Corriere Canadese

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TORONTO - Sono finalmente ufficiali le liste a sostegno dei candidati alla segreteria del Pd in Nord America. Lunedì 10 aprile scadeva il tempo per presentare le liste per l’Assemblea nazionale a sostegno dei candidati nelle varie circoscrizioni e le mozioni di Matteo Renzi e Andrea Orlando hanno presentato i nomi dei propri rappresentanti. Entrambe le liste presentano novità rispetto ai nomi che erano filtrati prima dell’ufficialità e non mancano le sorprese.
La lista che sostiene Orlando, per esempio, avrà come capolista il responsabile per gli italiani del mondo della segreteria Pd, Eugenio Marino. Una scelta maturata negli ultimi giorni dopo che un cambiamento del regolamento ha permesso anche a chi ha la residenza in Italia di candidarsi in una lista all’estero. Marino, che è anche coordinatore per l’estero della mozione Orlando, è un nome importante perché si occupa da anni della realtà degli italiani all’estero ed è molto conosciuto a Roma e dentro il partito.  
Una candidatura che ha colto di sorpresa molti, perché decisamente inaspettata, ma che consentirà alla mozione di avere una voce importante nell’Assemblea nazionale ma soprattutto nel partito. 
Al secondo posto in lista c’è invece la segretaria del Pd di New York Elena Luongo, poi a seguire l’altro newyorchese Mico Delianova Licastro e la torontina Michela Di Marco.
Colpi di scena anche nella lista In Cammino Nord America, quella che sostiene Matteo Renzi. Il Corriere infatti aveva pubblicato nelle scorse settimane una lista, rilanciata sui social anche dalla stessa mozione. Negli ultimi giorni però la situazione si è evoluta parecchio e così adesso il capolista non sarà più il segretario del Pd di Washignton Giovanni Faleg, ma il presidente del partito negli Stati Uniti Pasquale Nestico. 
Delegato della mozione alla convenzione nazionale di domenica, Nestico ha dalla sua i 114 voti (il 100 per cento) portati a Renzi nel suo circolo di Philadelphia. Un risultato che ha fatto il vuoto rispetto agli altri circoli negli States, e che in Nord America è arrivato secondo solo ai 170 voti raccolti dall’ex premier nella Ottawa di Antonio Giannetti, delegato per la mozione Renzi nella commissione di Garanzia in Nord America.
Dietro Nestico c’è Angela Maria Pirozzi di Ottawa, che mantiene così il suo posto in lista così come la responsabile della comunicazione del circolo Pd di San Francisco Isabella Weiss di Valbranca, che è quarta. Altra sorpresa il nome del torontino Elio Costa al terzo posto, che prende il posto del newyorchese Vincenzo Parrella.
Nessuna lista invece per il terzo candidato alla segreteria, Michele Emiliano. A parte l’exploit imprevisto a Vancouver, dove il governatore della Puglia ha raccolto 21 voti su 25 in totale in Nord America, sembra che nessuno si sia organizzato per sostenere la sua mozione. Non ci sarà quindi nessuna lista a sostenerlo e, probabilmente, in Nord America il suo nome non apparirà nemmeno sulla scheda elettorale per le primarie del 30 aprile.
La probabile assenza di Emiliano sulla scheda rende ancora più importante la posizione in lista dei vari candidati. Le liste infatti sono bloccate, il che significa che non sarà possibile dare preferenze ma che il numero di candidati eletti all’Assemblea nazionale dipenderà dai voti raccolti dal candidato alla segreteria di riferimento. 
La circoscrizione Centro e Nord America ha a disposizione quattro posti all’Assemblea nazionale, esattamente come il numero di candidati di ogni lista. La soluzione più probabile è che ogni lista elegga due persone, quindi i primi due posti in lista sono i più importanti perché danno la quasi certezza di essere eletti. Se poi uno dei due candidati dovesse superare il 75 per cento dei consensi, allora per regolamento questo eleggerebbe tre persone della sua lista, lasciando un solo eletto all’avversario.
