Corriere Canadese

Spumante e grattatina. Lo spumante per festeggiare, la grattatina per scaramazia. Dentro l’anno nuovo c’è un numero poco simpatico (17) che solo a nominarlo si aprono cupi scenari di disgrazie e malasorte. Siccome però il 17 è preceduto dal 20 - e questo numero significa festa ed allegria - il 2017 potrebbe non essere malaccio. 
Sui due numeri abbiamo avuto - io e colui che abita nello specchio del mio bagno - il primo botta e risposta dell’Anno Domini MMXVII (2017 in numeri romani).
  Buon giorno e buon anno. Come mai pendi da una parte?
- Probabilmente mi sono grattato tutta la notte mentre ero in braccio a Morfeo.
E perché ti gratti?
- Siamo nel 2017.
Embè, hai qualcosa contro l’anno nuovo?
- La parte finale.
Stamattina sembri un telegramma, poche parole per spendere poco. Chiarisci, peppiacere.
- La parte finale della cifra, il 17, mi preoccupa. E perciò mi gratto, come fanno tutti coloro che provano a tenere lontana la malasorte.
Fammi capire, tu credi davvero che il 17 porti sfiga?
- Io concordo con Eduardo De Filippo, lo ricordi?
Eccome no? Nacque nel 1900, ebbe tre mogli ed una carriera stellare nel teatro e nel cinema. Cosa diceva il grande Eduardo a proposito delle proprietà malefiche del 17?
- “Non è vero, ma io ci credo”.
Ci credevamo anche noi da ragazzi, ricordi “otuocco”?
- Era una specie di “morra” che facevamo quando bisognava decidere chi dovesse andare, o scegliere, per primo.
Ricordi bene. Se il conteggio risultava essere 17, tutti a grattarsi o fare le corna. Poi si rifaceva il gioco proprio per non dare importanza al numeraccio.
- Il 17 nella Smorfia significa appunto disgrazia, malasorte, sfortuna, sventura e compagnia bella. Ma da dove viene, come nasce la malanominata del 17?
Hai presenti i romani antichi?
- Senti un po’, questo viziaccio di rispondere ad una domanda con una domanda lo ha la signora moglie e mi fa inchianare i cosidetti. Comunque,  so dei romani ma in latino me la cavavo a malapena.  
Fai attenzione che ti illumino: in cifre latine il 17 si scrive XVII il cui anagramma dà VIXI che vuol dire “io vissi”, e quindi “sono morto”. Le due parole  erano sulle tombe, sotto il nome.
- Mi sembra esagerato demonizzare il 17 solo per questo.
Ci sarebbe anche il fatto che nella Bibbia sta scritto che il diluvio universale ebbe inizio il giorno 17 del secondo mese nell’anno seicentesimo della vita di Noè.
- Capperi, questa non la sapevo. Credevo come fosse Matusalemme quello che è stato più di tutti aldiquà prima di andare aldilà.
Saprai che sotto l’acero, qui in Canada, è il 13 ad essere considerato come il 17 nel Bel Paese.  
- Gnorsì, ma loro ci mettono anche il carico da 11. Qui il 13 è talmente malvisto che nei palazzi che grattano le nuvole non esiste il 13mo piano, si passa dal 12 al 14. 
 Anche nel Paese che era il nostro ora ci sono i grattacieli. Ma   il 17 piano esiste, almeno sembra, visto che manco Internet ha saputo darmi una risposta precisa. So però che ad Amsterdam un famoso ristorante è proprio al 17mo piano e sfida i superstiziosi a frequentarlo. Di clienti italiani questo ristorante ne vede pochi, o niente del tutto.
- Ma perché questi due numeretti sono portatori di scarogna, da dove viene la loro malanominata?
La superstizione del 13 nasce dal fatto che Giuda era la tredicesima persona nell’Ultima Cena di Gesú. 
- Si, vabbè. Ma posso farti una domanda?
Dimmi pure,  nello specchio possiamo parlare  di tutto.
- Hai detto pesta e corna del 17, ma che ne dici del 20 che viene prima?
Ohimaronna santa, hai ragione. Il 20 nella smorfia è la festa! Il venti è il numero più “festaiolo”, quello che porta con se divertimento ed allegria.
- Ricapitolando, festa e malasorte. Il 2017  in termini di Smorfia ha due significati diversi. Ma siccome il 20 identifica il secolo e il 17 soltanto il decennio, nella somma delle previsione vince il numero più grande.
Sulle feste nulla da dire, speriamo vincano la partita col 17. Ma forse possiamo influenzare l’arbitro, magari ce lo compriamo.
- Comprare l’arbitro, e come?
Facendo gli scongiuri tradizionali, quelli che funzionano.
- Sarebbero?
Toccare ferro, grattatina a mano nuda, corno rosso sempre a portata di mano, ricorrere spesso al gesto delle corna.
- Niente altro?
Ci sarebbe il sale, quello da cucina. Ogni mattina, quando usciamo dallo specchio, dobbiamo gettare un pizzico sopra la spalla sinistra e la giornata passerà liscia.
- Mò viene la Befana. Che metterà nella calza numero 2017?
Quello che dovrebbe mettere nella calze di tutti noi italici trapiantati sotto l’acero: discreta salute e poca neve da spalare.
- Amen.
 

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Nicola Sparano

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