Corriere Canadese

L’Italia, si sa, è terra di santi, poeti, navigatori e...bevitori. Nel Bel Paese tutti inneggiano a Bacco, alcuni più degli altri semplicemente perchè conoscono il vino da più tempo.
  In Friuli, per esempio, sono la bellezza di tremila e passa anni che gustano giornalmente quello che oggi viene definito il tajut. Un pò di millenni or sono, non esistevano osterie. Ma di friulani assetati c’erano anche allora. Quindi diversi “taj di blanc o di ros” fortificavano la gente comune prima di andare a “lavorona’ , daj di schene di sche, petaj di vene” , a lavorare sodo, come facevano a Toronto prima di aver accumulato, bez e pile sotto forma di dollaroni. L’abitudine di ritrovarsi con gli amici in osteria è ancora molto sentita in Friuli, da chi lavora ed anche dai nullafacenti.
    Il vino ed il Friuli vanno a braccetto praticamente da sempre, più o meno mille anni prima della nascita di Cristo (tremila più spiccioli). Ad Aquileia, cittadina in provincia di Udine fondata dai romani nel 181 AC, hanno infatti trovato un coccio di creta con dentro la posa di un vino vecchio, ma vecchio assai. Gli scenziati hanno confermato che si tratta di “succo di uva fermentato” risalente a tre secoli or sono. Non hanno specificato se si trattasse di vino rosso o bianco.
Ma come spiega il noto chef, Gianni Ceschi, forza trainante della Culinary 2000, i suoi conterranei quando messi di fronte alla amletica scelta di bianco o rosso, ripondono salomonicamente: “Blac o neri baste cal sedi bon!”.
     Lo chef Gianni ha offerto un paio di ulteriori modi di dire furlan: Cul vin sta fra amis cu l’aghe si lava i piss, dove amiis sta per amici e piis per piedi. Poi c’è un delizioso: Un blancut che dopo des feminis a le mior di dut, ossia dopo le donne un biecchierotto di bianco è quanto di meglio ci sia. Il ritrovamento del vecchissimo vino   ha riportato alla mente che a molti personaggi famosi piaceva alzare il gomito; in onore del vino hanno creato poesie e frasi restate famose. Eccone alcune:
 
Sia benedetto chi per
primo inventò il vino
che tutto il giorno mi fa stare allegro 
(Cecco Angiolieri, poeta toscano del 1300).
 
 Et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni. 
(Leonardo da Vinci)
 
Grande è la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia, un buon libro, un buon amico. 
(Moliere, attore teatrale francese del 1600).
 
Non si può vivere bene dove non si beve bene. 
(Benjamin Franklin, uno auri della  Costutuzione degli Stati Uniti).
 
La vita è troppo breve per bere vini mediocri. 
(Goethe, scrittore tedesco).
 
 La felicità, come un vino pregiato, deve essere assaporata sorso a sorso.
(Ludwig Feuerbach, filosofo tedesco)
 
Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva,
si gusta, si sorseggia e… se ne parla.
(Edoardo VII, re d’Inghilterra adl 1901-10).
 
Il vino aggiunge un sorriso all’amicizia
ed una scintilla all’amore.
(Edmondo De Amicis, scrittore autore del libro Cuore).
 
L’acqua divide gli uomini; il vino li unisce.
(Libero Bovio poeta napoletano del primo 1900)
 
L’uomo è come il vino: non tutti i vini invecchiando migliorano; alcuni inacidiscono.
(Eugenio Montale (1896 – 1981), poeta e scrittore).
 
Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo.
(Ernest Hemingway (1899 – 1961), scrittore americano).
 
Amo sulla tavola, quando si conversa,
la luce di una bottiglia di intelligente vino.
(Pablo Neruda (1904 – 1973), poeta cileno).
***
Non è chiaro da dove derivi il termine “tajùt” sul quale si sono fatte numerose ipotesi. Alcuni sostengono che, in origine, fosse il segno sul bicchiere indicante la “giusta misura” di vino che veniva elargita dall’oste. Altri invece ritengono che il termine sia nato per indicare una particolare mescola di vino che era realizzata con vini di bassa gradazione, che venivano poi “tagliati” con vini più corposi.
 
***Nella foto il boccale dove sono stati rinvenuti i resti del vino di 3000 anni or sono.
 

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Nicola Sparano

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