Corriere Canadese

Gli animali per prendere voti, il cieco che ci vede. Due fatti di cronaca italiani che ribadiscono come il nostro Bel Paese e' in continua evoluzione, sempre alla ricerca di modi nuovi per tirare la carretta.
Partiamo dall'amico degli animali che ai tempi della nostra gioventù era Angelo Lombardi. Questo Lombardi, che non aveva nulla a che fare con il compianto “Johnny fa na bona jobba”, aprì gli schermi della Rai alle bestie di tutte le razze, domestiche, feroci e mezzo e mezzo. La prima trasmissione nel 1956, l'ultima nel 1964.
Fu probabilmente in quegli anni che agli italiani scoppiò l'amore per gli animali a quattro, due e senza zampe del tutto (serpenti in primis, ma anche pesci). Prima il cane era da caccia o faceva la guardia, il gatto si pappava i topi che si azzardavano ad entrare in casa, l'asino tirava la soma e basta. Insomma, allora, gli animali facevano gli animali e non venivano elevati al rango di figlio a quattro zampe, come ora.
 In un primo tempo questo amore tra cristiani e bestie rimase una questione privata tra padrone/a e Fido oppure Micio.
Poi con il nuovo secolo, esattamente nel 2006, nel Bel Paese viene fondato il Partito Animalista Europeo che si presenta cosi:
Il P.A.E. , forza politica extraparlamentare, è un movimento politico indipendente ed autonomo, non ideologico ma pragmatico, costituito a Roma ed attivo dal 2006. Il PAE intende prendere parte al processo politico con l'obbiettivo di collocare la tutela giuridica degli animali ai primi posti dell'agenda politica e sociale e di convincere le altre parti a sostenere gli interessi degli animali. 
Il significato delle frasi non è certamente sfuggito alle bestie più acculturate. Per i cristiani normali significa, ad occhio e croce, che il partito intende mettere un fuochino sotto le poltrone dei politici che agiscono come se Fido o Micio non avessero gli stessi diritti delle bestie umane.
Quel partito non ha mai presentato liste per qualsiasi elezione. Ora, però, le cose sono cambiate per merito nientedimeno che di Berlusconi cavalier Silvio. Il giovanotto di 81 primavere, la cui stella politica è da tempo in fase calante, cerca di rilanciarla con Fido e Micio, un pò come fece con il Milan quando fondò Forza Italia.
Il Cavaliere ha infatti lanciato il Movimento Animalista, un vero e proprio partito politico.
«Sono felice di essere socio fondatore di questo movimento animalista, di questo partito politico di cui sentiremo forte ed alta la voce», ha detto.
L'entrata in campo dell'ennesimo partitelo è giustificata con il fatto accertato che “una famiglia su due in Italia ha animali da affezione”.
Un sondaggio effettuato su duemila persone con “animali di affezione” indica che se alle prossime elezioni si presentasse il Partito per la difesa degli animali avrebbe il 20%, come a dire 160 parlamentari e 63 senatori.
Il Cavaliere, insomma, ora che non ha più il Milan, come base per ramazzare voti, si attacca agli animali per tornare a galla. E chissà che non ci riesca. 
Ed eccoci, al caso del furbetto di Mantova.
 Non ci vedeva da nessuno degli occhi.
Immaginate, una vita nel buio totale, sempre scuro come la mezzanotte.
Perchè manco un filo di luce, una lama di sole, vedeva.
La cecità al cento per cento del poveretto era certificata, bollata, vidimata, attestata, garantita, testimoniata e provata dalle autorità in generale e dall'Inps in particolare.
L'Inps sarebbe Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. La principale attività dell'Inps è quella previdenziale, ossia il pagamento delle pensioni di vecchiaia, anzianità e di invalidità.
Per ottenere una pensione di invalidità la procedura stabilisce che si deve inviare all'Inps un certificato rilasciato da un medico certificatore accreditato, il quale illustra la certificazione medica richiesta, inclusa una breve descrizione della diagnosi e dello stato obiettivo di salute, attestando, che il richiedente: non è in grado di deambulare (spostarsi) senza l'iuto permenente di un accompagnatore. 
Una volta ricevuto il certificato medico, il richiedente deve presentarsi ad una commissione di medici che ne accerti le condizioni di salute dando il via alla pratica vera e propria per la pensione.
Detto questo, ecco la notizia.
A Mantova hanno pescato un tizio di 34 anni che cavalcava una Vespa.
Embè, direte voi, è forse proibito andare in giro in moto?
No, ma in questo caso, la questione è che il guidatore non doveva essere in grado non solo di guidare il mezzo, ma neanche di vederlo. Perchè l'individuo risultava avere lo status di cieco assoluto dal 2001. Da quell'anno, sino al 2016 ha ricevuto un bella pensione per se, ed una altrettanto bellina per il cane accompagnatore, per un totale di oltre 200.000 (duecentomila) Euro. Il fatto di essere cieco certificato non impediva al lestofante di campare come un cristiano che avesse occhi buoni e funzionati. Tra le attività di uomo vedente, il malandrino aveva anche l'abitudine di scorazzare in sella ad una dei tre motorini Vespa che possedeva. Gli sbirri lo hanno ripreso mentre guidava, gli hanno sequestrato i mezzi e lo hanno denunciato per truffa aggravata ai danni dello Stato. Il fatto di esser  stato pescato con le mani nel vasetto della marmellata ha spinto il montovano al patteggiamento. La codidetta giustizia gli ha affibbiato due anni di gattabuia ed una multa di 600 (seicento) Euro. Multato di 600 Euro quando ne ha fregati 200.000? E gli altri 199.400?
Nel riportare la notizia, gli organi di stampa non hanno accennato se i vari medici che non hanno visto che il cieco ci vedeva benissimo, pagheranno in quale modo la loro maladiagnosi. Nessuna denuncia nei loro confronti per aver certificato il falso.  E che dire dei funzionari che hanno continuato a pagare per 15 anni senza nessun controllo-accertamento? 
Il caso del cieco che ci vedeva non è il solo, putroppo. Il Bel Paese, purtroppo, è pieno di “furbetti” che sfruttano lo stato, dovunque e comunque è appena possibile farlo. I truffatori, se pescati, generalmente se la cavano con una pena lieve, mai con la sospensione a tempo della licenza medica, come nel caso di Mantova. 
Se al finto cieco hanno dato due anni per aver fregato 200.000 euro quanta gattabuia dovrebbe fare un professorone della commissione medica che lo ha autorizzato a truffare e che di stipendio si porta a casa probabilmente 200.000 cocuzze all'anno, se non di più?
*Nella foto, Berlusconi mentre allatta un agnellino; il “cieco” di Mantova in sella slla sua Vespa.
La buonanima di mio nonno diceva sempre una verità antica nota a tutti: la vecchiaia è una carogna, ma se non ci arrivi è una vergogna.
 
