Corriere Canadese

TORONTO - Prima il vertice Nato a Bruxelles, quindi il summit G7, infine gli incontri con Paolo Gentiloni e Papa Francesco. È una settimana carica di impegni quella che attende il primo ministro Justin Trudeau. 

TORONTO - “I canadesi, specialmente quelli di origine italiana, sono orgogliosi di mostrare solidarietà con gli italiani mentre loro stanno ricostruendo dopo questo tragico disastro”. 

Una foto dell’ultimo dibattito tra i candidati in corsa alla leadership conservatrice. ---
 
TORONTO - L’attacco a muso duro contro la comunità italocanadese sul fronte fondi per il sisma, le denunce di irregolarità nei riding provinciali, adesso l’ombra delle schede incomplete nella corsa alla leadership federale. È un periodo tumultuoso quello che sta vivendo la galassia conservatrice e le sue mille anime nel nostro Paese, a livello provinciale e federale. L’ultimo scossone, in ordine di tempo, riguarda la possibilità - denunciata  in una email dal front runner Maxime Bernier - dell’annullamento di migliaia di schede contenenti i voti dei membri di partito in vista della convention torontina di fine mese, quando sarà annunciato il nuovo leader del Partito Conservatore. Ma quale sarebbe il problema? Stando a quanto comunicato dalla campagna dell’ex ministro degli Esteri del primo governo Harper, in questi giorni è iniziata l’apertura delle buste inviate dai tesserati che hanno diritto al voto. 
 
Una procedura certosina - sottolinea il partito - per la quale è stata contattata una ditta di consulenza esterna (la Deloitte) con il compito di certificare in modo equo, indipendente e imparziale  il regolare svolgimento della votazione. 
All’apertura delle lettere è ammessa la presenza dei componenti dello staff di tutti i tredici candidati rimasti in corsa dopo il passo indietro del grande favorito, Kevin O’Leary. 
Ma a quanto pare, dalle prime verifiche molte schede non sarebbero regolari. Stando alla procedura stabilita dal partito, infatti, una lettera per essere ritenuta valida deve essere accompagnata da una dichiarazione firmata e dalla fotocopia di un documento valido del tesserato, un indirizzo di residenza che deve corrispondere al singolo distretto nel quale viene espresso il voto, insieme alla scheda elettorale con la propria preferenza. Secondo la campagna di Bernier, circa un quinto dei voti finora ricevuti dal partito rischiano di essere annullati. 
La mancata validità sarebbe causata dalla mancanza della documentazione richiesta. “Questo significa - ha scritto Bernier in una email - che migliaia di voti non conteranno”.
Per ora la sede centrale del Partito Conservatore non ha confermato la presenza di questo problema, che invece secondo la campagna del candidato quebecchese potrebbe avere un peso significativo nell’esito finale della corsa alla leadership conservatrice.
La questione si fa ancora più ingarbugliata perché in seguito, alle preoccupazioni di Bernier, si sono aggiunte anche quelle di un altro candidato che nutre serie ambizioni di vittoria, l’ex ministro della Difesa Erin O’Toole.
“In effetti - ha fatto sapere il suo staff - non siamo in grado di dare un numero definitivo, ma possiamo confermare la percentuale del 20 per cento di schede” che presentano un qualche tipo di problema e che potrebbero quindi essere annullate. 
“Si tratta di un numero molto alto, molto significativo”.
Secondo le ultime cifre - ancora non definitive - gli iscritti al partito aventi diritto al voto sarebbero poco più di 259mila. 
Ammesso che tutti gli iscritti abbiano espresso la loro preferenza o stiano per farlo (hanno tempo fino al 26 maggio), e che la percentuale delle schede a rischio sia davvero del 20 per cento, staremmo parlando di oltre 50mila voti che verrebbero cestinati. Voti che, se fossero considerati validi, potrebbe tranquillamente spostare gli equilibri di forza da una candidato all’altro.
Insomma, tra i conservatori continua a non esserci pace, dopo le accuse dello stesso Bernier al primo ministro Justin Trudeau per la decisione di pareggiare le donazioni raccolte dalla comunità italocanadese a favore delle popolazioni colpite dal sisma in Centro Italia, fino a un massimo di 2 milioni di dollari. 
Prima di questa polemica, destinata peraltro a durare ancora a lungo, era stata la volta delle accuse e dei veleni a livello provinciale in Ontario in alcuni riding coinvolti nelle corse alla nomination. Una polemica che aveva costretto il leader del Progressive Conservative Patrick Brown a rivolgersi a una compagnia di consulenza esterna - la PwC - per controllare il regolare svolgimento delle restanti nomination in circa 60 circoscrizioni provinciali. 

Il conservatore Bernier disprezza le iniziative della comunità e vorrebbe ridurli a zero. Il primo ministro il 28 maggio ad Amatrice

TORONTO - “Amo l’Italia. Ma è un Paese ricco che è in grado di ricostruire. Perché non possiamo usare i soldi dei contribuenti per le nostre vittime degli allagamenti? È per comprarsi voti liberali in Canada?”.