Intanto il Pd di Toronto ha già deciso dove dovranno votare gli elettori della Gta il 30 aprile. I quattro seggi saranno divisi tra Oshawa, Toronto (alla Union Travel Agency al 1270 di St. Clair Avenue West), Woodbridge e Mississauga.
TORONTO - Il circolo di Montréal decisivo per far vincere la mozione Orlando in Canada e soprattutto nella circoscrizione, quello di Ottawa che si conferma «la roccaforte renziana in Nord America» e quello di Toronto che si segnala per gli appena 18 votanti. 
Sono questi i risultati più importanti in Canada dopo il voto dei circoli cittadini per l’elezione del segretario del Partito democratico. Risultati che sono andati nella direzione opposta rispetto all’Italia, dove Renzi ha ottenuto quasi il 70 per cento e che hanno confermato come il Canada sia centrale per le sorti del Pd nella circoscrizione Centro e Nord America.
«Ogni circolo ha una certa autonomia e i risultati sono schizofrenici a seconda dell’orientamento del segretario» commenta Francesca La Marca. L’esempio, spiega al Corriere la deputata torontina, sono «Ottawa e Montréal, con risultati opposti, dove i membri hanno votato seguendo il segretario».
Nella sua Toronto invece è avvenuto il contrario: pochi voti e vittoria della mozione non sostenuta dal segretario, l’orlandiano Giuseppe Cafiso.
«Se guardiamo i numeri, quelli più bassi sono a Toronto - ammette La Marca - Per me, come membro del circolo, è deludente e bisognerà capire il perché di questa disaffezione». Una disfatta dalla quale però prende subito le distanze.
«Non mi sento in nessun modo responsabile - spiega - non sono il segretario del circolo ma la coordinatrice nella circoscrizione della mozione Renzi e ho cercato di coordinare al meglio la mozione in tutto il Nord America». Certo, aggiunge, «il fatto che sia il mio circolo non mi fa piacere. Dovremmo capire insieme al segretario il perché di questo fenomeno. Però sono felice che nonostante i numeri bassi Renzi abbia vinto a Toronto».
«Superata questa prima fase - rilancia La Marca - conta il 30 aprile e ci sarà uno sforzo maggiore di noi renziani per portare a casa un buon risultato». In quell’occasione, assicura la deputata torontina, «sono convinta  e ottimista che voteranno in massa per Renzi e sarà di nuovo Toronto a decidere».
«Storicamente l’affluenza al voto a Toronto è sempre inferiore rispetto a Montréal e Vancouver, nonostante ci siano più votanti» continua La Marca, che poi spiega perché non era presente al voto nel suo circolo: «Non mi sono potuta assentare per via di provvedimenti importanti, ma sarà diverso nei giorni precedenti alle primarie quando sarò presente sul territorio e logicamente ci sarà un impegno e un lavoro di squadra per far sì che vinca Renzi».
Sull’altra sponda c’è invece Giuseppe Cafiso, segretario del circolo di Toronto e coordinatore per il Canada della mozione Orlando.
«Il voto è andato bene dal punto di vista della lista Orlando - dice al Corriere -  è stata forse una sorpresa ma sapevo che a Montréal ci sarebbe stato grande appoggio per Orlando. La delusione riguardo al numero di votanti di Toronto invece è importante». 
«Qui siamo in fase di ricostruzione - spiega Cafiso - Negli ultimi anni c’è stata pochissima partecipazione, con riunioni in cui venivano appena cinque o sei persone anche se sulla carta c’erano tantissimi membri. Quando ho cominciato un anno e mezzo fa mi hanno dato una lista di nomi con persone che tuttora non ho mai visto. Adesso abbiamo una membership sulla cinquantina di persone».