Lui, il nonno, campò fino a 96 anni. Aveva ancora una folta chioma bianca, tutti i sensi ed era imbattibile a scopa anche se pretendeva di non ricordare più come si faceva il 48, il metodo di tenere a mente le carte uscite per indovinare le ultime tre dell’avversario.
 
La storia della carogna e della vergogna è diventata di attualità al momento in cui il medico mi ha presentato il conto verbale dopo l’ultima visita cosiddetta di controllo.
 
«Lo zucchero ha raggiunto i limiti di guardia, se li superi sono guai con la pala. Devi metterti a dieta, fare ginnastica seria per ridurre la circonferenza del troppone. Con meno zucchero e meno pancia potrai sperare di campicchiare abbastanza bene un altro poco di anni», disse serio e conciso il dottor T. dopo aver letto nel computer i risultati degli esami di sangue, urina e kilistramuort.
 
«That’s it, mo’ ti acconcio io, ti aggiusto per benino». La signora moglie, quando è agitata diventa poliglotta e si esprime in tre lingue, canadese, napoletano e italiano. 
 
Alle parole seguono i fatti che sarebbero la dieta in cinque punti: 1) niente pane nostrum (pagnotte e filoni); 2) pasta soltanto la domenica; 3) un bicchiere piccolo di vino, uno solo, a pasto; 4) scarole, verze e verdure assortite a volontà; 5) mezz’ora giornaliera di camminata a passo spedito, veloce quanto basta per aumentare i battiti del corazon e far uscire la lingua dalla bocca.
Chiaramente, protesto “allucco” (napoletano per urlare) e mi dispero mentre si “inchianano” i cosiddetti. Poi provo a contrattare, please almeno un piatto di pasta in più a settimana, il bicchiere di vino più grande. 
 
