Corriere Canadese

In coda il campionato è gia finito quando c’è ancora tutto il girone di ritorno da giocare. Crotone e  Pescara  torneranno da dove sono appena arrivate, il Palermo paga la coduzione stramplata del mangia-allenatori Zamparini.
Per le tre la retrocessione è scontata, nonostante la matematica conceda loro chance teoriche. Recuperare 11 punti dalla quart’ultima è possibile, ma a patto che questa quart’ultima entri in crisi profonda e sciupi il tesoretto di punti già conquistato.
Tre sono le squadre praticamente condannate e nove quelle che non sanno per cosa giocare, quale traguardo raggiungere. Tanto per  giocare concluderanno il campionato il Toro 30 punti, Cagliari 26. Udinese e chievo 25, Sassuiolo, Samopdoria e Genoa 24, Empoli 21.
Con mezzo campionato svuotato di interesse sorge un legittimo dubbio. Ma davvero tra un mesetto, quando questa distanza sarà probabilmente ancora più ampia, tutte le squadre giocheranno con lo stesso spirito? Non ci sarà qualcuno che si “scanserà” contro avversarie amiche, o almeno non nemiche dichiarate?
Per rendere il campionato più competitivo ed intereressante servirebbe ridurre il numero delle quadre da 20 a 18. Cosa che il presidente della Figc Carlo Tavecchio ha escluso categoricamente.
Avanti così, dunque. E meno male che la Juve ha accusato qualche flessione che tiene aperto il discorso scudetto e di riflesso la zona Champions.
Per lo scudetto la favorta d’obbligo resta la Signora bianconera e sarebbe il sesto titolo consecutivo, roba da record assoluto nel nostro campionato. 
La Roma soprattutto, ma anche il Napoli, sperano che la corazzata di Allegri faccia ancora acqua in trasferta per tentare l’impossibile. 
Roma e Napoli, comunque, sono al momento le favorite per gli altri due posti Champions (dal 2018-19 saranno 4) per i quali sono  in lizza anche Lazio e Inter. 
Queste ultime due squadre tirano la volata per la coppa dei poveri in palio nell’Europa League alla quale accederanno quattro sqaudre italiane.

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Nicola Sparano

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