L’obiettivo adesso è «sensibilizzare le persone sul fatto che ci sono le primarie». E per questo, annuncia il segretario del circolo torontino, «organizzeremo un paio di eventi per fare un dibattito anche con la comunità. C’è bisogno di sensibilizzare le persone e anche gli iscritti devono partecipare e impegnarsi. Per me, come segretario del circolo la cosa, più importante è la partecipazione. Che poi si voti per Renzi o per Orlando non importa». È chiaro però che, da coordinatore per il Canada della mozione Orlando, la vittoria di Renzi a Toronto non è stata piacevole.
«Mi dispiace - ammette Cafiso - e mi ha sorpreso il voto di alcune persone che di solito erano molto critiche verso Renzi. Ho visto che La Marca fa le lodi di Renzi per i suoi atti di governo, ma a mio avviso ha sbagliato bersaglio perché qui non si giudica Renzi come presidente del Consiglio ma come segretario di partito». «C’è  stata una vera e propria carenza di impegno come segretario - attacca Cafiso - i fatti sono che il tesseramento si è abbassato, non c’è stata unità, una visione e una discussione a livello politico rapportata poi alla dimensione dei circoli sulle tematiche del Pd. Prenderò questo impegno per far capire che c’è bisogno di un segretario a tempo pieno e non parziale». 
Adesso l’obiettivo è quello di portare più persone possibile alle primarie del 30 aprile.
«Come segretario del circolo voglio la maggior partecipazione possibile a prescindere da quale candidato si voti - dice Cafiso - come coordinatore della mozione Orlando ovviamente spero vinca lui».
Comunque vadano le primarie comunque, il segretario del circolo di Toronto non crede che questi risultati possano significare che la capitale dell’Ontario perde potere rispetto a Montréal e Ottawa in vista delle prossime elezioni politiche in Italia.
«A livello di elezioni parlamentari sarà tutto diverso - dice - Non saremo solo noi a chiedere la partecipazione dei cittadini ma ci sarà anche il centrodestra e sono certo che la partecipazione a Toronto sarà molto maggiore». E chi sarà eletto lo si deciderà qui. Perché, conclude Cafiso, «nessuno potrà vincere le elezioni se non vince a Toronto».
 
TORONTO - È Andrea Orlando il vincitore del voto nei circoli cittadini del Pd nella circoscrizione Centro e Nord America. Il ministro della Giustizia batte di quattro voti (346 a 342) Matteo Renzi nel voto totale, mentre è più netta la sua vittoria in Canada (337 a 197). Appena 41 invece i voti per l'altro candidato, Michele Emiliano. Decisivo in entrambi i casi il voto di Montréal, dove Orlando raccoglie ben 259 voti su 274 (94.5 per cento), mentre le roccaforti di Renzi sono Ottawa (170 voti) e Philadelphia (114). Male Toronto, dove votano appena 18 persone con Renzi che prevale 11 a 7 sul Guardasigilli.
Questi risultati mostrano come in Canada il Pd sia nettamente più strutturato rispetto agli Stati Uniti. Non a caso tutti i votanti degli Stati Uniti (159) non raggiungono il numero dei soli voti per Renzi nel circolo di Ottawa. A parte Philadelphia, dove votano in 114 e Renzi raccoglie un bulgaro 100 per cento delle preferenze, negli Usa sono bassi i numeri dei votanti. Votano in 14 a San Francisco e Washington, in sette a New York, in sei a Los Angeles e in quattro a Boston, mentre nella Chicago del senatore Renato Turano non si è nemmeno votato. 
Renzi vince in tutte le città americane tranne New York, dove Orlando ha la meglio con quattro voti e anche Emiliano supera l’ex premier (due voti a uno). In totale l’ex segretario raccoglie 145 voti negli Stati Uniti, pari al 91.2 per cento, lasciando appena nove preferenze a Orlando e cinque a Emiliano.