Niente, nada, manco pà capa.
 
La dieta resta com’era ed io mi rassegno al triste calvario culinario. Mi rassegno perchè la vitaccia è diventata corta e preziosa assai.
 
La prima settimana a stecchetto è stata un supplizio, la seconda peggio. 
 
Dopo la terza ho dovuto fare un buco extra alla “currea” (cintura). 
 
Ora siamo nel bel mezzo della quarta, la fame c’è sempre, ma almeno corricchio più leggero.
 
L’attività fisica anti-panza avevo iniziata a farla camminando camminando, senza mai arrivare a nessun posto. Nel senso che sudavo sul tappeto volante dell’attrezzo che non si muove. 
 
Stare fermo e pedalare nel nulla è come fare a cappellate con i passeri. 
 
Così sono uscito fuori, nel parco sotto casa. 
 
Qui, nel parco, ci sono sempre andato a riposare il cervello, rilassandomi al fruscio dell’acqua di un ruscelletto che scorre placido verso il lago. 
 
Prima riposavo e mi rilassavo. 
 
Ora le cose sono cambiate. stare in riva al ruscello è diventato una specie di incubo.
 
 Non so come, non so perchè, ma come vedo una foglia sull’acqua il cervello la trasforma in un piatto di spaghetto alle vongole. 
 
Un pezzo di ramo trascinato dalla corrente diventa un panino alla porchetta. 
 
Se per caso c’è un mallardo, me lo immagino allo spiedo. 
 
Con l’acqua, inoltre, provo a fare il Gesù Cristo come alle nozze di Cana. 
 
Ahivoglia, neanche le preghiere servono.
 
 L’acqua rimane acqua.
 
 E a me rimane fame e sete.
 
Ma per provare campare di più e meglio qualche si deve stringere la vinta.
 
La strada per dimagrire è tutta in salita, pardon è tutta insalata.
 
Se la pancia resta vuota, almeno gli occhi posso perà riempire.
 
Avrete notato, scommetto, la presenza di due foto di Miss America. 
 
Perchè proprio Miss America? 
 
Perchè è una guagliona.
È proprio una guagliona essendo nata, udite udite, a Napoli, nella base militare nei pressi dell’aeroporto di Capodichino. 
 
La Miss napoletana si chiama Kara McCullough.
 
Ha la pelle abbronzata, come direbbe Berlusconi.
 
 I capelli sono ricci naturali. 
 
Il corpo perfetto.
 
 Il sorriso è smagliante.
 
La bocca molto ben formata.
 
La lingua, però, parla riciclando le idee del primo figo del bigonzo del suo paese, Donaldino Trumpatore.
 
 Perchè quando le hanno chiesto se l’assistenza sanitaria in Amerika è un diritto un rivilegio, la Kara ha risposto: è un privilegio.
 
 Come a dire che per averlo averlo devi scucire molti soldoni. 
 
E chi non ha si arrangi.
 
