Corriere Canadese

TORONTO - Restituire il corpo di Nazzareno, morto vicino a Raqqa mentre stava combattendo contro l’Isis. 
È questo il rinnovato appello della famiglia del giovane italocanadese ucciso il 21 dicembre dopo essersi arruolato nelle milizie curde impegnate nella lotta contro gli estremisti fedeli ad Al Baghdadi. Continua il forcing anche sul governo affinché Ottawa possa fare pressioni per la restituzione della salma. Su questo fronte il deputato liberale Francesco Sorbara, contattato dal Corriere Canadese, ha assicurato che il ministero degli Esteri farà il possibile. Anche se - ha ricordato Global Affairs - il governo federale continua a invitare i canadesi a non andare in zone come l’Iraq e la Siria, aree dilaniate dalla guerra dove i rapporti diplomatici non sempre riescono ad arrivare a risultati concreti. Chi decidere di partire, in sostanza, lo fa a proprio rischio e pericolo, sapendo che le conseguenze potrebbero essere tragiche. “Detto questo - continua il ministero degli Esteri - faremo il nostro possibile per assistere la famiglia in questo difficile momento”. Sorbara ha voluto rivolgere un pensiero ai parenti del ragazzo. “Da parte mia - le mie preghiere sono per la famiglia di Nazzareno”.
In ogni caso la morte del giovane italocanadese ha sconvolto la comunità. È inevitabile fare un parallelo con Nathan Cirillo - anche se ovviamente le circostanze erano molto diverse - il soldato ucciso a Ottawa il 22 ottobre del 2014 durante l’attacco al parlamento. Tassone, originario dell’Ontario, nell’ultimo anno si era trasferito a Edmonton, prima di decidere di raggiungere la Turchia per insegnare l’inglese.
Poi evidentemente è scattata la molla e da lì è giunta la decisione di arruolarsi nelle milizie curde del People's Protection Units (YPG). Poche settimane di addestramento, poi la partenza per il fronte per affrontare un nemico violento e brutale. 
Il Corriere Canadese è stato in grado di fornire un ritratto del ragazzo grazie anche alla testimonianza di Frank Tassone, zio della vittima, che ha ricordato come la decisione del nipote avesse riempito d’orgoglio l’intera famiglia.
Un orgoglio che tre giorni fa si è trasformato in dolore, rabbia e costernazione per la morte di Nazzareno. Dolore che peraltro non è nuovo al Canada: già un altro canadese aveva perso la vita combattendo l’Isis. Si tratta di John Gallagher, ex soldato, ucciso in combattimento in Siria da un kamikaze nel novembre del 2015.
Fino a questo momento sono stati una ventina i volontari stranieri che si sono arruolati nelle milizie per combattere lo Stato islamico e hanno perso la vita.
Il Corriere Canadese anche nei prossimi giorni continuerà a seguire la vicenda, cercando in particolare di contattare alcuni esponenti della comunità curda qui in Canada che hanno avuto in passato una diretta esperienza sul campo. 

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