Corriere Canadese

TORONTO - C’è chi scommette sulla fine della legislatura. C’è chi punta a giugno, intravedendo un’accelerazione di Matteo Renzi subito dopo le amministrative e il Congresso del Pd.
 E c’è chi, infine, assicura che in ogni caso non si andrà a votare prima di settembre, quando la stragrande maggioranza dei parlamentari avrà maturato il diritto alla futura pensione d’oro. In ogni caso, con la spaccatura del Partito Democratico e la messa in discussione della leadership di Renzi, anche in Canada e più in generale nella Circoscrizione Nord e Centro America ci si avvia verso la preparazione delle prossime elezioni. Con un unico comune denominatore: le mille incognite che gravano sul voto. Messa da parte la questione della data, i dubbi poi sono legati alla possibile riforma elettorale, che vada a mutare il proporzionale con il premio di maggioranza in vigore dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 25 gennaio. 
Per quanto riguarda la nostra circoscrizione, i parlamentari in carica - le deputate Francesca La Marca e Angela Nissoli, e il senatore Renato Turano - dovrebbero ripresentarsi. Ma la geografia politica italiana cambia velocemente e si dovrà quindi capire quali saranno i partiti politici in corsa. La  lista che ha portato la Nissoli a Montecitorio - “Con Monti per l’Italia” - si è sciolta pochi mesi dopo il voto. Si trattava di un rilevante bacino di voti (in tutto il Nord e Centro America 22.775 preferenze, pari al 27 per cento) che ovviamente fa gola a tutte le forze di centro ma anche al Pd e al centrodestra. In casa Dem si dovrà vedere se la scissione in Italia avrà delle ripercussioni anche su questa sponda dell’Atlantico. Un discorso simile si può fare anche per il centrodestra: le varie anime che componevano il Pdl - su tutte, Forza Italia e Lega - stanno cercando di riavviare un percorso politico nella stessa direzione nel Belpaese. Per sapere cosa accadrà da noi, si dovranno attendere gli sviluppi italiani. 
Non possiamo poi dimenticare, infine, il Movimento 5 Stelle, che nella consultazione del 2013 nella nostra circoscrizione prese appena 8.300 voti: si tratta di una cifra destinata a salire in modo significativo alle prossime elezioni.
Tra i tanti dubbi e le troppe incertezze, rimane un dato oggettivo che difficilmente sarà smentito nella prossima tornata elettorale. 
Chi viene eletto deve per forza di cose vincere in Canada. 
Nel 2006, nel 2008 e nel 2013 abbiamo sempre avuto un deputato di Toronto eletto - due volte Bucchino, poi La Marca - che fecero il pieno di voti nella città di residenza e, più in generale, in tutto il Canada.

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Francesco Veronesi

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