Perchè solo femminucce e niente maschietti? Esigo l’applicazione della par condicio.
 Certe telefonate a volte ti pigliano in contropiede. Ma sono anche come un raggio di sole in una giornata di pioggia. Come pioveva, come pioveva. Ricordate quella vecchia melodia sussurata da Achille Togliani quando le canzoni avevano un senso?
 L’altro giorno, mentre l’acqua scorreve a catinelle, picchiando sul tetto, con un tic-toc tic-toc da   manicomio, ecco che suona il telefono. 
Humm, grugno io che quando in casa non c’è la signora manco ’pa capa che arrispondo alla telefonate.
Dall’altra parte del marchingegno arriva la squillante risposta:
«Pronto, sono io, come vanno le cose calciopallonistiche?».
Io sarebbe Elvira,  una giovanotta che era signorinella quando Achille Togliani cantava Quando Pioveva.
Si chiama come si chiama, ma ora la battezzo Elvira. Ha una coscenza profonda delle cose calciopallonistiche, come dice lei, ed una storia di quelle che andrebbe data da studiare alle generazioni che oggi hanno pappa e ciccia e nessuna meria storica.
L’Elvira è nata in Istria, quando questa regione era italiana. Dopo la guerra, gli istriani furono cacciati via da Tito e rimandati in Italia dove furono accolti di malagrazia. Elvira e altri istriani finirono in campi di profughi, quasi come oggi avviene con chi viene dall’Africa con i gommoni. I gommoni di allora erano i carri merce dei nuovi padroni della Jugoslavia.
 In uno di quei campi Elvira conobbe un aspirante portiere, Ettore, che aveva un idolo: Aldo Oliveri il numero uno dell’Italia che vinse il mondiale del 1938.
Per Elvira galeotto fu il pallone. Sposò il suo Ettore, che era di origine marchigiana, per qualche anno vissero nei dintorni di Napoli, poi a metà degli anni 50 si trasferirono in Canada.
Quando Ettore non era ancora andato aldilà, spesso mi raccontava la sua vita di doppio profugo e di come fosse diventato tifoso dell’Inter dopo aver visto giocare Giuseppe Meazza.
Ora chiacchiero con Elvira, anzi lei parla, io ascolto.
«Conosci il significato di par condicio?», esordisce.
 
>Io rispondo: ad occhio e croce significa, parità di condizione di accesso ai mass media.
 
«Esatto. E allora dimmi, perchè la par condicio non esiste nei Controsport? Perchè sempre donnine e mai giovanottoni. Anche a noi abbiano i nostri diritti. Anche vogliamo rifarci gli occhi».
> Ma guarda un pò, allibisco sorpreso, ma non tanto, visto che l’Elvira, nonostante gli anni, è una donna moderna e che a suo tempo ha buttato via il reggiseno.
 
«Guagliò – imita l’accento napoletano - a me piaceva Bobo Vieri, ma ora s’è diventato chiattulillo. Ora preferisco il Cristiano di fatto e di nome».
 
>E chi sarebbe questo Cristiano?
 
«Madonna, e lo domandi pure? Si tratta di Ronaldo che è forte, bello e simpatico. Al Pipita se lo mangia, vedrai».
 
>Come se lo mangia?
 
«Impanato e fritto. Scherzo, ma non tanto. Nella finale della “pignata” più importante, Ronaldo stravince come immagine. Lui è tirato a lucido, il Pipita è chiattulillo. Con la palla al piede il primo fa cose e pazz, il secondo la butta dentro. Sarà una  finale cazzuta. Io faccio il tifo per la Signora, ma solo in questa circostanza, per italianità. Altrimenti avrei tirato per i caballeros perchè hanno quel tizio dalla doppia zeta».
 
> Vuol dire Zidane?
 
«Propio accussì, proprio lui il gran capron de Francia. Io lo ringrazio sempre averci fatto vincere il mondiale nella città dove l’imbianchino coi baffetti, Aldofo, si imbarcò per l’aldilà».
 
>Perchè fu Zizou a farci vincere il mondiale che nessuno si aspettava?
 
«Se non si faceva cacciare per la capocciata a Matrix, chissà come si metteva per noi».
 
>Quella capocciata l’arbitro non la vide, meno male che un guardalinee ebbe l’occhio di falco...
 
«A proposito, finlmente dall’anno che viene mettono la Var in campo. Con la moviola, per esempio, forse il derby dei piemontesi sarebbe finito diversamente».
 
>Perchè?
 
«Con la moviola in campo si sarebbe appurato che l’acquaiolo granata  aveva preso la palla e non lo stinco di un nerobianco, pardon bianconero». 
 
>La Var è un oggetto meccanico, ti dà l’immagine e basta. Poi tocca analizzare l’azione, vagliarne i pro ed i contro.  E qui faremo notte perchè quello che per alcuni è fallo, per altri non lo è.
 
«Sarà pure vero, ma speriamo che almeno gli aiutini diminuiscano di intensità pro questa squadra, o quella. Così forse l’anno che viene finisce il filotto scudettato della Signora».
 
>Antonio Conte sta vincendo lo scudetto anglè...
 
