila dollari erano stati spesi per viaggi in Finlandia, Nuova Zelanda e in Inghilterra. In quel caso il ministro dell’Istruzione era intervenuto ordinando una moratoria di sei mesi sui viaggi.
Ma, a quanto pare, lo YRDSB è recidivo e manca di trasparenza. Lo scorso autunno infatti un trustee ha viaggiato in Europa per ben tre volte e il director of education J. Philip Parappally è andato nei Paesi Bassi assieme alla De Bartolo senza informare i suoi colleghi. Quel che ai genitori non è proprio andato giù è il fatto che i viaggi in questione non erano necessari per i trustee che non hanno affatto il compito di preparare i programmi scolastici.
Per tre mesi Case e Herbert hanno condotto 75 colloqui che hanno coinvolto 140 persone, tra cui genitori, membri della comunità, studenti, personale, sindacati, associazioni professionali e fiduciari scolastici mentre altre 280 persone hanno inviato agli ispettori del governo 280 email con le proprie lamentele.
La chair del Board Loralea Carruthers ha detto di avere già dato inizio “alla discussione su come implementare alcune delle principali raccomandazioni del rapporto” aggiungendo che “il messaggio è stato ricevuto forte e chiaro”.
La speranza è che il rapporto abbia il compito di svegliare dal loro torpore Parappally ed i trustee alla sua corte: il Board è in bilico su un precipizio. Ora non si può più far finta di niente. 

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Mariella Policheni

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