Corriere Canadese

Focus

Proseguono i contatti per il gemellaggio Toronto-Matera. Una delegazione del Basilicata Cultural
Society incontrerà le autorità in Basilicata mercoledì e giovedì. Nella foto, il capo d’ufficio del
ministro Alfano, Gian Lorenzo Cornado, già Ambasciatore dell’Italia in Canada, l’ambasciatore
Canadese a Roma, Peter McGovern, il deputato Francesco Sorbara, la signora Martine Cornado,
Frank Miele e Danny Montesano.

TORONTO - La messa del Sacro Crisma, nella tradizione pasquale cattolica, si celebra il martedì della Settimana Santa. 
Durante la cerimonia solenne il vescovo benedice gli olii santi che vengono poi usati per i Sacramenti del battesimo, della unzione degli infermi, della cresima e durante l’ordinazione dei sacerdoti e dei vescovi.
La santa messa di martedì è terminata e il corteo dei preti e vescovi fa testa a centinaia di fedeli che anche quest’anno hanno partecipato alla solenne funzione nella splendida cornice della cattedrale di San Michele (Saint Michael’s Cathedral), a Toronto, che è stata recentemente restaurata.
Le voci del magnifico coro della Saint Michael’s Choir School fanno ancora eco man mano che il corteo si dilegua. 
Tra le conversazioni dei fedeli appena usciti dal sagrato antistante alla cattedrale, emergono i commenti sulle parole che Sua Eminenza il cardinale Thomas Collins ha pronunciato. Parole profonde, dirette non solo ai sacerdoti della nostra arcidiocesi ma a tutti noi cattolici che rechiamo il segno della Santa Cresima.
“Bisogna stare attenti a tenere gli occhi aperti a non farsi deludere da bugie edulcorate che il mondo frantumato di oggi ci presenta”, ha detto Sua Eminenza con riferimento tra l’altro all’eutanasia o il suicidio assistito.
Osservare, valutare, e agire.  Questi sono i tre dogmi sui cui ogni cristiano dovrebbe impostare il modo di dimostrare la loro fede ed essere veritieri ai segni ricevuti con gli olii sacri.
Il Cardinale ha fatto cenno anche alle vicende della scorsa domenica delle Palme condannando la strage avvenuta in Egitto.  Ha poi sottolineato come in molte parti del mondo ci sono purtroppo cristiani che soffrono e sono perseguitati perché esprimono apertamente la loro fede. Un piccolo esame di coscienza per tutti noi che diamo per scontato la libertà di professare (o no) apertamente le nostre usanze, i nostri costumi, e la nostra fede.
Quella della Messa del Santo Crisma, è una cerimonia toccante cui ogni cattolico devoto, almeno una volta nella loro vita dovrebbe assistere.
 
Iniziato ieri a Lucca il vertice G7 dei ministri degli Esteri
 
TORONTO - Crisi in Siria, sicurezza internazionale, lotta al terrorismo, situazione in Libia, minaccia nucleare. Sono questi i temi caldi in agenda al vertice G7 dei ministri degli Esteri, iniziato ieri a Lucca e che andrà avanti anche per tutta la giornata di oggi. Un meeting, quello preparatorio per il summit estivo di Taormina, che riveste una grande importanza visti gli ultimi sviluppi che si sono accavallati sullo scacchiere geopolitico mondiale. Tanto è vero che rispetto al programma già stilato da settimane è stato aggiunto un vertice straordinario, convocato per la seconda conclusiva giornata, sul conflitto siriano e sulle possibili contromosse della comunità internazionale per impedire una imprevedibile escalation della crisi. A fare gli onori di casa è il ministro degli Affari esteri italiano Angelino Alfano, mentre il Canada è rappresentato dalla ministra Chrystia Freeland. Presenti anche i ministri degli Esteri degli Stati Uniti, della Francia, della Germania, del Giappone, della Gran Bretagna e, come consuetudine, dell’Unione europea.
La crisi siriana, con l’attacco chimico contro i civili ad Idlib e la dura risposta americana voluta dal presidente Donald Trump, rappresenta il tema maggiormente scottante. 
Ieri lo stesso primo ministro canadese Justin Trudeau, parlando dalla Francia durante la sua visita alla spiaggia di Juno Beach - luogo simbolo dell’impegno e del sangue canadese versato durante la Seconda Guerra mondiale - si è allineato con le prese di posizioni degli altri alleati della Nato nel giustificare il raid missilistico americano contro il regime siriano. 
“È inutile girarci attorno - ha dichiarato il leader liberale - la strada che porta verso la pace e la stabilità non include l’attuale presidente siriano. Ho avuto modo di parlare con i leader degli Stati Uniti, della Germania, della Francia e della Gran Bretagna e tutti loro si sono detti d’accordo sul fatto che la comunità internazionale debba mostrare unità, solidarietà e fermezza per porre fine al conflitto in Siria”. 
Insomma, bisogna mettere da parte le titubanze degli anni scorsi. “La comunità internazionale - ha poi aggiunto - non deve ripetere gli errori del passato.”
Sul fronte delle responsabilità, Trudeau non ha dubbi che “i Paesi che hanno sostenuto il regime di Assad condividano alcune responsabilità per gli attacchi chimici contro i civili”: il riferimento diretto è ovviamente per la Russia e per l’Iran.
Una posizione, quella del primo ministro canadese, sottoscritta dal segretario di Stato Usa Rex Tillerson, che una volta concluso in vertice G7 di Lucca raggiungerà proprio Mosca per un incontro con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. 
Si tratta del primo vertice ad alto livello Usa-Russia dall’elezione alla presidenza americana di Trump. 

