Corriere Canadese

Sebastiano Bazzichetto
 
TORONTO – Giacomo Puccini (1858-1924) è stato il compositore italiano che ha portato alla transizione del genere operistico dall’Otto al Novecento ed è il padre di capolavori della lirica rappresentati ancor oggi in tutto il mondo. È stato anche uno dei musicisti che maggiormente ha saputo e voluto dar rilievo e voce – letteralmente – al caleidoscopio femminile, da Manon Lescaut a Cho Cho-san (Madama Butterfly), a Suor Angelica passando per Floria Tosca. Quest’ultima, con la sua drammatica vicenda, è infine giunta sulle rive del lago Ontario per chiudere la stagione della Canadian Opera Company al Four Seasons Centre.
Opera con musiche e arie in tre atti, si basa sul libretto di Giacosa e Illica che derivarono la vicenda da “La Tosca” di Victorien Sardou, un dramma in cinque atti rappresentato a Parigi quasi dieci anni prima, nel 1887, il cui successo fu legato soprattutto all’interpretazione di Sarah Bernhardt nei panni della protagonista. Puccini cominciò a lavorare alla Tosca qualche mese dopo il trionfo della sua “Bohème”.
In questo maggio piovoso, sul palco della COC la regia di Paul Curran è molto rispettosa del libretto, così come i costumi e le scenografie di Kevin Knight sono piuttosto tradizionali, lasciandosi prendere la mano solo nel secondo atto, quando Tosca uccide Scarpia, vestendola di uno strascico purpureo degno di un’imperatrice napoleonica e non di una più modesta, benché appariscente, cantante d’opera (il riferimento agli abiti nel quadro di Jacques-Louis David è chiaro e decisamente fuori luogo).
Le voci di una Tosca un po’ attempata (la comunque bravissima Adrianne Pieczonka) e del suo Mario Cavaradossi (l’argentino Marcelo Puente) sono davvero belle, calde e rotonde sia negli acuti che nelle arie e nelle romanze (“Vissi d’arte, vissi d’amore”, “E lucevan le stelle”). Il “Te Deum” che chiude il primo atto è imponente e ben sostenuto dal coro. Eccezionale la direzione della giovane Keri-Lynn Wilson, caso raro nel panorama della lirica di una donna nei panni del direttore d’orchestra.
Nell’insieme, il capolavoro pucciniano chiude meravigliosamente questa stagione dell’opera canadese, facendoci attendere il prossimo cartellone, che verrà inaugurato dalle note della “Arabella” di Richard Strauss. 
 
(in scena al Four Seasons Centre fino al 20 maggio)