Corriere Canadese

TORONTO - Il circolo di Montréal decisivo per far vincere la mozione Orlando in Canada e soprattutto nella circoscrizione, quello di Ottawa che si conferma «la roccaforte renziana in Nord America» e quello di Toronto che si segnala per gli appena 18 votanti. 
Sono questi i risultati più importanti in Canada dopo il voto dei circoli cittadini per l’elezione del segretario del Partito democratico. Risultati che sono andati nella direzione opposta rispetto all’Italia, dove Renzi ha ottenuto quasi il 70 per cento e che hanno confermato come il Canada sia centrale per le sorti del Pd nella circoscrizione Centro e Nord America.
«Ogni circolo ha una certa autonomia e i risultati sono schizofrenici a seconda dell’orientamento del segretario» commenta Francesca La Marca. L’esempio, spiega al Corriere la deputata torontina, sono «Ottawa e Montréal, con risultati opposti, dove i membri hanno votato seguendo il segretario».
Nella sua Toronto invece è avvenuto il contrario: pochi voti e vittoria della mozione non sostenuta dal segretario, l’orlandiano Giuseppe Cafiso.
«Se guardiamo i numeri, quelli più bassi sono a Toronto - ammette La Marca - Per me, come membro del circolo, è deludente e bisognerà capire il perché di questa disaffezione». Una disfatta dalla quale però prende subito le distanze.
«Non mi sento in nessun modo responsabile - spiega - non sono il segretario del circolo ma la coordinatrice nella circoscrizione della mozione Renzi e ho cercato di coordinare al meglio la mozione in tutto il Nord America». Certo, aggiunge, «il fatto che sia il mio circolo non mi fa piacere. Dovremmo capire insieme al segretario il perché di questo fenomeno. Però sono felice che nonostante i numeri bassi Renzi abbia vinto a Toronto».
«Superata questa prima fase - rilancia La Marca - conta il 30 aprile e ci sarà uno sforzo maggiore di noi renziani per portare a casa un buon risultato». In quell’occasione, assicura la deputata torontina, «sono convinta  e ottimista che voteranno in massa per Renzi e sarà di nuovo Toronto a decidere».
«Storicamente l’affluenza al voto a Toronto è sempre inferiore rispetto a Montréal e Vancouver, nonostante ci siano più votanti» continua La Marca, che poi spiega perché non era presente al voto nel suo circolo: «Non mi sono potuta assentare per via di provvedimenti importanti, ma sarà diverso nei giorni precedenti alle primarie quando sarò presente sul territorio e logicamente ci sarà un impegno e un lavoro di squadra per far sì che vinca Renzi».
Sull’altra sponda c’è invece Giuseppe Cafiso, segretario del circolo di Toronto e coordinatore per il Canada della mozione Orlando.
«Il voto è andato bene dal punto di vista della lista Orlando - dice al Corriere -  è stata forse una sorpresa ma sapevo che a Montréal ci sarebbe stato grande appoggio per Orlando. La delusione riguardo al numero di votanti di Toronto invece è importante». 
«Qui siamo in fase di ricostruzione - spiega Cafiso - Negli ultimi anni c’è stata pochissima partecipazione, con riunioni in cui venivano appena cinque o sei persone anche se sulla carta c’erano tantissimi membri. Quando ho cominciato un anno e mezzo fa mi hanno dato una lista di nomi con persone che tuttora non ho mai visto. Adesso abbiamo una membership sulla cinquantina di persone».
L’obiettivo adesso è «sensibilizzare le persone sul fatto che ci sono le primarie». E per questo, annuncia il segretario del circolo torontino, «organizzeremo un paio di eventi per fare un dibattito anche con la comunità. C’è bisogno di sensibilizzare le persone e anche gli iscritti devono partecipare e impegnarsi. Per me, come segretario del circolo la cosa, più importante è la partecipazione. Che poi si voti per Renzi o per Orlando non importa». È chiaro però che, da coordinatore per il Canada della mozione Orlando, la vittoria di Renzi a Toronto non è stata piacevole.
«Mi dispiace - ammette Cafiso - e mi ha sorpreso il voto di alcune persone che di solito erano molto critiche verso Renzi. Ho visto che La Marca fa le lodi di Renzi per i suoi atti di governo, ma a mio avviso ha sbagliato bersaglio perché qui non si giudica Renzi come presidente del Consiglio ma come segretario di partito». «C’è  stata una vera e propria carenza di impegno come segretario - attacca Cafiso - i fatti sono che il tesseramento si è abbassato, non c’è stata unità, una visione e una discussione a livello politico rapportata poi alla dimensione dei circoli sulle tematiche del Pd. Prenderò questo impegno per far capire che c’è bisogno di un segretario a tempo pieno e non parziale». 
Adesso l’obiettivo è quello di portare più persone possibile alle primarie del 30 aprile.
«Come segretario del circolo voglio la maggior partecipazione possibile a prescindere da quale candidato si voti - dice Cafiso - come coordinatore della mozione Orlando ovviamente spero vinca lui».
Comunque vadano le primarie comunque, il segretario del circolo di Toronto non crede che questi risultati possano significare che la capitale dell’Ontario perde potere rispetto a Montréal e Ottawa in vista delle prossime elezioni politiche in Italia.
«A livello di elezioni parlamentari sarà tutto diverso - dice - Non saremo solo noi a chiedere la partecipazione dei cittadini ma ci sarà anche il centrodestra e sono certo che la partecipazione a Toronto sarà molto maggiore». E chi sarà eletto lo si deciderà qui. Perché, conclude Cafiso, «nessuno potrà vincere le elezioni se non vince a Toronto».
 

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Leonardo N. Molinelli

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