Donald Trump rifiuta di darle la mano, Angela Merkel rimane sbigottita

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TORONTO - Cafone-in-chief. Il dizionario Webster dovrà aggiungere questa nuova parola alla lingua americana, grazie a Vittorio Zucconi, giornalista di Repubblica, corrispondente da Washington D.C.
Ha dovuto scavare davvero in profondità per trovare una parola “diversa” per descrivere l’ultima gaffe o il gesto inspiegabile o quanto detto da “The Donald”.
Ormai per descriverlo sono state utilizzate tutte. La lingua inglese ha ormai i suoi limiti. Le parole descrittive per catturare l’insensibilità narcisistica del presidente sembrano tutte esaurite. 
Parolacce descrittive e profanità assortite potrebbero anche andare bene, ma non per la pubblica applicazione su questioni serie discusse fuori dalle quattro mura del ripostiglio per gli efflussi biologici di un sudicio bar. 
Dopo tutto stiamo parlando di una società educata nel paese più potente e più ricco del mondo. Una certa “raffinatezza” del linguaggio e nella condotta sono generalmente considerate obbligatorie.
Zucconi e altri giornalisti sono rimasti sbigottiti nel rifiuto di Trump di stringere la mano alla cancelliera tedesca Angela Merkel come prevede il protocollo cerimoniale della Casa Bianca.
Lei era la sua ospite. Il Paese della cancelliera ospita ben 38 basi militari americane (una è in procinto di chiudere) e 60mila personale militare americano che sostiene le politiche americane in Europa e nel bacino mediterraneo.
Uno scontroso Trump - nipote di un rifugiato tedesco - ha scelto invece di rimanere col broncio e distante.
Lui è il Comandante in capo, il Commander-in-chief. La posizione richiede qualcosa di più un comportamento rozzo, villano, grossolano, introverso, zotico, noncurante da contadino maleducato e ignorante ... “cafonesco”... cafone, avrà pensato Zucconi
Perché non giocare sul linguaggio del più significativo ruolo del presidente di comunicare il carattere del soggetto al quale è stata affidata la guida della più potente e distruttiva macchina militare al mondo, avrà pensato.
E voilà: “capo cafone”, “cafone comandante”, “cafone in capo” o, meglio ancora... “cafone-in-chief”. Rende bene l’idea ed è pure bilingue.
Attento Zucconi. Non sarà solamente Webster a cercarti.
TORONTO -  Gina Maltese è una insegnante in una scuola elementare innamorata del suo lavoro e della sua famiglia che sei anni fa, dopo aver scoperto di avare la mutazione del gene BRCA1 si è sottoposta alla rimozione di entrambi i seni e delle ovaie. Questo, per evitare di contrarre il cancro considerato che il rischio,  avendo questo gene mutato, è dell’87 per cento. 
Il referto patologico non ha indicato al tempo nessuna traccia di cancro alle ovaie, alle tube di Falloppio e al seno. «Ho pensato, bene, ho fatto la cosa giusta - dice la donna - sentivo di essermi tolta un peso che avevo sulle spalle e mi sono stata felice di aver preso quella decisione».
Fino a qualche mese fa, quando, ha notato un ascesso che non guariva sotto il suo braccio destro. Dalla scoperta alla diagnosi il passo è stato breve: cancro al seno allo stadio 4 che si è esteso ai polmoni e che, spiegano i medici, non risponderà alla terapia ormonale o alle cure dirette a colpire i recettori HER2. Il mondo le è crollato addosso di colpo. «Ero fuori di me - dice Gina Maltese - non riuscivo a crederci, non riuscivo a credere che dopo tutto quello che avevo fatto per prevenirlo, alla fine mi è stato diagnosticato il cancro».
Ora nonostante i medici dicono che non è curabile e che la chemioterapia standard può solo allungarle la vita, la mamma di due bambini, Cristina ed Anthony, non si arrende. «Voglio vivere. Non voglio rimanere qui per un mese o due. Voglio esserci per un tempo più lungo, per i miei figli e per mio marito», ha detto la Maltese la scorsa settimana prima di prendere un aereo alla volta della Germania dove in una clinica verrà sottoposta ad una chemioterapia all’avanguardia che non è disponibile in Canada. Alla Maltese servono almeno quattro cicli di chemio del costo di 35mila dollari ciascuno. Tramite una campagna GoFundMe partita dieci giorni fa sono stati raccolti 74.470mila dollari del goal prefisso di 100mila dollari mentre il suo medico al Princess Margaret Cancer Centre di Toronto ha accettato di sostenere la sua richiesta per un finanziamento provinciale per gli ultimi due cicli di chemioterapia.
Visto come sono andate le cose, la Maltese ora si è pentita di essersi sottoposta agli interventi chirurgici per asportare seno e ovaie: sarebbe stato meglio, dice, sottoporsi alle visite di screening ogni sei mesi in modo che i medici avrebbero scoperto il cancro sul nascere, quando era ancora curabile. «Mi vengono tanti dubbi ora - dice Gina Maltese - se non mi fossi sottoposta agli interventi chirurgici e fossi andata periodicamente a controllarmi forse sarebbe stato meglio».