Corriere Canadese

Caro editore, ho preso parte all’incontro pubblico riguardante la proposta su Villa Charities Dante Alighieri, avvenuto l’11 Maggio. E no, non sono italiano. Ho osservato e sentito sussurri di scetticismo (un fatto “compiuto”, no, “stupido”) trasformarsi in urla di rabbia.
Nessuno “capo” o “amministratore delegato” presente tra le agenzie che lo sponsorizzavano era li’ per la “consultazione”- o quanto meno nessuno si e’ presentato come tale. Che non si siano fatti avanti per una questione di dignità?
Alcuni hanno facilmente perso il controllo dell’ordine del giorno. E’ stato doloroso da vedere.
Alla fine - forse come già pianificato- gli “amministratori delegati” hanno deciso di dire qualcosa in mezzo a quella disavventura. Così, uno di loro, lo School Board, ha mandato tre dei suoi studenti a cercare di placare la folla per conto loro. Che furbizia! Questa era una folla composta da membri della società esperti, eruditi e finanziariamente solidi. Non di certo quelle persone per cui basterebbe un semplice tozzo pane ad attirarle.
I presenti non avevano più la pazienza di stare ad ascoltare queste pagliacciate e i tre studenti di terza media della Dante Alighieri Academy- i quali non avevano nient’altro da dire se non “sappiamo che questa decisione non vi sta bene, ma noi amiamo la nostra scuola e ne vogliamo una nuova”. Cosa che ha scatenato ulteriori reazione negative, prima che gli studenti fossero intimati a sedersi (nota personale: indagare sul nuovo significato del termine educativo “academy”).
Lo School Board avrebbe quanto meno potuto preparare un discorso migliore per i suoi studenti, con fatti e statistiche. Nessuno di quegli studenti di terza media sarà ancora lì se e quando la loro scuola verrà ricostruita nel 2020.
A questo punto dell’incontro la folla aveva già aspettato un’ora e mezza per avere delle risposte. Un lungo lasso di tempo per sentire i “capi”responsabili per la proposta del programma. La folla si è irritata, com’è giustificabile che fosse.
Lo School Board ha poi finalmente mandato il loro Messia per parlare alla folla, un altro non troppo timido studente di terza media con un discorso preparato. “Voi state tutti urlando, ma cosa fareste se a stare qui davanti a voi fosse stato Gesù?” Doveva essere uno scherzo.
Ascolta ragazzo, di ai capi che ti hanno mandato qui di fronte a noi come agnello sacrificale di mandarci Gesù al posto tuo. Almeno avremmo ricevuto le risposte che cercavamo. Lui non si sarebbe nascosto dietro nessuno. Questa folla era pronta per Gesù. La prima domanda che gli avrebbero posto sarebbe stata: “Perché non hai benedetto i grandi capi con la lingua dello Spirito Santo? Come mai sono tutti muti?”
Questa singola affermazione “cosa fareste se a stare qui davanti a voi fosse stato Gesù?” gli si è ritorta contro. Ha spinto la Città, Villa Charities Inc, lo School Board e il Centro Scuola a nascondersi più in profondità nella fossa scavata da loro stessi. 
Gli è mancato il coraggio di difendere il loro agnello sacrificale dall’ira delle lingue della Comunità. Si esiti a suggerire in quali altre cose hanno mancato.
Gesù una volta ha cambiato le carte in tavola tra gli esattori delle tasse e coloro che le evadono. Qualcosa è andata storta con i capi della Comunità del lotto 19. Stanno giocando a pocker con i soldi delle nostre tasse.
Qualcuno chiami Gesù e lo inviti al prossimo incontro, per favore.
Breaden Ray

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