Corriere Canadese

TORONTO - Giorni fa i genitori dei ragazzi che hanno frequentato scuole elementari pubbliche sono rimasti per ore in fila per poter iscriverli alla scauola superiore cattolica Cardinal Ambrozic. Gli 85 posti disponibili della Cardinal Ambrozic Catholic Secondary School di Brampton sono andati, come si suol dire,  a ruba ed altri 50 studenti sono stati collocati in lista di attesa.
Che i genitori abbiano trascorso la notte all’esterno della scuola al freddo per poter essere tra i primi e quindi garantire un posto ai propri figli nella scuola, non è una cosa inusuale secondo il portavoce del Dufferin-Peel Catholic District School Board Bruce E. Campbell.  Ogni anno, secondo Campbell si ripete la stessa cosa e spesso anche a partire dalle 3 del mattino i genitori si mettono in coda nella speranza di riuscire ad iscrivere i figli nella scuola. Il requisito necessario è che gli studenti abitino nel bacino idrografico  della Cardinal Ambrozic. Dopo aver privilegiato l’iscrizione dei ragazzi provenienti dalle scuole cattoliche viene data la possibilità a quelli che hanno frequentato quelle pubbliche: il tetto massimo delle iscrizioni è di 350 studenti per grado.
Secondo Campbell, che abbiamo intervistato, vi è la percezione che la Cardinal Ambrozic sia una scuola «buona per imparare, sicura, con una buona disciplina e con risultati scolastici ottimi».
Mi può dire che cosa ha spinto i genitori a fare la coda per una notte intera al freddo?
«Ha fatto parte del nostro processo di iscrizione per gli studenti del grado 9 che non provengono dalle nostre scuole elementari cattoliche di Dufferin-Peel. In base alla capienza l’iscrizione alla scuola è limitata a 340 studenti per grado. C’erano 85 posti disponibili. Oltre 140 genitori degli studenti che vivono all’interno della zona di confine della scuola, ma che non provenivano dal sistema cattolico e che volevano iscrivere i loro figli a questa scuola per settembre, hanno fatto la coda. Le iscrizioni sono iniziate alle 7.30 del mattino e quelli che volevano avere migliori possibilità per essere ammessi si sono messi in fila molto presto».
Per quali motivi questa scuola piace così tanto?
«Molti genitori hanno affermato che altre famiglie di loro conoscenza hanno frequentato la scuola con soddisfazione. Altri hanno menzionato gli standard accademici, la disciplina e il fatto che la scuola ha una divisa scolastica. Altri ancora hanno detto per l’aspetto religioso, anche se potevano anche non essere cattolici».
Cosa vuol dire che ai genitori piace l’uniforme scolastica? Ha qualcosa di particolare?
«Non credo che si riferiscano allo stile dell’uniforme. Credo che ai genitori piaccia il fatto che agli studenti  venga richiesto di indossare l’uniforme. La maggior parte delle scuole pubbliche non ha una sua uniforme».
Come sono le altre scuole della zona? Sono buone?
«Non sono sicuro di cosa si intenda con buono o non buono. Preferisco non esprimere giudizi. C’è una scuola pubblica secondaria nelle vicinanze».
La scuola ha dato la priorità agli studenti che provengono dalle scuole elementari cattoliche ma   secondo le direttive “a nessuno studente può essere negato l’accesso a una scuola secondaria cattolica sulla base del credo religioso (se c’è)”: mi può dire se questo corrisponde a realtà?
«A nessuno studente è negata l’ammissione alle nostre scuole secondarie sulla base della loro fede o appartenenza religiosa. Noi accettiamo prima gli studenti che arrivano dalle nostre scuole elementari cattoliche. Se non vi è spazio disponibile, e in questo caso, ci sono stati 85 posti lasciati per gli studenti che vivevano nella zona di confine della scuola che non sono arrivati attraverso le nostre scuole elementari, allora possono presentare la domanda. Ovviamente non siamo in grado di accogliere tutti coloro che vogliono iscriversi semplicemente perché non abbiamo lo spazio per farlo».
Naturalmente la demografia del quartiere è un fattore importante se si verificano così tante richieste in questa zona.
«Certo. Questa scuola si trova in una zona ad alta crescita dove c’è un grande sviluppo residenziale. È una delle zone in crescita del provveditorato. Ci sono altre zone nel nostro board dove le iscrizioni sono in declino a causa della demografia che cambia. Dopo aver accettato gli studenti che provengono dalle nostre scuole elementari, possiamo anche accettare la maggior parte, se non tutti, quelli che non giungono dalle scuole di Dufferin-Peel».
 

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Mariella Policheni

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