Corriere Canadese

Richard Boraks

 
TORONTO - Permettetemi di fare i complimenti a voi e alla CFIB per la vostra posizione determinata e consistente sulla questione dei visti per i lavoratori dei mestieri.
Kelly mette sul tavolo alcuni punti importanti della discussione. Primo, ci sono circa 300mila posti di lavoro in Canada per i quali attualmente non vi sono richieste. Questo non è buono per il contesto macro economico e per la produttività.
Secondo, né Human Resource Canada né l’Immigrazione valutano appieno la gravità dell’innato pregiudizio verso i lavoratori semi qualificati o propriamente addestrati. Le loro politiche non servono ai bisogni dei datori di lavoro, e di conseguenza, all’economia canadese. Infatti, finalmente c’è un riconoscimento che molti dei posti di lavoro pubblicizzati per TFW non sono temporanei ma permanenti.
Terzo, Kelly suggerisce che tale schema venga utilizzato come modello per risolvere non solo la mancanza di lavoratori che affligge alcuni settori dell’economia - quello edilizio prima di tutto e più pesantemente - ma anche il problema dei lavoratori senza documenti.
Quarto, c’è una proposta su un percorso verso la cittadinanza sul quale la gente può finalmente discutere entrandone nel merito. Per farlo efficacemente alcuni devono mettere “acqua nel proprio bicchiere di vino”.
Il governo sembra pronto a considerare programmi sull’immigrazione che si basano sulla realtà. Realtà vuol dire considerare i tassi di ritenzione, i costi dei servizi sociali e i costi delle riunificazioni familiari.
Gli studi del Fraser Institute e di altri che il vostro giornale ha citato in passato potrebbero servire da guida.
Ogni programma federale economico sull’immigrazione sin dal 1972  ha fallito perché erano tutti basati sugli “obiettivi e le aspirazioni”, e non sui dati della realtà.
Un programma fattibile di immigrazione sui colletti blu può funzionare. Se lo faremo male, i vostri membri saranno i primi a subirne conseguenze negativi a lungo termine. Il riconoscimento delle politiche pubbliche della mancanza di lavoratori qualificati nei mestieri nel settore edile della GTA è cruciale, dal mio punto di vista, per arrivare a tale successo.
Quel settore è stato il sostegno nell’alto tasso di ritenzione, e nelle basse spese del governo sui servizi sociali, sui maneggevoli programmi di ricongiungimento familiare che alleviano le costanti pressioni dirette all’acquisto della casa e alle infrastrutture. Sono contento che la CFIB abbia assunto un ruolo guida per andare avanti.
 
Richard Boraks è un avvocato specializzato in temi di immigrazione

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