Diverso il discorso in Canada, dove invece queste primarie sembrano creare nuovi equilibri di potere. Qui Orlando vince con 337 voti contro i 197 di Renzi e i 36 di Emiliano. Un numero di voti tale che sovrasta il dato americano e alla fine dà la vittoria, di misura, proprio al ministro della Giustizia. 
A colpire nel voto canadese sono in positivo, soprattutto l’alto numero di votanti a Montréal e Ottawa (rispettivamente il primo e il terzo circolo all'estero con più iscritti) e, in negativo, quello bassissimo numero a Toronto, la città con il maggior numero di votanti di tutta la circoscrizione alle Politiche oltre che quella ha dato al Pd i deputati eletti alla Camera dal 2006 a oggi. Vancouver è invece la città dove Emiliano raccoglie il maggior numero di consensi (21, pari al 22.8 per cento), pur dando la vittoria a Orlando con 62 voti. Risultati che disegnano un cambiamento dei rapporti di forza in vista delle prossime elezioni politiche se anche le primarie del 30 aprile confermeranno questi dati. 
A Ottawa esulta il segretario cittadino Antonio Giannetti, anima delle mozione pro Renzi e felice che il suo circolo si sia confermato «roccaforte renziana in tutto il Nord America, non solo in Canada». Solo a Philadelphia, dove Pasquale Nestico cerca la candidatura al parlamento, ci sono numeri che si avvicinano a quelli ottenuti dalla mozione Renzi nella capitale canadese.
Quello ottenuto dal circolo di Ottawa, spiega Giannetti al Corriere Canadese, è «un risultato che premia l’impegno sotto tutti i punti di vista. I numeri dicono che l’impegno da parte di Montréal, Ottawa e Philadelphia è stato altissimo». 
«Quello che sinceramente delude - continua il vicepresidente del Pd Canada - è vedere le cifre di Toronto. In una popolazione con circa 70 mila italiani e dove c’è la parlamentare di riferimento, lascia un po’ di amaro in bocca, al di là dei risultati di Renzi e Orlando».
Numeri in effetti deludenti che però, conclude Giannetti, «devono portare a una riflessione e devono svegliare le coscienze in vista delle primarie del 30 aprile». 
Felice anche Giuseppe Continiello, che con i voti del suo circolo di Montréal ha garantito ad Orlando la vittoria in Canada e nella circoscrizione.
«Sono molto contento anche perché ancora una volta da questa parte dell’Oceano si racconta una buona pratica - dice Continiello al Corriere - ovvero che si può essere su fronti opposti ma sempre all’interno della grande famiglia del Partito democratico. Grande rispetto per il risultato di Ottawa in particolare, che è una bella prova che non dà ombra a quanto stiamo facendo qua a Montréal e in Canada in generale».
Sui bassi numeri di Toronto, invece, il segretario di Montréal sottolinea che «guardo con rispetto e affetto alla comunità torontina perché lì c’è il nostro grande ex presidente Gino Bucchino, che resta comunque un faro per tutti noi» e spiega che «Giuseppe Cafiso (il segretario del Pd di Toronto e coordinatore nazionale della mozione Orlando, ndr) sta ricostruendo il partito dopo un momento difficile» legato proprio all’addio al partito di Bucchino. Insomma, conclude Continiello, dalle difficoltà di questo congresso per Toronto nasce quella che «è un’occasione per dare tutto il 30 aprile» quando ci saranno le primarie aperte.
 
TORONTO - Francesca La Marca si prende ancora un po’ di tempo. Mentre in Italia i circoli cominciano a votare e in Nord America prendono forma i comitati che sostengono le mozioni di Matteo Renzi e Andrea Orlando, la parlamentare di Toronto non ha ancora deciso per chi voterà al congresso del Pd.

 
TORONTO - Saranno due i delegati della circoscrizione Centro Nord America che il 9 aprile prossimo parteciperanno alla Convenzione nazionale del Partito democratico in cui saranno ufficializzati i partecipanti alle primarie del 30 aprile per eleggere il nuovo segretario del Pd.