Corriere Canadese

TORONTO - Da lunedì 19 giugno è più facile diventare cittadini canadesi. Dopo aver ricevuto il Royal Assent, il via libera della Regina Elisabetta, infatti il Bill C-6 che conteneva le modifiche e gli emendamenti al Citizenship Act è diventato legge.
Una riforma importante che modifica, e in certi casi stravolge, le linee guida introdotte dal precedente governo conservatore nel campo dell'immigrazione, accorciando i tempi per ottenere la cittadinanza e soprattutto annullando la controversa norma che consentiva di revocare la cittadinanza canadese in caso di crimini contro l'interesse collettivo a chi ne avesse un passaporto di un altro Paese.
I cambiamenti, spiega la nota stampa del ministero dell'Immigrazione, dei rifugiati e della cittadinanza, riflettono infatti “la volontà del governo di velocizzare il processo di cittadinanza, migliorare l'integrità del programma e cancellare certe disposizioni che trattavano i dual citizen in maniera diversa dagli altri cittadini”. 
“L'identità del Canada è sempre stata contraddistinta dal significativo apporto economico, culturale e sociale degli immigrati” spiega il ministro dell'Immigrazione, dei rifugiati e della cittadinanza, Ahmed Hussen. 
“I cambiamenti al Citizenship Act - continua il ministro - aumenteranno l'integrità del programma, dando allo stesso tempo maggior flessibilità a chi può richiedere la cittadinanza per riuscire ad ottenerla, così da continuare a costruire la propria vita e il proprio successo in Canada”.
Alcuni dei cambiamenti al Citizenship Act saranno immediati, mentre altri entreranno in vigore in un secondo momento.  Questo per far sì che le agenzie interessate possano prima assicurare i cambiamenti regolamentari necessari e per realizzare i cambiamenti nei dipartimenti che dovranno rendere il passaggio da un processo all'altro più agevole per gli applicanti.
Una delle misure che sono entrate immediatamente in vigore è quella che riguarda la cancellazione dell'obbligo di continuare a vivere in Canada una volta ottenuta la cittadinanza. Questo, spiega la nota stampa del ministero, per “consentire una maggior flessibilità ai canadesi che potrebbero aver bisogno di vivere fuori dal Canada per motivi di lavoro o personali”.
Altri cambiamenti immediati sono, come detto, quello che cancella la possibilità di revocare la cittadinanza a chi commette reati contro l'interesse nazionale ed è in possesso di un passaporto di un altro Paese. 
I dual citizen che vivono in Canada e sono condannati per questo tipo di reati, spiega il ministero, saranno giudicati dal sistema giudiziario canadese, “esattamente come tutti gli altri cittadini canadesi che infrangono la legge”.  
Le modifiche che invece entreranno in vigore più tardi, precisamente verso l'autunno suggeriscono dal ministero, sono quelle che serviranno a dare maggior flessibilità nell’ottenimento della cittadinanza per gli immigrati più giovani e più anziani. 
Misure che, per esempio, riguardano la riduzione del tempo che un permanent resident deve aver passato in Canada per chiedere la cittadinanza. In questo il ministero dell'Immigrazione ha abbassato la tempistica da almeno quattro anni su sei a tre su cinque. 
In più è stata ridotta la forbice di età per le persone che verranno sottoposte a test linguistici e di conoscenza del Canada per ottenere la cittadinanza. Se prima la forbice comprendeva persona dai 14 ai 64 anni, adesso è stata ridotta alla fascia trai 18 e i 54.
Infine sarà conteggiato ai fini della richiesta di cittadinanza anche il tempo passato in Canada come temporary resident o persona sotto protezione. 
Ci sono poi altre modifiche che entreranno in vigore il prossimo anno, come ad esempio la norma che rafforza il processo di revoca della cittadinanza dando alla Corte Federale il compito di decidere nella maggioranza dei casi in modo tale, sottolinea il ministero, da “aumentare la correttezza del processo”.

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Leonardo N. Molinelli

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