Corriere Canadese

 
Dan Kelly 
TORONTO - Dopo le prese di posizione dei costruttori e dei sindacati, continua il dibattito sul bisogno che ha il mercato del lavoro canadese di lavoratori stranieri. Oggi pubblichiamo il contributo di Dan Kelly, presidente della Canadian Federation of Independent Business.
 
Il sistema dell'immigrazione canadese ha molti punti di forza. Ma allo stesso tempo, ha anche i suoi problemi. Uno è il cattivo assortimento di abilità nelle risorsi umane disponibile.
   Sia il flusso di immigrazione economica che un programma per i lavoratori stranieri temporanei (TFW) frettolosamente modificato fanno affidamento quasi esclusivamente nel portare qui solo immigrati altamente qualificati e altamente istruiti.
   In superficie sembra una cosa positiva, ma non si tiene conto che il mercato del lavoro in Canada è alla disperata ricerca di chi sia altissimamente qualificato per un mestiere o disposto a fare un lavoro manuale con attenzione.
 L’opinione pubblica ci passa sopra sul fatto che esiste un numero crescente di lavori che i canadesi non vogliono fare. E che per molti lavori la laurea universitaria non sia affatto rilevante. 
I canadesi non si mettono certo in fila per essere assunti per fare queste professioni. Infatti adesso ci sono più di 300mila posti di lavoro a tempo pieno o part-time disponibili in tutto il Paese per cui mancano richiedenti.
Contemporaneamente, ci sono molti immigrati e lavoratori,  stranieri residenti all’estero, che vorrebbero venire in Canada per riempire quei posti liberi. Sfortunatamente, il nostro sistema dell'immigrazione ignora completamente queste persone.
Fino al 2013, prima della revisione del programma TFW, ai datori di lavoro era stata data la possibilità di reclutare persone che potessero occupare quelle posizioni e di portarle in Canada per lavorare.
Una delle critiche legittime che portarono alla revisione del programma TFW era che le posizioni che andavano a riempire non fossero temporanee. Molti datori di lavoro preferirebbero assumere un canadese o un residente permanente, se ve ne fossero di disponibili e interessati a quel lavoro. Quando non lo sono, il datore di lavoro punta sul TFW. In risposta a questa attuale dicotomia, la CFIB ha continuamente chiesto al governo federale di creare un percorso verso la cittadinanza per i lavoratori stranieri con qualifiche più basse.
La nostra proposta di una “Introduzione al Visto del Canada” permetterebbe ai lavoratori stranieri del TFW di fare richiesta della residenza permanente dopo 1 o 2 anni costruendo esperienza canadese e contatti locali. Una tale politica potrebbe anche essere usata per riportare alcuni lavoratori senza documenti allo status di legalità.
La nostra storia nazionale è piena di storie di nuovi arrivati in cerca di una vita migliore qui per le loro famiglie che sono arrivati, si sono arrotolati le maniche e hanno fatto il lavoro che era necessario facessero. I miei antenati ucraini e irlandesi arrivarono in Manitoba non per essere assunti nelle università o nei laboratori, ma per lavorare in fabbriche e aziende agricole o per avviare imprese che in seguito avrebbero dato lavoro ad altri canadesi.
Mentre il nostro sistema dell'immigrazione ha molti punti di forza, spero che possiamo trovare una strada nei prossimi 150 anni del Canada per rimanere leali verso i nostri valori, per onorare la nostra storia di immigrati e per assicurare che avremo i lavoratori di cui avremo bisogno per scrivere il prossimo capitolo della nostra storia nazionale.
 

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