Corriere Canadese

Sebastiano Bazzichetto
 
TORONTO - In un mondo in continuo movimento ed in una società in frenetica evoluzione (ed involuzione) uno degli elementi che più manca alle nostre esistenze è il tempo, padre di tutte le cose, secondo molti sociologi e psicologi contemporanei il lusso del nuovo millennio. Senza voler scomodare il classico adagio virgiliano e le sue Georgiche o la ricerca clinica ed esasperata di Proust, è chiaro a noi tutti che “tempus fugit”, e inesorabilmente.
Se qualcosa viene a mancare è di fatto qualcosa di cui non si può fare a meno e, con il linguaggio fotografico, è quello che Ljubodrag Andric esprime attraverso le immagini de “Il tempo necessario” presso la Galleria dell’Istituto italiano di cultura. Inaugurata il 30 novembre scorso, la mostra parla di luoghi, di colori e di luce: una luce che non definisce solamente le forme ma che è la vera protagonista degli scatti di Andric.
Nato a Belgrado nel 1965 da padre scrittore e drammaturgo e madre attrice, l’artista all’età di quindici anni inizia ad occuparsi di fotografia. Studia letteratura all’università di Belgrado prima di dedicarsi completamente all’arte fotografica. 
Dal 1986 vive a Roma per poi trasferirsi a Toronto nel 2002, dove risiede attualmente.
Nel 2016 una selezione di scatti è stata in mostra presso la Fondazione Querini Stampalia a Venezia, dal 25 luglio al 2 ottobre, e alla Triennale di Milano, dal 2 agosto al 25 settembre. 
Una mostra dedicata al suo lavoro si aprirà inoltre al Musée des beaux-arts di Le Locle, Svizzera, nel febbraio di quest’anno.
Domani sera, l’artista parlerà dei suoi lavori in conversazione con la professoressa Marta Braun, docente presso la Ryerson University di Toronto. 
Seguirà un momento di domande e risposte tra l’artista ed il pubblico presente
 
(Mercoledì 11 gennaio, ore 18.30: Istituto italiano di cultura, 496 Huron Street, Toronto – Ingresso libero)