Corriere Canadese

TORONTO - La notizia del licenziamento del Gran Maestro dell’Ordine di Malta, l’inglese Matthew Festing ha fatto il giro del mondo ed è stata riportata con risalto anche dal Corriere Canadese. Il magniloquente titolo ufficiale dell’Ordine di Malta è “Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme.di Rodi e di Malta” ed il Gran Maestro viene indicato come “Sua molto eminente Altezza e Gran Maestro dell’Ordine di Malta.” 
L’Ordine è un bastione della Chiesa cattolica . Le sue origini risalgono al 1089. Nel 1113 fu reso sovrano dal papa Pasquale II. In seguito l’Ordine acquistò territori a Rodi e dal 1530 governò Malta fino al 1798 quando Napoleone conquistò l’isola. 
Il licenziamento di Festing potrebbe sembrare un evento persino triviale, in un mondo dove ogni giorno avvengono dimissioni licenziamenti, estromissioni per le più svariate ragioni e talora senza ragioni. 
Tuttavia il licenziamento affonda le sue radici nel clima nervoso che caratterizza le vicende della chiesa dall’elezione elezione di Papa Francesco, nel 2013.
Papa Bergoglio ha scompigliato le carte per cosi dire. Ha reso subito chiaro di volere una chiesa diversa, aderente ai dettati del Concilio Vaticano Secondo, una chiesa ancorata al Vangelo ma aperta al mondo moderno, una chiesa povera per i poveri, una chiesa che non ricerca “il potere malattia del profitto mondano”. 
Ha indetto il giubileo della misericordia perché Dio è misericordioso e perdona tutti anche i peccati ritenuti gravi come il divorzio, perché: “Anche costoro sono persone - figli di Dio - che hanno diritto di cittadinanza nella chiesa”.
Papa Francesco si rende conto che fare il papa dopo il Concilio Vaticano secondo non è cosa facile. Prima il papa era anche re e dal 1870 infallibile. Quindi tutti dovevano obbedire. Dopo il Vaticano secondo, il Papa ha dovuto trasformare anche il modo di fare il suo mestiere che è molto complicato perché la chiesa è sempre meno governata solo dal Papa.
Le decisioni vengono prese consensualmente dai vescovi di tutto il mondo, riuniti nel Sinodo. La chiesa riflette le esigenze dei cattolici di ogni continente e la Curia Romana che per secoli si è considerata il centro della chiesa, da Papa Francesco viene riorganizzata per servire i fedeli, anzicche’ per farsi servire.
A parte la Curia Romana che mal digerisce la rivoluzione di Bergoglio non tutti sono con Papa Francesco anche vescovi e cardinali, con sensibilità diverse, tra cui ci sono anche quelli che manifestano dissenso apertamente, come ci sono anche opportunisti che siedono sulla siepe per vedere che vento tira.
Ma fin dall’inizio si è organizzata l’opposizione dei tradizionalisti alle scelte progressiste di papa Francesco.
Ad alcuni non piace lo stile del papa che abbraccia i barboni ed i poveri, ad altri non piace la scelta della povertà della chiesa.
Per alcuni l’opposizione è ideologica, per altri è questione di potere.
In vista del Sinodo dello scorso ottobre i tradizionalisti e dieci cardinali si sono organizzati, hanno consegnato,fatto inaudito, una lettera al Papa il primo giorno del sinodo, criticando la gestione del Sinodo e denunciando le aperture progressiste dei teologi vicini al papa che proponevano di concedere la comunione ai divorziati risposati e l’apertura alle unioni civili per le coppie omosessuali.
Altri hanno criticato il viaggio del papa in Svezia per commemorare il 500° anniversario della riforma protestante iniziata da Lutero che secondo Papa Francesco “ha fatto un grande passo per mettere la parola di Dio nelle mani del popolo”.
L’opposizione a Papa Francesco viene anche da altri fronti. Ha voluto riformare la banca Vaticana lo IOR rendendola pulita e trasparente. Non è andata giù alla Curia ed hanno cercato in tutti i modo di non mollare il tesoro. 
Sostenuta è infine l’opposizione più insidiosa. Nello Scavo giornalista dell’Avvenire nel suo libro I nemici di Francesco ha scritto che a sostenere i neocon contro Bergoglio sono uomini come l’ex vicepresidente Dick Cheney ed i capitali forniti dal colosso Haliburton.
“Bastano questi due nomi per farsi un’idea degli ambienti antipapisti a stelle e strisce da cui partono alcuni degli attacchi a Bergoglio.” 
Per ora il papa resiste conscio del vespaio in cui è finito. Fare il papa è duro, farlo come Papa Francesco è eroico. 
 

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Odoardo Di Santo

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