«Brav’Antonio, vot’Antonio come coach dell’anno. Gli anglè si stanno prendendo una seconda aspirina tricolore. Il loro è un calcio di cavalli che corrono e corrono, senza sapere esattamente dove vanno. A meno che a guidarli non ci sia un italiano come Antonio e Claudio».
È possibile sposare se stesso?
Può una farfallina tatuata turbare i desideri del Bel Paese?
Stareste cinque giorni in fila per comprare un paio di scarpe da ginnastica?
Se l’espresso lo gustate senza zucchero, al momento di pagare pretendete lo sconto?
 
Quattro domande per altrettanti fatti di cronaca italiana. Quelle che una volta erano definite “americanate” si sono trasferite nel Bel Paese. Le stranezze ormai hanno il marchio Made in Italy. Agire fuori dalle righe, sforzarsi di essere diversi, è una moda consolidata, sempre ricca di nuovi capitoli. 
Normalmente si “copia” l’Amerika,  ma in un caso è stato fatto di meglio essendo che l’idea  non è stata mai partorita da nessuna altra mente bislacca al mondo.
Si tratta di sposare se stesso. Lo ha fatto un parrucchiere quarantenne di Sant’Antonio Abate, un piccolo pesino del Napoletano. Nello Ruggiero, questo il nome dello sposo e della sposa, che ha ideato il...matrimonio single. Si è  sposato vestito da pinguino, con frack e cappello alto davanti a tanti invitati, in una sala famosa per i banchetti nuziali. 
 
“L’ho fatto – ha detto – perchè se a 40 non sei sposato, la società ti emargina. Ed io non voglio essere un emarginato».
«Credo che non potrò mai amare nessuno quanto amo me stesso». 
«Sono l’anima gemella di me stesso ma il mio cuore resta aperto a tutte le persone che ho aiutato». 
 
In questo matrimimonio single, di strano c’è anche il fatto che nel Bel Paese ormai non si sposa più nessuno, tutti convivono, stanno insieme e fanno qualche figlio senza avere l’anello al ditino. Il nostro Nello, invece, ha scelto di convivere con se stesso e si è messo due fedi, una sopra l’altra, perchè lui è anche lei, e viceversa.
 
Ed eccoci alla farfallina che, a detta dei media italici, turba i desideri degli italiani. La farfallina in questione è quella che la Belen ha quasi tra le gambe. Un momento, che avete capito? Si tratta del tatuaggio di una farfalla che la tizia mette in mostra per far vedere che lei non porta neanche la foglia di fico laddove la modestia lo imporrebbe.
La tizia “io mi spoglio, voi sbavate”, l’altro ieri era in Abruzzo, a Vasto, dove ha posato per una linea di bikini. 
Naturalmente c’erano molti guardoni, tutti posizionati per vedere la farfalla finta e immaginare quella vera.
 
Dalla farfalla ai piedi, il passo, per così dire, è breve.  Una strada di Torino, via Accedemia delle Scienze, è stata trasformata in una specie di campeggio, perchè eranoe in vendita delle scarpe da ginnastica. Per cinque giorni un centinaio di cretinotti hanno portato finanche delle tende per essere i primi ad entrare nel negozio. Ma che scarpe erano queste scarpe? Erano quelle che portano coloro che mettono la palla grande in buca, i cestisti. La differenze? Erano firmati da un rapper amerikano, Kayne West, che nel Bel Paese  devono considerare un padreterno, mentre altrove non lo conosce quasi nessuno. Quanto costano queste benedette calzature? 220 Euro, 220 e buona passeggiata.
 
Per chiudere, facciamoci un bel caffè. In un paesotto della Calabria campa un medico condotto che ha oliveti e vigneti a non finire. Questo dottore prende l’espresso senza zuccero, forze perchè di zucchero ne ha già troppo nel sangue, o forse no. Resta il fatto che al momento di pagare non depostia un Euro in mano al cassiere, ma 90 centesimi, “perchè - spiega - non pago per lo zucchero che non uso”.
Il povero cassiere fa buon viso e cattivo gioco, perchè ha figli piccirilli che hanno bisogno del dottore stitico di tasca.
Ma appena il medico stitito lascia il lovale, il barista sbotta: tirchio, vaffanduculu!
 
*Nelle foto, la Belen in posa a Vasto; il parrucchiere che ha sposato se stesso; a Totò e Peppino non è mai passato per la testa di non zuccherare l’espresso.
 
 
È possibile sposare se stesso?
Può una farfallina tatuata turbare i desideri del Bel Paese?
Stareste cinque giorni in fila per comprare un paio di scarpe da ginnastica?
Se l’espresso lo gustate senza zucchero, al momento di pagare pretendete lo sconto?
 
Quattro domande per altrettanti fatti di cronaca italiana. Quelle che una volta erano definite “americanate” si sono trasferite nel Bel Paese. Le stranezze ormai hanno il marchio Made in Italy. Agire fuori dalle righe, sforzarsi di essere diversi, è una moda consolidata, sempre ricca di nuovi capitoli. 
Normalmente si “copia” l’Amerika,  ma in un caso è stato fatto di meglio essendo che l’idea  non è stata mai partorita da nessuna altra mente bislacca al mondo.
Si tratta di sposare se stesso. Lo ha fatto un parrucchiere quarantenne di Sant’Antonio Abate, un piccolo pesino del Napoletano. Nello Ruggiero, questo il nome dello sposo e della sposa, che ha ideato il...matrimonio single. Si è  sposato vestito da pinguino, con frack e cappello alto davanti a tanti invitati, in una sala famosa per i banchetti nuziali. 
 
“L’ho fatto – ha detto – perchè se a 40 non sei sposato, la società ti emargina. Ed io non voglio essere un emarginato».
«Credo che non potrò mai amare nessuno quanto amo me stesso». 
«Sono l’anima gemella di me stesso ma il mio cuore resta aperto a tutte le persone che ho aiutato». 
 
In questo matrimimonio single, di strano c’è anche il fatto che nel Bel Paese ormai non si sposa più nessuno, tutti convivono, stanno insieme e fanno qualche figlio senza avere l’anello al ditino. Il nostro Nello, invece, ha scelto di convivere con se stesso e si è messo due fedi, una sopra l’altra, perchè lui è anche lei, e viceversa.
 
Ed eccoci alla farfallina che, a detta dei media italici, turba i desideri degli italiani. La farfallina in questione è quella che la Belen ha quasi tra le gambe. Un momento, che avete capito? Si tratta del tatuaggio di una farfalla che la tizia mette in mostra per far vedere che lei non porta neanche la foglia di fico laddove la modestia lo imporrebbe.
La tizia “io mi spoglio, voi sbavate”, l’altro ieri era in Abruzzo, a Vasto, dove ha posato per una linea di bikini. 
Naturalmente c’erano molti guardoni, tutti posizionati per vedere la farfalla finta e immaginare quella vera.
 
Dalla farfalla ai piedi, il passo, per così dire, è breve.  Una strada di Torino, via Accedemia delle Scienze, è stata trasformata in una specie di campeggio, perchè eranoe in vendita delle scarpe da ginnastica. Per cinque giorni un centinaio di cretinotti hanno portato finanche delle tende per essere i primi ad entrare nel negozio. Ma che scarpe erano queste scarpe? Erano quelle che portano coloro che mettono la palla grande in buca, i cestisti. La differenze? Erano firmati da un rapper amerikano, Kayne West, che nel Bel Paese  devono considerare un padreterno, mentre altrove non lo conosce quasi nessuno. Quanto costano queste benedette calzature? 220 Euro, 220 e buona passeggiata.
 
Per chiudere, facciamoci un bel caffè. In un paesotto della Calabria campa un medico condotto che ha oliveti e vigneti a non finire. Questo dottore prende l’espresso senza zuccero, forze perchè di zucchero ne ha già troppo nel sangue, o forse no. Resta il fatto che al momento di pagare non depostia un Euro in mano al cassiere, ma 90 centesimi, “perchè - spiega - non pago per lo zucchero che non uso”.
Il povero cassiere fa buon viso e cattivo gioco, perchè ha figli piccirilli che hanno bisogno del dottore stitico di tasca.
Ma appena il medico stitito lascia il lovale, il barista sbotta: tirchio, vaffanduculu!
 
*Nelle foto, la Belen in posa a Vasto; il parrucchiere che ha sposato se stesso; a Totò e Peppino non è mai passato per la testa di non zuccherare l’espresso.